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L’Infinito e la parola

Luniverso-e-sempre-esistitoPatanjali ,nel sutra 48 del primo libro de “La luce dell’Anima”, commentato da A.A.Bailey, recita così: “LA SUA PERCEZIONE È ALLORA ESATTA (O LA SUA MENTE SVELA SOLTANTO IL VERO)”. Chi ha il libro citato tra le mani sa che il soggetto è lo yogi e che l’avverbio si riferisce alla realizzazione spirituale, quando la sostanza mentale è completamente pacificata e l’equilibrio perfetto tra l’inerzia formale e l’attività superiore permette un ritmo tanto elevato da consentire al flusso di luce di scorrere liberamente, limpidamente … puro. Quando lo yogi arriva a questo punto, al cuore di sé e della Vita, considera fatti e circostanze come le ombre del mito della caverna di Platone: temporanee parvenze illusorie che provocano tutti i nostri affanni. Ma allo stesso tempo sa che può rischiarare queste effimere parvenze con la Luce Reale, svelando l’inganno di Maja senza più essere soggetto ai suoi miraggi. A questo punto Patanjali notifica: “la sua percezione è allora esatta”, cioè corrispondente al vero, la percezione coglie la verità, l’essenza di tutte la forme e di tutti i fenomeni. L’esatta percezione conosce il rapporto di ogni forma con il Verbo, il Nome o la Parola da cui è scaturita, e pertanto con Chi l’ha pronunciata.

Caspita che botto! Riuscire a cogliere tutto questo richiede davvero una grande dedizione all’opera di auto perfezionamento e una ferma disciplina che nulla conceda ali “sbrocchi” della personalità. Ma in questo sutra c’è un lampo che apre gli universi! Da qualche punto al di là dello spazio/tempo fuè emanato un nome, un suono che dall’ Infinito imponderabile e luminoso raggiunge noi, il nostro spazio/tempo. Un fascio di Luce attraversa la Vita, miriadi di correnti corrono similmente, simultaneamente, attraverso i mondi, diretti al punto finale della manifestazione, per essere semplicemente se stessi, per dire totalmente quello che sono. Frecce dell’Assoluto.

L’Infinito sta cercando di parlare , di comporre un meraviglioso discorso attraverso noi … che balbettiamo … inciampiamo … imprechiamo … facciamo scene di mutismo … Ahi!!Ma il raggio dell’ Infinito cerca ancora di farsi strada tra rovi e sassi della coscienza per arrivare come un laser al punto per cui è stato pronunciato, all’espressione esatta di Sé, alla Parola non ancora compiuta.

Alice Bailey commentando il sutra 48 afferma che “alla fine di ogni processo evolutivo ogni forma della manifestazione divina,dovrà rispondere esattamente al proprio nome o alla parola che diede l’impulso originale,manifestando una vita.” Rifletto: “ogni forma dovrà rispondere al proprio nome” vuol dire che la coscienza dovrà essere tanto responsiva da contenere in sé la risposta completa alla domanda iniziale? E qual era la domanda contenuta nel nome? Forse il nome stesso. La risposta è semplicemente l’accoglienza totale di quel suono da parte della forma, la capacità di pronunciare quel nome con la propria vita?

Rifletto ancora sul commento di A. Bailey :”la parola che diede l’impulso originale, manifestando una vita.” Mi perdoni Patanjali se sbaglio ma col suo sutra ci dice che la percezione esatta è anche visione dello spettro dei colori, del dispiegamento della Vita dei Sette Raggi nell’onda della manifestazione? Allora quando la percezione è esatta e la mente svela soltanto il vero noi “conosciamo” all’istante la Fonte, la Qualità e il Proposito di ogni suono, di ogni parola che aspetta di essere pronunciata in modo autentico, perfetto. Vero.

Fintanto che ci arriviamo è ugualmente Bello e consolante sapere che ogni fatica per affinare la nostra coscienza è per dare una limpida voce all’Infinito, per pronunciare un giorno la sua Parola perfetta.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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