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La terra deve respirare

la terra deve respirareQuesto articolo ha fatto capolino condividendo con una mia amica le esperienze riguardanti la coltivazione della terra. Per quanto mi riguarda sono estremamente ignorante, ma con un po’ di passione, imparo qualcosa tutti i giorni, cercando di metterlo in pratica nella cura del mio orto. Nello specifico, durante questa piacevole chiacchierata, mi ha colpito la necessità di fare respirare la terra, lavorandola adeguatamente, così da consentirle di potersi esprimere al meglio delle sue possibilità, mantenendo ciò che ha maturato in superficie, frutto della sua esperienza.

L’essere umano, secondo me, non si discosta da questa necessità, visto il suo continuo rapportarsi con la materia, certamente non timida nel metterlo in croce quotidianamente. E come possiamo fare per vivere al meglio il conflitto con una quotidianità in continuo mutamento, per certi versi inafferrabile, incapaci come siamo, per fortuna, di soggiogarla? Respirando, ossigenando il nostro corpo fisico, e di conseguenza tutto quello che ci compone, avendo cura di ciò che abbiamo maturato nella nostra vita.

Qualunque cosa possa succedere, l’importante è respirare. Potremo avere a disposizione chissà quale tecnica ritenuta mirabolante, ma alla base di tutto vi è il respiro, che intuisco come parte di tutto ciò che esiste, compreso quell’universo nel quale ci arrabattiamo per portare un po’ di coerenza nelle nostre vite. Senza la coerenza, di benessere, ne parleremo per sentito dire. Respiriamo dunque, certo lo facciamo continuamente, altrimenti non sarei io a scrivere, e voi a leggere, eventualmente, posizionati anche sul piano fisico.

Il problema è come respiriamo, come ossigeniamo la nostra coscienza, quanta aria pulita penetra nel nostro essere, risanando luoghi ammuffiti che sono d’impedimento al cogliere la bellezza nella vita? Sono proprio queste stanze, che rendono difficoltoso il fluire dell’anima, sono proprio questi veri e propri antri, dai quali emergono emozioni e pensieri capaci di orientare il nostro agire, distorcendo per ignoranza la relazione tra causa ed effetto. Sono luoghi non sufficientemente ribaltati, come diceva sempre la mia amica, perché la materia deve essere sballottata, altrimenti s’indurisce in superficie e non solo, è anche impedita nell’entrare in contatto con gli elementi nutritivi, e soprattutto, incapace di dare quanto potrebbe in latenza.

Negli ultimi tempi mi ritorna continuamente il pensiero riguardante la necessità di predisporsi al meglio, divenendo ricettivi nei confronti di una vita che vuole il meglio per noi mentre, troppo spesso, siamo impegnati in ricerche fantasiose ed illusorie, incapaci di cogliere nel presente gli elementi necessari per dare sapore alle nostre esistenze. Come potrà avvenire tutto ciò, se non ci diamo disponibili ad essere ribaltati, perdendo le nostre certezze, favorendo l’intuizione che è propria dell’anima, che non possiamo toccare certamente con mano, ma che possiamo verificare continuamente nelle nostre esistenze se matureremo quanto necessario per riconoscerla.

A proposito di respiro, l’associazione Atman propone un Corso Pratico di Meditazione dove si affrontano i Fondamenti e le Tecniche della Meditazione, 12 lezioni di 1 ora dove, guarda caso, si comincia proprio dalla consapevolezza del respiro, imparando tecniche accessibili a chiunque estremamente efficaci. Per saperne di più e verificare dove questo corso si svolge vi rimando a questo link http://www.yogavitaesalute.it/i-nostri-corsi-yoga-meditazione

Potrebbe essere l’inizio di un bellissimo viaggio… la pratica vale molto di più delle parole.

 

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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