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Meditare rappresenta una scelta intelligente

meditare rappresenta una scelta intelligenteSi comincia a meditare perchè si vuole percepire e vedere il bello della vita. Meravigliosa è questa aspirazione quando sorge nella coscienza di coloro che vogliono strappare i veli dell’ignoranza, una aspirazione che ad un certo punto diviene insopprimibile, una specie di prologo del viaggio che si andrà a compiere, senza sapere nulla di ciò che accadrà, semplicemente sospinti da una intuizione che ci comunica la bontà della nostra scelta, un viaggio che comunque vada sarà un successo.

Si comincia a meditare perchè rimane l’unica cosa sensata da fare, in quanto, tutto il resto, seppur importante, è semplicemente una conseguenza del proprio stile di vita e di ciò che lo anima come causa. Stanchi di aggirarsi nel mondo apostrofando a destra e a manca, si insinua nella nostra vita un senso di fiducia che comincia ad aggregare le forze necessarie per produrre un po’ più di coerenza. Voglia di vedere meglio si chiama, voglia di affermare la Luce.

Questi momenti rappresentano l’inizio di un cambiamento atteso da tempo, un periodo certamente frizzante, nel quale si comincia a mettere in relazione la causa con l’effetto. Tutto sembra parli di noi, apriamo un libro e la frase su cui cade l’occhio sembra fatta apposta per il momento che stiamo vivendo. Guardiamo un film e sembriamo l’attore principale di cui sappiamo ogni battuta, incontriamo qualcuno e le cose che ci dice ci appaiono come provenienti da un Maestro di Saggezza, e via di questo passo.

Capito il concetto? L’universo sembra che parli solo a noi, ci sentiamo un po’ al centro, e il rischio di un “delirio” di onnipotenza esiste concretamente, ma di qua bisogna passare, credendo a volte che ci sia qualcuno deputato a dirci quello che dobbiamo fare e al quale affidarci. Siamo parte dell’universo ed è indubbio che qualcosa comunichi, ma con tutt’altre motivazioni, se non quelle di indurci ad intuire e non a trovare la “pappa” fatta.

Tutto ciò è dovuto ad un incremento della curiosità e della voglia di conoscere, che cominciano ad andare di pari passo con una accresciuta responsabilità delle proprie azioni. Qui sta il nodo focale, l’assunzione di responsabilità, questa è la condizione che schiude le porte del cuore, senza la quale, tutto rimane ben serrato. Si desidera cedere e lasciare andare non sarà più quel dramma che ritenevamo, vedere meglio diviene possibile e il film della nostra vita comincia a scorrere.

Scorreva anche prima, su questo non ci piove, diciamo che lo vedevamo con maggiore riluttanza e con un eccessivo senso critico, si può dire che peccavamo di accoglienza. Non è che, a questo punto, tutto sia magicamente risolto, ma la maggiore disponibilità a prendere contatto con i reali moventi del nostro agire renderà tutto più semplice, anche se in apparenza le cose si complicano un po’, perchè ci rendiamo conto che il sole non ruota attorno a noi stessi ogni qualvolta lo si desideri.

Meditate gente meditate, diceva una vecchia pubblicità, e magari direte anche, prendendo spunto da un’altra pubblicità, fermate il mondo voglio scendere, senza voler più condividere l’automatismo di una vita che ha ancora bisogno della sfiga per confermarsi nell’ignoranza. A questo punto ci si ritrova ad occhi chiusi, con l’attenzione rivolta al terzo occhio, e in men che non si dica stiamo già pronunciando un mantra, uno di quelli che dovrebbero essere mutuabili, tipo Om Shanti.

Sarà l’inizio di un bellissimo viaggio, o forse è meglio dire il prosieguo di un percorso nel quale, finalmente, si potrà percepire una maggiore consapevolezza, che in poche parole vuol dire benessere. Sono certo, che da Settembre in poi, troverete un corso di meditazione a cura dell’associazione Atman vicino a voi.

Se invece la vostra aspirazione sara maggiore, potrete avere informazioni di Energheia prima scuola italiana di formazione per Terapeuti esoterici, un percorso triennale in grado di stabilizzare la coscienza sul piano dell’anima. Anche in questo caso vi consiglio di monitorare la pagina dedicata rimandandovi alle conferenze di presentazione della scuola Energheia.

Voler vedere meglio, assumendosi la responsabilità di ciò che si vedrà, rappresenta la chiave di volta attraverso la quale portare a compimento il progetto della nostra anima.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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