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La luce sotto il moggio

la luce sotto il moggioChi si occupa di elettricità si stupirebbe del sofisticato sistema elettrico che è la nostra costituzione energetica. Correnti forti e deboli, ad alta o bassa frequenza , voltaggi differenti, scarti di potenziale, circuiti di ogni tipo … non c’è un pensiero, un sentimento, un gesto o un moto dell’Anima che non si esprima così in questo incredibile impianto rice-trasmittente che è il risultato della nostra storia e caratterizza la nostra presenza nel mondo.

Ma la luce dov’è?

Diciamo di non vederci chiaro, di sentirci al buio, di attraversare periodi scuri e momenti in ombra. Ma diciamo pure che ci si “accende la lampadina” o che abbiamo il sole dentro.. e a volte qualcuno ci vede addirittura radiosi. Tutta la nostra viandanza non è che un viaggio di luce, anche se all’inizio non sembra proprio e le condizioni di visibilità sono molto scarse.

La meta è raggiungere il più elevato e luminoso aspetto possibile per un essere umano e perciò ognuno dovrà imparare a escludere in pratica tutto ciò che impedisce alla luce di splendere. Visione e conoscenza sono possibili solo c’è luce, la luce è infatti il grande agente di rivelazione. Per questo è indispensabile purificare tutto il sistema a vari livelli. Sgomberando i canali di scorrimento facilitiamo il passaggio dell’elettricità preparandoci ad accogliere anche più alte tensioni. Come si fa? Ci pensa la Vita, fornendoci l’esperienza necessaria. Poi possiamo pensarci anche noi, decidendo per esempio di fare una revisione all’impianto e cominciando anche a meditare.

La luce splende per effetto del samyama: praticando costantemente la meditazione infatti scattano gli interruttori e l’energia può scorrere liberamente in tutte le direzioni, così la luce può illuminare qualsiasi cosa, mostrandoci la Verità non solo all’esterno, in quello che è il nostro campo d’azione nei tre mondi, ma anche all’interno e verso l’alto, da dove altra luce può fluire a rischiarare la coscienza attraverso il contatto con i regni superiori. Rischiamo di esserne abbagliati e il buio in noi se ne spaventa. Eppure è estremamente necessario tenere pulita la nostra lampada perché la luce non sia velata e serva davvero . Ecco perché Gesù diceva che non si accende una luce per essere tenuta sotto il moggio, ma per dare calore e illuminare tutta la casa, alludendo innanzitutto ai nostri corpi e poi anche all’ambiente esterno. L’aspirante sul sentiero che ha soggiogato la sostanza emotiva e mentale raggiungendo quiete ed equilibrio in sé, diviene una luce o una lampada che illumina la via anche agli altri. Disciplina, meditazione e servizio faranno divampare quella luce in una fiamma che a tempo debito diventerà un sole.

Quando il sole dell’Anima finalmente si leva all’orizzonte della personalità il primo a esserne inondato è il cuore perché possa svelare quell’amore che consentirà di procedere senza pericolo, fino ad adempiere totalmente il comando del Cristo, cioè far splendere totalmente la nostra luce e illuminare il mondo.

E le nostre Anime unite sono una centrale elettrica di incalcolabile potenza.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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