Lo yoga si può praticare anche in tram

lo yoga in tramLa parola yoga deriva dalla radice sanscrita Yug, e ci rimanda al significato di unione, legame. Lo yoga non è una attività che per essere svolta necessita di un momento particolare, o del tempo libero da potersi ritagliare, lo yoga è la vita nella sua totalità, alla cui base vi è un senso di unità che alimenta ogni forma presente sulla faccia della Terra e non solo.

Non ci manca nulla per praticare lo yoga se non quello che stiamo vivendo, ditemi voi se ogni esperienza non rappresenta una occasione nella quale auspicare ad una maggiore unione, dandosi da fare perché ciò avvenga in pratica? Chi ha tempo non aspetti tempo, e chi ricerca situazioni ideali, alimentato dalle illusioni, forse, sotto sotto, non è così convinto che l’unione rappresenti un valore in luogo di una divisione che giustifica ogni lamentela o recriminazione.

L’essere umano si sente sempre fuori luogo, all’interno di situazioni che non corrispondono mai completamente ai suoi bisogni, pretendendo magari che siano gli altri a dover fare yoga, o comunque qualcosa che li “tenga occupati”, senza che debbano necessariamente rompere le scatole, in poche parole, essere di ostacolo ad una vita che potrebbe essere perfetta, se solo tutti gli altri decidessero finalmente di adeguarsi.

Invece non è così e non potrà mai essere così, perché la vita è di tutt’altro parere, e proprio non ce la fa ad adeguarsi a ciò che separa, continuando a “forzare” le nostre vite perché possano adeguarsi nei tempi e nei modi, senza che nessuno si trovi ad affrontare ciò che non potrebbe essere sostenuto.

Lo yoga è sempre presente in latenza, in qualsiasi forma, anche in un sasso di fiume, si chiama anche e soprattutto amore, una forza che, malgrado vorremmo stare da soli a macerarci, prima o poi farà prevalere il buon senso, facendoci scendere a miti consigli, accettando, seppur a fatica, che da soli proprio non si può stare, altrimenti che esseri umani saremmo?

Lo yoga è ascoltare la propria vita percependone la forma, il colore ed il suono, infatti, non esiste nulla che non possieda questi tre elementi, i quali, rappresentano la base di una buona meditazione. Per fare ciò bisogna innanzitutto respirare, consentendo all’aria di portare calore nelle nostre vite, avendo così modo di dissolvere le nebbie che le illusioni creano, quelle illusioni che ci inducono all’insoddisfazione.

Dissipate le nebbie, la visone si rischiara, e ciò che appariva difficile da unire diviene possibile facendo risaltare la propria vera natura, quella che tende all’unione senza se e senza ma, quella che non teme di perdere qualcosa, perché sente che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma in una vita più consapevole, in grado di dare sapore alla propria esistenza.

Cominciamo dunque a praticare lo yoga, perché, parafrasando una vecchia pubblicità si può fare anche in tram, visto che rappresenta una buona palestra per crescere in innocuità, ma questo vale per qualsiasi mezzo pubblico, visti i tempi.

Poi, la pratica dello yoga, se vorremo andare sempre più in profondità, dovrà necessariamente incontrare la disciplina, sino a cogliere possibilità che ora ci paiono difficili da raggiungere, ma con il tempo e la paglia maturano anche le nespole, ci racconta un vecchio adagio, quindi, che cosa abbiamo da perdere, mettiamoci in cammino e qualcosa di buono ne verrà fuori.

Ti potrebbe interessare

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.