Le 7 vie della Pace

Le 7 vie della paceNel sutra 38 del primo libro degli sutrayoga di Patanjali si afferma che la pace si consegue meditando sulla conoscenza dei sogni, nel senso che quando la coscienza è libera da ogni sorta di modificazioni mentali e da tutte quelle dinamiche emotive che ci legano all’ambiente, può offrirci una visione della realtà simile a quella dei sogni in cui raggiunge condizioni particolarmente elevate, svelando l’inconsistenza dei nostri abituali turbamenti e rivelando invece la pace di cui sono impregnate le immagini oniriche che ci mettono in contatto con nuovi orizzonti e altri campi di esperienza.

Il sutra 39 dello stesso libro recita: “La pace si conquista anche concentrandosi su ciò che è più caro al cuore” intendendo una pace che va oltre ogni effimero attaccamento e che introduce a quelle sette vie che altro non sono se non il percorso dei sette raggi che dal cuore partono e al cuore ritornano. Percorrere ognuna di queste strade in un continuo andirivieni ci porta a comprendere le forze e le energie che le caratterizzano e ne compongono tutte le forme in una infinità di sfumature vibranti. Ognuna delle sette vie indica un metodo speciale per realizzare la pace.

Per giungere a questo però occorre affrontare le prove che ogni percorso presenta sotto forma di ostacoli da superare applicando una ferma volontà e una tenace concentrazione nel perseguimento della verità, perché questa si possa esprimere sempre meglio su tutti i livelli, ognuno con la sua specifica qualità e ognuno in rapporto privilegiato con uno dei centri lungo la colonna. Queste sono le sette vie della pace che da Atman si dispiegano focalizzandosi nei chakra maggiori e che da questi continuamente cercano realizzazione nelle varie aree della nostra esistenza.

Allora è possibile giungere alla pace cellulare regolando il respiro e le correnti praniche sì che lo spirito possa parlare attraverso la materia resa docile al suo canto. La pace coincide pure con la stabilità e la libertà frutto di un lungo lavoro di purificazione, al termine del quale ogni energia scorre come acqua cristallina consacrata alla Vita. La pace giunge quando si placa ogni affannosa ricerca e si scioglie ogni attaccamento mentre impariamo ad essereimperturbabili. La pace brilla nell’equilibrio degli opposti, in quel punto centrale in cui la quintessenza svela l’antico tesoro interiore. La pace si espande dove fiorisce la consapevolezza dell’esistenza come un utile apprendistato, come l’attività di un sogno che prima o poi svanisce lasciando libera la Vita per altre occasioni. E al di là delle nebulose percezioni sensoriali c’è una conoscenza più vera e profonda che unifica ogni nostra esperienza e reca in sé la pace. Chi infine riesce a superare tutti i veli di Maya e nella meditazione incontra l’essenza e la radianza della Luce, può finalmente assaporare la pace sublime che il tocco dell’Anima infonde.1


1 Sutra 32/39 del primo libro de “La luce dell’Anima” di A. A. Bailey – ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.