Lettera a Babbo Natale perché l’unione (yoga) sia veramente per tutti

lettera babbo natale2Caro Babbo Natale sono ormai passati molti anni da quando ti scrissi l’ultima volta, mettendo poi la letterina sotto il piatto di mio papà perché la leggesse. Non ricordo quanti anni avessi, ma rammento l’emozione che accompagnò quel gesto, attraverso il quale vergai di mio pugno le promesse che intendevo mantenere per il nuovo anno, e il dono che avrei voluto ricevere.

Mentre si avvicina il prossimo Natale, ho sentito forte il bisogno e il piacere di scriverti, non tanto per me stesso, ma per l’umanità di cui faccio parte, umanità che vedo allo sbando, e in preda a pulsioni pericolose che la stanno portando sempre più alla deriva, in balia di forze che io definisco aliene a questa umanità.

Caro Babbo Natale vorrei tanto che non ci fossero più guerre, vorrei che gli esseri umani sentissero più forte il senso di fratellanza, così che si rendessero conto che, in pratica, stanno facendo la guerra a loro stessi. Vorrei risparmiare loro tanta sofferenza, aiutandoli a comprendere da chi e da che cosa sono continuamente sobillati, così che possano liberarsene e vivere in pace.

Caro Babbo Natale vorrei far ritornare i cieli azzurri e tersi di un tempo, basta con tutti quegli aerei che solcano i cieli ad ogni latitudine rilasciando scie chimiche, anche se i mistificatori le chiamano scie di condensa, mentre invece sono scie velenose che ricadono sopra le nostre teste, con l’intento di spegnere la vitalità su questo pianeta. Basta con la geoingegneria volta alla distruzione della vita. Il clima sta cambiando anche a causa di questo, facendo divenire i terreni sempre più aridi, terreni che sono sempre più assoggettati alla politica degli organismi geneticamente modificati.

Caro Babbo Natale vorrei che si smettesse di inquinare ogni forma di bellezza presente sulla faccia della Terra, versando continuamente veleni in Essa, con l’intento di svilire ogni forma di vita. Vorrei che l’umanità avesse cura dei tesori che possiede, invece di distruggere ogni cosa per il profitto e l’avidità che la contraddistingue. Vorrei che l’umanità avesse più rispetto di se stessa, vorrei che tutto questo possa essere contagioso, consegnando alle prossime generazioni i “conti in ordine”, e un mondo nel quale il rispetto per la Vita sia in cima a ogni cosa.

Caro Babbo Natale vorrei che l’umanità si ricordasse che la sua natura dipende da ciò che ingerisce, sia come pensieri, emozioni e cibo sul piano fisico. Vorrei che si potesse nutrire meglio, distaccandosi da energie parassitarie che la stanno indebolendo sempre più, comprese quelle che usano i media e le varie tecnologie di cui dispone. Vorrei che non assorbisse tutto ciò che le viene proposto, ma ricominciasse a guardarsi negli occhi, riappropriandosi della sua socialità, ultimamente messa da parte e sostituita da social, che di social hanno ben poco.

Caro Babbo Natale vorrei che tutti avessero un lavoro che alimentasse la dignità di ognuno, vorrei che la corruzione e il malaffare scomparissero, perché non è possibile che poche persone si pappino la maggior parte delle risorse di questo pianeta. Vorrei una ridistribuzione delle ricchezze perché questo pianeta può dare da mangiare a tutti, consentendo ad ognuno pari dignità.

Caro Babbo Natale vorrei che si avesse più cura dei bambini, che rappresentano il nostro tesoro più grande. Basta con i tentativi continui di inibire la loro vitalità, perché vorrei un mondo che cogliesse le opportunità che portano, che vedesse attraverso i loro occhi la possibilità e la capacità di creare un mondo migliore. Essi sono dei traghettatori in grado di portare l’umanità aldilà di questo guado di cui non si intravede ancora l’altra sponda.

Caro Babbo Natale basta con le multinazionali del farmaco che hanno trasformato le farmacie in drogherie, e i farmacisti in bottegai che aprono solo cassetti con scatole multicolori, i cui nomi sono sempre più improponibili. Vorrei che fosse incentivata la parte più bella di cui siamo composti, la nostra anima, definita il terapeuta per eccellenza. Se così fosse avremmo meno bisogno di chimica perché risalterebbe maggiormente la nostra umanità. Vorrei che ci fosse insegnato sempre più a dare il giusto valore a ciò che possediamo, vorrei che si parlasse, e soprattutto si mettesse in pratica, il Buono, il Bello ed il Vero.

Caro Babbo Natale avrei tante cose ancora da chiederti, ma per il momento credo che possa bastare. Vedi la Terra è un bellissimo pianeta, abitato da tante belle persone che meritano un mondo migliore, ma sono persone che stanno perdendo sempre più la speranza che questo avvenga. Esse sono sfiduciate, e vorrei che tu dessi loro la forza di rialzarsi, così che possano scrollarsi di dosso le zecche che ne stanno succhiando il sangue, la linfa vitale.

Caro Babbo Natale vorrei lo yoga per tutti, perché yoga vuol dire unione. Vorrei che ognuno cominciasse a prendersi cura di se stesso, portando un po’ più di unità nella propria vita. In questo modo saremo in grado di vivere in un mondo migliore, un mondo nel quale l’umanità possa essere al centro di un cambiamento percepito finalmente come possibile.

Caro Babbo Natale grazie in anticipo per tutto quello che potrai fare, ma sono sicuro che farai molto di più di quello che ti ho chiesto.

Grazie di esserci
Ti abbraccio
Graziano Fornaciari

 

Ps Caro Babbo Natale se posso approfittare del mezzo pubblico per una cosa privata, per quanto mi riguarda vorrei imparare ad amare un po’ di più, perché sono certo che tutto il resto verrà di conseguenza, augurandolo a tutte le mie sorelle e fratelli, con i quali condivido questa bellissima avventura rappresentata dal regno umano.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.