La SS. Trinità: Mistero dei Misteri o Archetipo degli Archetipi? – seconda parte

Trinita_2parte_300_2Il concetto di Dio Uno e Trino fa chiaro riferimento ad una Divinità che si esprime in tre qualità o modalità diverse pur conservando la sua unicità. Il problema sorge quando si cerchi di caratterizzare la natura di tali forze senza ricorrere ad immagini suggestive, ma assolutamente povere di significato quali il Grande Vecchio con la barba bianca, il Dolce Gesù e la Candida Colomba. Qui ci soccorre la metafisica orientale, la quale è in grado più della nostra forma mentis analitica e cartesiana di descrivere una realtà che comunque non è fissabile in schemi e definizioni, quanto piuttosto suscettibile di comprensione in misura direttamente proporzionale al nostro livello evolutivo e coscienziale, sulla base di uno studio analogico della stessa e delle nostre capacitàintuitive:   PARABRAHMAN, un principio impersonale, universale, senza nome, immutabile, eterno, onnipresente, illimitato, noumeno della materia primordiale, precede il momento di ogni Creazione e differenziandosi in piani e livelli diversi pervade il Tutto. MULAPRAKRITI, come un velo gettato su di esso, è la materia primordiale non manifesta.

PURUSHA (Spirito Assoluto) e PRAKRITI (Materia non manifesta) sono i due aspetti di Parabrahman, dell’Assoluto immanifesto. Anche in Occidente concetti simili sono stati espressi da Plotino (l’Uno) e da Meister Eckhart (il Dio Eckhartiano, con la maiuscola, Colui che è, diverso dal dio con la minuscola, il sovraessere che presiede e governa la Creazione e al quale comunemente si fa riferimento come al Grande Architetto della Tradizione Massonica). Parabrahman  è quindi il PADRE che respira nel suo seno prima di alitare la Creazione, che poi si realizza nell’incontro tra Purusha (Spirito Assoluto) e Prakriti (la Materia, la MATER, lo SPIRITO SANTO della Tradizione Cristiana). Da siffatto connubio nasce il FIGLIO, il Cristo Cosmico, che “dimostra la Sua perfezione, per quanto riguarda la famiglia umana, tramite il Cristo storico” *. Il Figlio è quell’aspetto onnipervadente della Vita, intesa come espressione della volontà di essere del Padre, che  dal momento della Creazione, cioè dall’incontro Padre-Madre, Spirito-materia, inizia un percorso e una modalità di esistenza. In questo lungo cammino che lo riporterà in seno al Padre il Figlio rivela necessariamente una serie di qualità che dapprima dormono nella forma espressa dalla materia e poi rifulgono sempre più sino ad esprimersi come coscienza, come consapevolezza di sé, come anima. Ad un certo punto del processo evolutivo, giunti all’uomo, una particella dell’Assoluto, una scintilla del Grande Fuoco, partita come Monade all’atto della Creazione, arriva ad individualizzarsi in ogni essere umano, e il viaggio continua … continua …

Intendo subito rispondere ad un interrogativo che sorge spontaneo a questo punto del nostro discorso: perché il Figlio, prodotto degli altri due, è definito esotericamente come “Colui che fu terzo ma è il secondo”*, venendo quindi considerato il 2° e non il 3° aspetto della Trinità, così come sembrerebbe più logico? Il motivo sta nel fatto che “Spirito-Materia esistevano dapprima come materia impregnata di vita, e solo dopo la loro unità reciproca ne emerse il Figlio”*, che quindi costituisce il secondo fattore. Figlio che “di conseguenza produce la varietà e l’immensità delle forme”*, ed è “l’incarnazione della qualità divina”*.                                                                                                                                                                                                                                              Sia pure scorrazzando necessariamente nel campo della Metafisica, abbiamo volutamente impostato il discorso su di un piano che non si è allontanato dai rigori della logica. Ma essendo la logica umana per definizione limitata, in quanto incapace di andare oltre la dimensione mentale concreta, per esplorare tutta la gamma di possibili risvolti ed applicazioni della Trinità faremo naturalmente ricorso alla legge di Analogia, la sola in grado di collegare i diversi piani della Realtà mediante la facoltà superiore dell’intuizione. A tale scopo proponiamo all’attenzione e soprattutto alla ricerca dei nostri lettori una serie di triadi, ognuna delle quali è completa in sé ed esprime appieno il senso della Trinità, ma è in grado attraverso sfumature diverse di significato di stimolare a vari livelli le doti intuitive dell’appassionato studioso:

  • Padre, Figlio, Spirito Santo
  • Volontà, Amore, Intelligenza
  • Vita, Qualità, Apparenza
  • Spirito, Anima , Corpo
  • Vita, Coscienza, Forma

Volutamente mi fermo qui, invitando il lettore ad esercitare il proprio intuito e la propria fantasia nel ravvisare l’unità concettuale delle diverse espressioni dell’Archetipo e a coglierne nel contempo le corrispondenze di significato. In una prossima discussione accennerò a qualche chiave di lettura, suggerirò alcune applicazioni e cercherò di inquadrare il concetto di Trinità nell’ambito  dei Sette Raggi.

Fonti e bibliografia: * A. A. Bailey – Il trattato dei sette raggi (vol. 1°- Psicologia esoterica) – Ed. Nuova Era – Roma
– Wikipedia (Enciclopedia Libera) –

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Giorgio Minardo

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo nasce a Modica il 26-02-1951. Sin dall’infanzia rivela una grande curiosità e voglia di conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e si appassiona allo studio della Geografia, della Storia, della Lingua e Letteratura italiana, della Filosofia, delle Scienze Biologiche. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1977 a Bologna, ove consegue anche la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Comincia a interessarsi alla filosofia esoterica sin dai primi anni '80, prima attingendo all’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze '77, poi estendendo la sua ricerca sia alla Tradizione sia Orientale che Occidentale, specialmente “rosacrociana”. Si diploma in Omeopatia nel '99, cercando di coniugare le sue conoscenze con la professione di medico e nasce così l’interesse per la Medicina Olistica. Consegue il 2° livello di Reiki nel 2003, in seguito approfondisce la conoscenza del Raja Yoga diplomandosi nel 2010 alla Scuola Energheia di Terapia Esoterica, creata dal Maestro Massimo Rodolfi, fondatore dell’Associazione Atman e della Draco Edizioni. Ha frequentato e frequenta tuttora i corsi di Agnihotri. Si occupa anche per diletto di estetica letteraria e musicale.