La Via Crucis

La Via Crucis, o Via della Croce, è un testo vivente scritto col fuoco del sangue, è il sacrificio sublime, la via di Redenzione incisa nella storia dell’umanità da Gesù Cristo che, docile come un agnello, offrì liberamente se stesso alla morte perché la Vita fosse affermata su questo pianeta. Non riusciremo a concepire l’immensità di questo sacrificio fino a che noi stessi non saremo avviati sulla via dolorosa della purificazione. Perché ogni essere umano dovrà percorrerla alla fine del suo pellegrinaggio nei mondi della materia. E allora forse comprenderemo meglio la Passione di Gesù, conosceremo il grande varco che Lui ha aperto col suo sacrificio, per consentirci di accedere alla verità e alla gloria dello Spirito.

Meditare sulle tappe che condussero il Maestro dall’orto degli ulivi alla crocifissione sul Golgota, vuol dire scendere in profondità dentro i palpiti dell’esistenza umana, in cui si riversano tutti i nostri dolori e tutte le nostre imperfezioni, per ascendere con Lui alla casa del Padre. La sequenza stessa degli episodi non è casuale e ci mostra il progressivo evolvere dell’uomo di fango verso la creatura di luce che è in ognuno di noi.
La preghiera che dà inizio al sacrificio è riportata nel Vangelo di Giovanni (17, 1- 21- 24 -26)

“Così parlò Gesù e, levati gli occhi al cielo, disse: – Padre, l’ora è venuta. Glorifica il Figlio tuo affinché il Figlio glorifichi te… che tutti siano uno come tu, Padre, in me e io in te … voglio che anche quelli che tu mi hai dato siano con me, dove sono io, affinché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato, poiché mi hai amato prima della creazione del mondo … affinché l’amore con cui tu mi hai amato sia in essi, e io in loro.”
Poi fra gli ulivi dell’orto, al di là del torrente Cedron, si svolge il dramma dell’accettazione umana di un calice sovrumano perché la volontà divina sia compiuta.
Un male dopo l’altro Gesù vive su di sé il tradimento, il rinnegamento, il giudizio, lo scherno, la flagellazione e la condanna. Sale poi portando la croce verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota, dove il suo corpo di carne è inchiodato, elevato e trafitto e dove Gesù rende il suo spirito perché “tutto è compiuto”.

E così Gesù ci ha introdotti al Suo Regno, prendendo su di sé il male di tutti, aprendoci la via verso l’unità perfetta, per amore. Non ha parlato di yoga, lo ha fatto.

 

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.