Niente da capire, tutto da vivere

La vita dell’essere umano è varia ed eventuale, per certi versi incomprensibile, vista la quasi totale mancanza di conoscenza delle cause che alimentano il nostro agire. Una vita vissuta nella ricerca più o meno consapevole della propria vera natura, sospinti in maniera continua e tenace da un’anima che vuole palesarsi sempre di più… parole che vengono fuori così quasi per “caso”, quando l’articolo che avrei dovuto fare aveva come tema un argomento completamente diverso.

Così vanno le cose, ci si prepara abbozzando l’articolo, le parole a volte vengono altre volte no, in questo caso è la seconda opzione, e poi quando ti sembra di aver capito sorretto dalla giusta intuizione, tutto si ribalta e viene fuori tutt’altro, ritrovandoti come d’incanto ad osservare il foglio bianco che comincia a riempirsi, consapevole che è proprio di questo che volevi parlare. Per dire che cosa? Semplicemente che tutto serve anche se al momento non lo comprendi, che le cose cambiano perché è così che deve andare, che la vita è bella anche se mentre ti attraversa mette in rilievo i lavori in corso da ultimare e tutti quei progetti dell’anima che non sono ancora emersi a livello conscio.

La vita va presa in questo modo, soprattutto di questi tempi dove tutto è più rapido, e per non soccombere ad un’inerzia che desidera il quieto vivere senza avere mai la possibilità di conseguirlo, bisogna cavalcare l’onda ed uscire dall’angolo il più presto possibile, per non rimanere sotto una gragnuola di colpi che la tua personalità vuole infliggerti. La gragnuola di colpi ci parla di lamento e recriminazione, ci parla di tutte quelle istanze dogmatiche dettate dall’ignoranza che tutto vuole giustificare senza esserne responsabile.

La vita ci attraversa come una folata di vento fra gli alberi, e noi ne siamo parte, vorremmo che le cose andassero secondo i nostri desideri senza sapere che cosa li motiva, ignari delle conseguenze, così nasce il lamento e la recriminazione… e ti senti ridicolo mentre esprimi questa roba, senti la battaglia fra ciò che vuole perdurare ed il mondo nuovo che fa del cambiamento una ragion d’essere… e tu sei li in mezzo ed ogni volta vivi quanto di più bello ci possa essere, la possibilità di scegliere.

Ancora una volta ho scelto di andare oltre, come ho parlato in un precedente articolo passandoci però in mezzo, consapevole che qualcosa avrei dovuto cedere, in questo caso un po’ di orgoglio mescolato alla presunzione. Ciò di cui parlo, in altri tempi, avrebbe occupato un periodo lunghissimo per ritrovare la luce, mentre ora me la sono cavata con un bel quarto d’ora, nel quale ho visto passare la carovana dell’ignoranza che si è certamente accorciata, a favore di una maggiore consapevolezza capace di farti cedere per poi poter ricevere.

Il pantano nel quale a volte ci troviamo ci appare come le peggiori sabbie mobili presenti sul pianeta, ma se poi ci guardiamo bene, difficilmente sono più grandi di una pozzanghera nella quale giustificare i presunti torti subiti. Forza e coraggio dunque, anche se non capite il perché e il per come, l’importante è la salute, quindi a che serve farsi del male impedendo alle folate ventose della vita di risanarci? Qualcosa dovremo lasciare andare… beh che male c’è in tutto questo, anzi avremo modo di viaggiare più leggeri, godendoci questo bellissimo viaggio che è la vita, magari provando anche piacere.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.