La ricerca della semplicità

la-ricerca-della-semplicitaLa vita è certamente più semplice di come ci appare, peccato che in pratica, presi come siamo dalla nostra percezione, non riusciamo a cogliere quanto questo corrisponda al vero anche se indimostrabile. In fondo, basterebbe ottemperare a ciò che la vita ci pone dinnanzi, senza creare ulteriori ostacoli, dettati come siamo, da una coscienza ignorante che spreca costantemente energie nel cercare soluzioni alternative all’evidenza dei fatti.

Noi esseri umani siamo bravi a complicarci la vita, giustificandoci continuamente difronte a situazioni che mettono semplicemente in rilievo la possibilità da parte nostra di migliorare prendendo contatto con i nostri limiti. Siamo fatti così, potremmo essere meglio, ma che vogliamo farci, con il tempo e la paglia maturano anche le nespole, quindi abbiamo speranza di rinsavire smettendo di accogliere ciò che sarebbe necessario allontanare come la madre di ogni sofferenza, l’ignoranza.

L’essere umano è complesso, vario ed eventuale, al punto tale da non rendersi conto che l’ignoranza è la principale causa di sofferenza, eppure la difende a spada tratta, e se qualcuno si azzarda a farlo notare lo si accuserà di farla facile, quindi non degno di considerazione. Invece la vita è semplice, ma per il fatto che vogliamo rimanere identificati in ciò che conosciamo, o almeno crediamo che sia così, malgrado ci faccia soffrire, tendiamo a vedere la pagliuzza negli occhi altrui, mentre della trave che ci ostruisce gli occhi verrà trattata alla stregua di una leggenda metropolitana.

La semplicità non è ancora di questo mondo, troppo scontata, eppure basterebbe poco, un po’ di coerenza e il riconoscimento degli effetti in relazione alle cause, facendo seguire ai pensieri le azioni, invece di pensare una cosa, dirne un’altra per poi agirne un’altra ancora. Invece, l’essere umano cosa fa? Preferisce pescare nel torbido alimentandolo, della chiarezza non sa cosa farsene, preferendo coltivare quell’ignoranza di cui sopra, ritenuta un bene prezioso da far fruttare a proprio uso e consumo, credendo di agire, sulla base delle proprie illusioni in tutta libertà.

La semplicità è patrimonio dell’anima, un giardiniere di cui dovremmo fidarci, un giardiniere che sa bene quando è l’ora di potare e di portare maggiore semplicità nella propria esistenza. Beh chiaro no? Esiste un tempo per ogni cosa, comprenderne il ritmo è alla base di ogni possibile guarigione. Questo si chiama semplicità.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.