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La Meditazione funziona perché…

meditazione funziona percheLa meditazione ha una doppia accezione, spirituale senza dubbio, ma anche di benessere psico-fisico.

Iniziamo col dire che il problema dell’uomo è la mancanza di armonia; la personalità è scissa al suo interno tra gli istinti, che spingono in una direzione, le emozioni, i desideri e le paure, che ci spingerebbero a fare altro, mentre la mente razionale blocca tutto, oppure dirige le energie in modo ancora diverso. L’uomo soffre perché è scisso al suo interno.

Lo yoga, attraverso le varie modalità con le quali si è espresso nel corso dei millenni, si occupa del problema della disarmonia e della disomogeneità della coscienza. La varietà delle sue pratiche è, in realtà, volta ad un unico obiettivo, quello di realizzare l’unità percettiva ed esperienziale dell’essere umano, cosa che è espressa anche nell’etimo stesso di yoga, che significa per l’appunto unione.

Per raggiungere questo scopo il Raja Yoga utilizza la meditazione, che ha la funzione di immettere frequenze armoniche su un’aura che armonica non è.

Si può meditare su forma, suono e colore: se per esempio meditiamo sul Sacro cuore di Gesù, che esprime Amore incondizionato, immetteremo nell’aura luce di Amore. Se meditiamo su mantra elevati, legati a energie di pace, amore o volontà di liberazione, immettiamo quel tipo di frequenza. Se meditiamo su colori vivi, belli e luminosi, vivifichiamo la nostra aura con le qualità che quei colori rappresentano.

In pratica, attraverso la meditazione l’aura viene messa a contatto con frequenze talmente elevate da stimolare i nostri corpi a vibrare sulle stesse frequenze, che sono armoniche e luminose.

E’ esattamente il contrario di quando proviamo pensieri o emozioni molto densi come odio, invidia, pregiudizio, astio, dove stiamo colorando la nostra aura con quelle qualità. Il problema è che noi attiriamo le situazioni in base a quello che siamo, quindi se la nostra aura contiene odio, attiriamo odio. E’ per questa legge della vita che ti insegnano che se vuoi ricevere amore devi imparare a darlo. Quando la tua aura è piena di amore, tu attirerai amore. Ma si riempie di amore se tu pensi costantemente con amore, se tu mediti sull’amore, se tu provi amore. L’energia segue il pensiero, noi diventiamo quello che pensiamo.

Il punto di svolta per il regno umano è dunque la sua mente, che è il ponte fra gli istinti/emozioni e l’anima, il nostro vero Sè. Quando la mente è attratta dai desideri e dalle passioni è rivolta verso il basso e non sente i richiami dell’anima, quando invece entriamo in meditazione, la mente si apre alle energie superiori e le invoca, favorendo l’apertura di un canale attraverso il quale le energie superiori possono discendere.

Come diceva Gesù: “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto…” , la meditazione, così come la preghiera fatta con cuore aperto, hanno questa funzione… e funzionano!

Prendo spunto da queste parole per farvi notare come agisce il “bene”. Gesù ci dice “chiedete…”, “bussate…”, perché il bene non impone mai niente, ti lascia libero di scegliere, e perfino di sbagliare, non ti obbliga… a stare bene. Ti propone degli strumenti che potrebbero liberarti dalla sofferenza e darti vera gioia, tipo “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ma se tu non vuoi seguirli e ritieni sia più utile la furbizia, l’egoismo, la guerra o il razzismo, fai pure, nessuno ti impedirà di farlo. Ti accorgerai (il karma è preciso) di quanto questo generi sofferenza, e quando sarai stanco di soffrire alzerai gli occhi al cielo e troverai la gioia, che è sempre stata lì.

Amore e Libertà, questo è il modus operandi sui piani più elevati della vita.

C’è un bellissimo affresco nella basilica inferiore ad Assisi, dove si vedono sulla destra i demoni che portano via le anime perdute, e alla sinistra dell’osservatore gli Esseri di Luce che non portano su le anime, ma gettano giù delle corde alle quali, chi vuole, si può aggrappare e salire. Ma è l’uomo che deve prendere la corda e andare su. Quindi gli Esseri di Luce non è vero che non ci aiutino o non ci amino, ci amano talmente tanto da lasciarci liberi di fare e di sperimentare quello che desideriamo, perché sanno che è solo attraverso l’esperienza che arriveremo alla conoscenza del bene e del male. E quando noi Li invochiamo, allora sono subito pronti ad aiutarci e sostenerci.

L’aspirazione, dicevamo, apre un canale verso l’alto attraverso il quale discende la benedizione. Tutto questo avviene per la legge della “impressione”. La materia è imprimibile, e per materia intendo anche la materia astrale (emotiva) e mentale. Se io aspiro a raggiungere la pace e medito sulla pace, attiro sulla mia aura quel tipo di frequenza, e pian piano divento quello.

Se medito sulla compassione, apro un canale verso quel tipo di energia, e la compassione pian piano imprimerà la mia coscienza con la sua nota.

E’ lo stesso principio della Transustanziazione dove una normale ostia viene esposta, tramite il rituale, alla luce del Cristo. Questa materia viene impressa da quella energia e diventa effettivamente il corpo di Cristo. Noi cristiani, attraverso la Comunione, in un qualche modo veniamo impressi dalla Sua luce e col tempo diventeremo come Lui. Anche la canzoncina della Comunione dice “…Tu ci fai come Te…” ed in effetti questo avviene… nel tempo, ovviamente.

Il rituale è sempre un ponte che unisce la terra e il cielo, si invocano energie superiori che poi si imprimono nella materia che le riceve. Benedire gli oggetti, il cibo o noi stessi produce veramente una discesa di luce che si imprime ed eleva la frequenza della materia che la riceve.

In meditazione noi favoriamo questo processo consapevolmente, cielo e terra si uniscono in noi, l’aura si espande, il cammino diventa più chiaro e la liberazione diventa ogni giorno più vicina.

Però fate attenzione, non è così facile come descritto in questo breve articolo, anzi, se praticata male la meditazione potrebbe avere anche risvolti negativi. Come avrete intuito la meditazione è uno strumento molto potente, va usato con cognizione di causa. Per questo consiglio sempre di non iniziare a praticare la meditazione da soli, ma sotto la guida di persone esperte.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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