Le cose che facciamo e perché le facciamo

Le cose che facciamoLe nostre vite sono sempre più intense, vite nelle quali siamo sballottati continuamente, sempre alla ricerca di un punto fermo che ci consenta di mantenerci al riparo dal logorio della vita moderna. La pratica dello yoga, in questo contesto, sembra quasi una chimera, un obiettivo lontano che induce allo scoramento, incapaci come siamo di trovare armonia nelle attività che svolgiamo. Eppure, continuare a dire di non avere tempo non migliora certo la situazione, quindi, qualcosa bisognerà pur fare per non ritrovarci in una situazione dove reagire risulterà sempre più difficile, tanto da produrre assuefazione alla disarmonia.

A volte pensiamo che le giornate siano tutte uguali, un impasto indistinto nel quale sarà difficile cogliere la bellezza insita in ogni momento della vita, compresa quella ripetitività percepita come una punizione. Invece, malgrado sia indimostrabile, rappresenta una opportunità per cogliere che cosa bisogna limare così da consentire alle nostre vite di scorrere con sempre meno intoppi e fissità, condizioni che impediscono l’armonia nelle nostre esistenze. Un giorno dopo l’altro per imparare bene la “lezione”, un succedersi di eventi, molto spesso percepiti come non necessari e non adeguati, rispetto al progetto che pensiamo debba essere realizzato davanti ai nostri occhi.

Perché la vita mi fa vivere sempre le stesse cose? Che cosa devo imparare? Che senso ha la mia vita? Queste sono alcune delle domande che a volte ci facciamo, domande nelle quali inciampiamo facendoci imbrigliare da esse nel tentativo di capire, quasi risentiti, nei confronti di una esistenza che non ci consente di trovare l’armonia idealizzata. Una vita che ci fa fare percorsi “tortuosi”, per portarci, secondo noi, dove non si sa, e proprio per questo si puntano i piedi opponendo resistenza. Quanta fatica in tutto questo, fatica per certi versi inutile, ma d’altra parte si fa quello che si può, e di fronte a ciò che non si conosce dubbi e perplessità la faranno da padrone.

A questo punto occorre voltare pagina, qualcosa bisognerà pur fare, come detto all’inizio di questo articolo, magari qualcosa di rivoluzionario, tipo praticare lo yoga, radicando armonia nella propria vita, perché bisogna trovarne il senso, altrimenti sarà tutto più difficile, perché saremo arrabbiati e incapaci di comprendere il senso della nostra fatica. In questo contesto arrivare a “sera” sarà una impresa, per poi temere il nuovo giorno che da lì a poco ci riproporrà lo stesso canovaccio, almeno nei nostri pensieri. Per comprendere il senso del nostro agire bisogna cambiare punto di osservazione, non possiamo sperare di vedere cose diverse se continuiamo a posizionarci nello stesso luogo, senza cambiare a nostra volta.

Non ho tempo? Non ce la faccio? Tanto le cose non cambiano? Queste sono alcune delle domande che possono insorgere, con l’intento di mettere i bastoni fra le ruote. Qualcosa bisognerà pur fare, perché non possiamo condividere troppo a lungo una condizione di frustrazione, la vita è ben altro, mettendoci a disposizione quanto necessario per percepirne la bellezza. Il problema è che siamo ciechi, incapaci di vedere le svariate possibilità a nostra disposizione, intenti come siamo a non “uscire” di strada, quella strada che noi riteniamo unica. Ci sentiamo “sicuri” al punto tale da non abbandonarla, mettendo in atto una strenua resistenza, opponendoci ad ogni possibile cambiamento.

La vita è cambiamento, non possiamo sempre aspettare che le cose si dispongano secondo i nostri desideri, cosa che tra l’altro non avverrà, bisogna invece cambiare a monte, mettendo in atto qualcosa che produca una reale modificazione degli effetti del nostro agire. In questo modo potremo comprendere che cosa facciamo e perché lo facciamo, percependo la forza creatrice della nostra anima che ci sospinge ad andare oltre i fossati che abbiamo costruito intorno alle nostre esistenze. Yoga significa unione e armonia, coltiviamo dunque l’equilibrio senza sbilanciarci nella pretesa che le cose cambino senza che lo si desideri veramente.

Proviamo a dire che siamo nel posto giusto al momento giusto, che siamo in mezzo alla tempesta perfetta e che siamo in grado di governare le nostre vite impedendo che la nave, con la quale siamo salpati, affondi. Cominciamo a non delegare, a non disperdere forze inutilmente, a non lamentarci di vivere situazioni inadatte alle nostre aspirazioni… cominciamo a prendere in mano le nostre vite pensando che la sfiga non esiste, cominciamo… un poco alla volta, giorno per giorno, senza aspettare condizioni ideali che non verranno mai. Non abbiate timore di abbandonare ciò di cui vi lamentate, il rischio che si corre è solo quello di stare meglio.

Penso alla mia anima sentendomi al posto giusto nel momento giusto, non male come inizio, accompagnato magari da un respiro calmo e profondo e via che si va, percependo maggiore forza e fiducia in quello facciamo. Buon lavoro a questo punto, visto che il nuovo anno non mancherà di fornirci le esperienze necessarie per comprendere quello che facciamo e perché lo facciamo.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.