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L’uomo è ciò che pensa

002yogaTuttiLuglio400artNoi siamo ciò che pensiamo”, i filosofi di tutti i tempi hanno sempre affermato questa verità, pronunciata anche dal Buddha 2500 anni orsono nella forma: “Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che pensiamo”.
Molti uomini sono d’accordo con questa affermazione a livello razionale, e anche scientifico, tanto da sviluppare, per esempio, moltissimi corsi per manager e venditori basati sul “formulare pensieri di successo” per arrivare al successo stesso; altri ritengono che sia solo una frase fatta, perché la realtà è quella che è ed io non ho nessun potere di cambiarla.
Noi tenteremo di spiegare la verità di questa affermazione  alla luce della scienza esoterica.
Affronteremo questo argomento scoprendo che l’uomo, come tutto in natura, è composto da 7 energie fondamentali, i 7 corpi, la cui radianza dà origine alla famosa aura.
Vedremo in quale di questi corpi si forma il pensiero, da cosa viene influenzato e il percorso che fa per discendere fino a realizzarsi come azione concreta.

Vedremo cosa ci impedisce di pensare in modo chiaro e creativo introducendo il discorso del Karma, dei chakra e delle immagini karmiche ivi contenute; ma soprattutto analizzando la funzione che può avere la meditazione nel liberarsi da questi condizionamenti e realizzare pensieri più chiari, armonici e coerenti.
Partiamo quindi affermando che l’uomo non è un blocco unico, ma è una persona complessa, composta almeno dai tre aspetti della personalità: istinti, emozioni-desideri e mente razionale.  In realtà l’uomo, come tutto in natura, è composto da 7 energie fondamentali: i 7 corpi.

Per capirci è come la luce bianca che appare come una unità, ma che una volta rifratta attraverso un prisma si divide nei 7 colori fondamentali (quelli dell’arcobaleno per intenderci), che vanno dal rosso al violetto, cioè dalla vibrazione più densa alla più elevata. Così anche l’uomo ha 7 corpi, che vanno dal corpo fisico denso ai corpi più sottili che definiamo spirituali.
Per il momento vogliamo rimanere pratici e prenderemo in considerazione solo i 3 corpi inferiori che formano la nostra personalità, il sé inferiore, la nostra quotidianità.
Il corpo fisico è quello che vediamo tutti, composto dalla materia più densa, che ha anche una controparte eterica, la rete di canali (chiamati anche nadi o meridiani) attraverso cui fluisce il prana. Questo corpo è la sede degli istinti.

Poi vi è il corpo emotivo, definito “astrale” per la sua luminosità dagli alchimisti che lo osservarono per la prima volta, che è la sede dove l’uomo prova il piacere e il dolore, la sensibilità, le emozioni e i desideri; generalmente questo corpo è turbolento o represso, con le influenze che vedremo in seguito sul corpo mentale.
Infine a completare il sé inferiore, la personalità, vi è il corpo mentale, cioè il corpo attraverso il quale l’uomo esprime il pensiero razionale.

Emerge subito con evidenza che l’uomo ha una personalità quanto meno scissa, potremmo dire che è schizofrenico, in quanto ha gli istinti che lo spingerebbero a comportarsi in un certo modo, le emozioni-desideri che gli farebbero compiere azioni diverse, e la mente razionale che esprime una direzione diversa dai desideri e dagli istinti. Capite che con una confusione interiore di questo tipo è difficile essere chiari e soprattutto realizzativi.
Infatti il pensiero parte dal piano della mente dove si genera la “forma pensiero” di ciò che vogliamo realizzare, questa forma pensiero però deve discendere e passare attraverso il corpo astrale (con tutti i suoi casini) e finalmente arrivare al cervello fisico dove poi il pensiero diventa atto… sembra il gioco del telefono che facevamo da bambini, ciò che parte “A” dal corpo mentale come minimo arriva “C” al cervello fisico.

E’ più chiaro adesso il perché il nostro pensiero non si realizza così facilmente? E quindi per quale ragione è così difficile realizzarsi?
Per capire meglio quanto siamo congruenti proviamo a chiederci: “ma io penso veramente di potere realizzare questa cosa”? E soprattutto: “lo desidero veramente”?
Abbiamo iniziato a capire come funziona la nostra personalità, nei prossimi articoli scopriremo come possiamo fare per cambiare in meglio la nostra vita attraverso il pensiero costruttivo.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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