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L’Arte di Vivere

arte_del_vivere_300_0La Realtà governi ogni mio pensiero e la Verità mi sia maestra di vita. (Tibetano)  

“E tutti vissero per sempre felici e contenti” è la frase con cui si chiudono tutte le fiabe, come abbiamo appreso sin da piccoli. È il lieto fine che il bimbo si aspetta e che “pretende”, che lo ripaga della trepidazione vissuta per  la sua intensa  partecipazione emotiva alle difficoltà e alle mille prove dei personaggi. L’aspettativa del lieto fine del bimbo è interiorizzata in ogni adulto e si manifesta come aspirazione a un’esistenza bella e soddisfacente, che ci riguarda tutti. La spinta alla realizzazione del piacere è il fulcro della vita umana e diventa inevitabilmente ricerca della felicità. Eppure, vivere non è mai stato facile, come hanno dimostrato coloro che del “mestiere di vivere” si sono occupati, distillando dalle loro esperienze insegnamenti universali, diventando maestri di saggezza per l’umanità.

Tanto hanno scritto sull’Arte di Vivere pensatori e filosofi di tutti i tempi: Socrate, Lucrezio, Orazio, Seneca tra gli antichi, E. Fromm tra i contemporanei, citando solo i più conosciuti. Azzardo l’ipotesi che tutti sottoscriverebbero le parole del contemporaneo Frédéric Lenoir, filosofo e scrittore: “Esistere è un fatto, ma vivere è un’arte” e noi possiamo, anzi, “dobbiamo imparare a farlo, così come si impara a suonare il pianoforte, a cucinare, a scolpire il legno o la pietra».

Dunque, l’Arte di Vivere si apprende, va imparata, e ciò richiede fatica e dedizione. In che modo? Vivendo, sperimentando, facendo i conti con i propri limiti e brutture, optando incessantemente per la trasformazione dal negativo al positivo, dal brutto al bello, dal male al bene, dal falso al vero, passettino dopo passettino, plasmando la materia della propria coscienza. Questo discorso sottintende il superamento dell’orientamento esistenziale dell’avere, congiunto alla brama di possesso e all’attribuzione del proprio valore al successo e all’approvazione degli altri. La transizione alla modalità dell’essere comporta il riconoscimento dell’autentica dimensione umana e consente di trascendere la gabbia del proprio egocentrismo, facendo della propria vita qualcosa di bello, attimo dopo attimo.  Ciò significa essere attivi, creativi, fluidi, resilienti, capaci cioè di for fronte positivamente ai colpi della vita. Si cresce, ci si espande, ci si rinnova. Riducendo l’odio, l’ignoranza, l’avidità e l’egoismo, si incrementa la consapevolezza, il coraggio, la fede nella bontà della vita, la cedevolezza. Così cresce anche l’amorevolezza, la comprensione, l’accettazione.

Per cominciare basta fare il primo passo possibile. Non c’è da speculare sui massimi sistemi, ma affermare ogni giorno la volontà di essere luce nel mondo, nella pratica. Si tratta di assumerci la responsabilità della nostra presenza nel mondo, cercando ad ogni costo di non ostacolare e tradire la vita con le nostre pretese e le nostre recriminazioni, ma orientando i nostri comportamenti, i nostri pensieri e le nostre parole al massimo bene e bello di cui siamo capaci al momento, proprio lì, nelle nostre vite, con le nostre difficoltà, da cui vorremmo tanto scappare.

Semina un gesto, coglierai un’abitudine. Semina un’abitudine, coglierai un carattere. Semina un carattere, coglierai un destino.

Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.
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