La gabbia è aperta – Pensare: “Tutto è possibile”. Uscire dalla morsa paralizzante del giudizio.

la-gabbia-e-apertaCi sono frasi che chiudono porte.

“Non lo farò mai” e “sbam” alcune porte si chiudono su stanze della vita che non esploreremo mai. “Io non so come faccia quella a comportarsi così”, “Non voglio vederti mai più”, e… “sbam” “sbam” “sbam”. Un “mai” dopo l’altro, un giudizio dopo l’altro ed inconsapevolmente ci si ritrova lì, soli, in quel metro quadro di pianerottolo “perfetto” che ci siamo accuratamente creati, con tante porte intorno, ma tutte chiuse.

Allora, potrebbe essere che cominci a venirci un po’ di senso di soffocamento, qualche attacco di panico. I sogni, dentro di noi, diventano solo echi lontani e soffriamo. Potremmo pensare: “Se il nostro mondo è così perfetto, come mai comincia a starci stretto e puzzare di chiuso? Del resto, siamo soli perché nessuno è come noi, nessuno è mai all’altezza, nessuno è così coerente come noi, che non cambiamo mai idea.” Il giudizio ci attanaglia a tal punto che diventiamo intransigenti soprattutto con noi stessi, immobilizzati in una morsa.

Patanjali disse che la sofferenza è inibizione della vita dell’anima. Cosa vuol dire questa cosa? Tutto questo nostro malessere, deriva dal fatto che la vita è cambiamento continuo e mentre la nostra anima desidera vivere in tale dinamicità, noi restiamo imprigionati nelle nostre costruzioni mentali. Ci opponiamo al flusso della vita. E’ come se cercassimo di tenere chiusa una bottiglia di spumante ben agitata: in qualche modo, prima o poi, esploderà no?

Durante due meditazioni, mi è capitato di vedermi chiusa in una gabbia o una prigione aperta, con le chiavi in mano. Sarei potuta uscire in qualsiasi momento, ma restavo lì, a fissare la porta. Non riuscivo a capire il significato di quella gabbia, quando il mio insegnante, Roberto, mi disse: “quella gabbia che vedi, sei tu”. Sono io??? Una gabbia?. Applicando concentrazione su questo aspetto, in successive meditazioni, mi resi conto che quella gabbia rappresentava visivamente tutti i preconcetti che mi ero creata, le mie fissità, il mio continuo sentirmi sotto giudizio, in ansia da prestazione. Da quel giorno, cominciai, nel quotidiano ad “aprire le porte che avevo chiuso”, sforzandomi di cambiare il mio pensiero. Ogni volta che mi sorgeva un giudizio, un pensiero di chiusura, cercavo di sviluppare il pensiero opposto. Cominciai a dedicarmi ad attività che avevo sempre desiderato fare, accettandomi di più, accettando i miei errori come parte del percorso, giudicando sempre meno gli altri e me stessa.

Non è stato facile, perché spesso questi atteggiamenti sono legati a nodi karmici molto grossi, non risolvibili con un semplice aumento di consapevolezza, ma tante cose, piano piano, sono cambiate. Mi sentivo felice e rigenerata, respiravo aria nuova. Intorno a me ho trovato un po’ di resistenze da parte di chi mi avrebbe voluta sempre uguale, ma anche questo è parte del nostro essere umani e dei nostri limiti. Ho capito che cambiare è parte stessa della vita, è crescere, sperimentare, ed ogni volta che si apre una porta, si diventa qualcosa di più e qualcosa di nuovo, che possiamo donare agli altri.

“Il prezzo della libertà è il coraggio e l’umiltà di affrontare ciò che c’è dentro di noi” , scrive Eva Pierrakos, nel libro -Il male e come trasformarlo- ; Facendo questo, potremo accorgerci, guardando intorno a noi, che non solo si sono aperte delle porte, ma sono anche crollate delle pareti. Dicendo a noi stessi: “tutto è possibile”, la vita ci apparirà come un gioco, come un campo tutto da esplorare a 360 gradi, dove si sbaglia senza farsi paralizzare dai sensi di colpa e si procede cercando di fare sempre meglio. RICORDATEVI: LA GABBIA E’ APERTA! E LE CHIAVI LE ABBIAMO IN MANO NOI!

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Mara Ghislandi

Mara Ghislandi

Nata ad Alzano Lombardo il 4 Luglio 1986, consegue la laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli studi di Bergamo. Dopo diverse esperienze in ambito educativo- laboratoriale, è dal 2010, insegnante di sezione primavera in una Scuola dell’Infanzia. Adora cantare, ascoltare musica, disegnare, scattare fotografie, leggere, scrivere poesie e viaggiare. Dal 2013, dopo varie ricerche personali in ambito psicologico ed umanistico, si è avvicinata alla meditazione e allo studio del Raja Yoga, trovando in esso un armonico ampliamento e approfondimento della propria fede cattolica. Dopo un anno di meditazione presso l’associazione Atman, si iscrive alla Scuola Energheia per terapisti esoterici, attualmente è al terzo anno.