Non tutto il male viene per nuocere

non tutto il maleLa Vita può essere vista come una matassa composta da tanti fili che, prima o poi, dovremo tirare tutti per verificare dove portano. Si chiama anche karma, questa esperienza umana che necessita di essere completata, dovendo fare i conti con tutti i fili di cui è composta. La natura umana si arrabatta nel tentativo di comprendere razionalmente tutto questo, senza riuscirci peraltro, incapace di cogliere il nesso tra causa ed effetto nella propria Vita.

Questo preambolo per dire che cosa? Per mettere in rilievo il fatto che sbagliare strada non esiste, anche se indimostrabile, semplicemente ci sono avvenimenti che non vanno nella direzione sperata, senza essere necessariamente nocivi. L’essere umano ritiene che percorrere le stesse strade dia maggiore sicurezza, assieme alla certezza che le cose vadano per il meglio, senza tenere conto del proprio strumento di percezione che difetta di affidabilità.

Invece, se ci fermiamo ad ascoltare, l’imprevisto ci ha fatto vivere situazioni che non avremmo scelto, situazioni che, a volte, ci hanno messo in grande difficoltà, ritenendole un impedimento, incapaci di cogliere la bellezza presente nel loro tessuto. In ogni caso, si trattava di eventi, anche questo indimostrabile, non casuali, magari ritenuti tali, solo perché la parzialità della nostra percezione ci rapiva con la sua ignoranza.

La conferma l’ho avuta, ancora una volta, quando, qualche giorno fa, assieme a mia moglie ci trovavamo in autostrada tra Venezia e Padova, con un programma prestabilito che avevamo deciso di rispettare, fino a quando non siamo arrivati nei pressi di una coda di quasi 10 chilometri. Cosa fare a questo punto? Per quanto mi riguarda ero un poco indeciso, e forse mi sarei messo in coda auspicando che fosse scorrevole, ma stavolta mia moglie ha avuto una marcia in più, decidendo di uscire dall’autostrada appena possibile… e così è stato, proseguendo in direzione Padova su strada statale.

Corre voce che il caso non esista, e che dire del fatto che siamo stati attratti da un paesino in provincia di Venezia che si chiama Dolo, sede dell’unione di comuni “Città della Riviera del Brenta”, sentendoci immediatamente a nostro agio. I nostri programmi erano ormai saltati, ma lo scorrere del fiume Brenta, il Molino di Dolo del secolo XVI e la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie e dei Mulini ci ha messo nelle condizioni di rilassarci e goderci questo luogo che ci ha fatto sentire a casa… peccato che fosse veramente tardi, ma un “salto” all’adiacente Trattoria al Cristo ci sarebbe stato proprio bene, per completare il cerchio.

Sempre per il fatto che il caso non esiste, siamo capitati proprio il giorno che ricorreva la festività della Madonna delle Grazie e dei Mulini, un luogo mariano divenuto famoso quando, nel 1813, il parrocchiano Giovanni Candian riacquistò la vista. Sempre per il fatto che il caso non esiste, il bellissimo mulino adiacente è stato raffigurato in un quadro di Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il Canaletto, uno dei nostri pittori preferiti, quadro che non conoscevamo, aggiungendo il fatto che abitiamo in una località che si chiama, per l’appunto, Canaletto.

Tutto questo tirando un filo, tutto questo per un imprevisto che, se non ci fosse stato, ci avrebbe privato di tanta bellezza, impedendoci di percorrere un filo che ci ha fatto conoscere la storia di un luogo che visiteremo ancora in un futuro prossimo. Siamo arrivati a casa molto ma molto tardi, non abbiamo fatto ciò che avevamo preventivato, ma ci siamo sentiti veramente bene nel seguire il nostro intuito.

Concediamoci quindi qualche imprevisto, concediamoci di “sbagliare” qualche volta, non tutto il male viene per nuocere, bisogna cedere per ricevere… e noi abbiamo ricevuto tanto, imparando tante cose che ci hanno alleviato il cuore e rallegrato la nostra anima… perché non tutto il male viene per nuocere… e poi un “salto” al museo di Oxford dove questo quadro si trova è ormai d’obbligo, per verificare, ulteriormente, dove porta questo filo all’interno di questa matassa che è la Vita.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.