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Morire è una cosa da saggi

Morire e una cosa...Leggendo un libro che parla della Modena che non c’è più, mi è rimasta impressa una frase che citava il fatto che morire non è una cosa da furbi. La tradizione popolare è fantastica con la sua capacità di esorcizzare la morte, trovando sempre le parole giuste per andare avanti malgrado le avversità che, in un dato momento, potevano apparire insormontabili. Una cosa saggia avrebbe dovuto essere il rimanere in vita, ma di qualcosa bisogna pur morire, e a questo irrinunciabile appuntamento non si giunge certo sani.

La morte è parte della vita, d’altra parte non può essere altrimenti, sarebbe come affermare che la notte e il giorno rappresentano due aspetti separati, sarebbe come vedere le due facce di una moneta spendibili diversamente, mentre invece potrà avere valore solo nella sua unità. L’essere umano, nella sua profonda ignoranza, si identifica nella parzialità, incapace com’è di cogliere la vita nella sua interezza, per questo non riesce a “spenderla” adeguatamente, lamentandosi di essa continuamente finendo per temerla nel momento in cui potrà palesarsi maggiormente.

Ma quanto si fa fatica a morire? Non parlo della inevitabile disincarnazione che deve avvenire in ogni vita, ma della morte quotidiana che, attimo per attimo, ci consente di lasciare andare parti di noi per abbracciarne altre, così da evolvere in forme che ci consentano di proseguire al meglio la nostra esistenza. In tutto questo dobbiamo avere a che fare con l’idea della morte che tanto spaventa gli esseri umani, malgrado rappresenti qualcosa che hanno vissuto tantissime volte, eppure, proprio per la difficoltà di mettere insieme la notte e il giorno al momento risulta di ardua comprensione.

Il titolo di questo articolo nasce da una frase che ho letto su di un libro che parlava della Modena di una volta, dove era presente, rispetto ad oggi, una maggiore umanità. Anche allora si aveva paura della morte, ma la si esorcizzava con quel fare tutto emiliano con frasi del tipo: “Morire non è mai stata una cosa da furbi” perché, appunto, prima o poi ci si fa “fregare” dalla morte. Per questo ho cambiato il titolo, visto che l’unica cosa sensata da fare è quella di divenire saggi, imparando a morire ogni attimo delle nostre giornate, per poi giungere “pronti” alla dipartita in questa vita, vivendo semplicemente un arco più ampio dell’esistenza, visto che bisogna morire per imparare a vivere.

Forza e coraggio dunque, morire è qualcosa che conosciamo bene, non dobbiamo far altro che favorire questo processo, vivendolo con maggiore presenza così da poter lasciare andare ciò che non serve, ciò che è finalmente maturato ma che viene trattenuto indebitamente alimentando la sofferenza. Ogni giorno è costellato di tanti attimi, tanti momenti nei quali la vita vuole prorompere manifestandosi, il problema è quello del trattenere, del cedere per poi ricevere, ma qui casca l’asino e lasciare il certo, anche se produce sofferenza, per l’incerto diviene un problema… forse è per questo che nella tradizione popolare morire non è mai stata una cosa da furbi.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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