Le cellule ci parlano, ma noi le ascoltiamo?

le cellule ci parlano..L’altro giorno ero in macchina per andare a prendere un treno che mi avrebbe portato a Roma. Mentre ero alla guida percepivo la stanchezza di una “levataccia”, dovuta anche al fatto che, la sera prima, mi ero trattenuto al computer fino a tarda ora per cercare di “mettere in fila” le ultime cose che dovevo preparare.

Lo stesso era accaduto a mia moglie, con la quale condividevo questa “avventura”, e insieme avvertivamo una certa tensione che in altri tempi sarebbe sfociata in uno sfogo sterile e separativo. Invece, come accade sempre più frequentemente, l’automatismo è stato sostituito dalla consapevolezza e, dopo neanche un chilometro dalla partenza ci siamo detti: “E se parlassimo alle nostre cellule”?

Sono ormai molti anni che pratichiamo la meditazione, rendendoci sempre più conto che ogni piccola o grande parte del nostro corpo rappresenta uno spazio di coscienza che ci comunica informazioni importanti, che purtroppo, mediamente, cadono spesso nel vuoto. Non dovrebbe essere così e da parte nostra ce la mettiamo tutta perché ciò non avvenga.

L’ascolto è importante, e questo vale per ogni aspetto della vita, ed è in grado di acquietare le tensioni lenendo la sofferenza e allargando gli orizzonti della coscienza, così da cogliere la funzionalità di ciò che stiamo vivendo. Provate a pensare a tutte le volte che, secondo voi, le vostre richieste hanno avuto come risposta l’indifferenza, come vi siete sentiti? Forse un po’ di risentimento e di rabbia lo avete provato.

Per le cellule vale la stessa cosa, anche loro hanno bisogno di essere ascoltate, perché a loro volta sono alle prese con i limiti di una vita che sospinge ogni cosa a migliorarsi, naturalmente questo è indimostrabile, ma ho la sensazione che le cose vadano proprio in questo modo.

Per quanto ci riguarda, magari sentiamo il bisogno di crescere per migliorare la modalità con la quale cerchiamo di relazionarci con il prossimo, per la cellula, credo valga la stessa cosa, dovendosi confrontare con le altre sue compagne all’interno di un organo che delimita il suo campo d’azione. Come in Cielo così in Terra, disse qualcuno, vuoi vedere che le stesse leggi regolano l’attività in ogni ambito della vita?

Vuoi vedere che anche le cellule si sentono a volte frustrate, perché ritengono di non avere quanto necessario per poter esprimere le qualità che ritengono di possedere, sentendosi all’interno di un vero e proprio circolo vizioso in cui non riescono a comprendere il senso della loro esistenza? Come nel grande lo stesso vale anche per il piccolo, disse ancora qualcuno, lo stesso vale per gli esseri umani, così pieni di recriminazioni nei confronti di tutto ciò che non li conferma.

Beh, alla fine, si può sapere che cosa vi siete detti con queste benedette cellule, direte voi? Presto fatto, le abbiamo ascoltate e accolte, attraverso un respiro sempre più consapevole e sempre più profondo. Abbiamo sentito che non volevano farci star male, semplicemente chiedevano aiuto, e non avevano altro modo per farlo, perché da sole non sarebbero riuscite nel loro intento, volendo creare semplicemente una sinergia che andasse a beneficio della totalità della coscienza.

Abbiamo cercato di comunicare e creare un senso di unità, perché è solamente in questa condizione che si può risanare, mentre ciò che rimane inascoltato genererà ulteriore risentimento favorendo ciò che divide.

Beh, se andrete al bar a comunicare che parlate con le cellule non lo so come andrà a finire, magari qualcuno si avvicinerà consigliandovi un buon psichiatra, chiedendovi, con voce suadente, se parlate con tutte le cellule o solo con qualcuna, e se magari vi rispondono… ma se troverete un luogo dove cominciare a praticare seriamente la meditazione imparerete che ciò che possibile.

L’ascolto è terapeutico, ed è uno dei due capisaldi del Raja Yoga assieme alla meditazione. Mi capita di rado di fare pubblicità all’interno degli articoli, ma in questo caso faccio una eccezione, consigliandovi l’associazione Atman con i suoi corsi ed Energheia, la scuola triennale di formazione per Terapeuti esoterici, oltre alla lettura di tutti i bellissimi articoli presenti nel portale Yoga, Vita e Salute.

Rimanete in ascolto, a questo punto sono sicuro che la vostra vita avrà modo di guadagnarne in salute… comprese le vostre cellule.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.