La Consapevolezza

La_consapevolezza_300La consapevolezza conduce alla vita eterna, l’inconsapevolezza alla morte. (Buddha)

Jean Guitton, un filosofo cattolico francese, sostiene che la guarigione è nella consapevolezza, la verità, la salvezza, la spiritualità, l’amore e il risveglio sono nella consapevolezza.  Anthony De  Mello identifica la consapevolezza con l’essere in grado di “vedere”.  Vedere che cosa? “Che la collana d’oro che desideri acquistare è già intorno al tuo collo. Che il serpente che tanto ti spaventa è solo una fune per terra”. Consapevolezza, quindi, vuol dire guardare, osservare, ascoltare quel che si muove dentro e fuori di noi con profonda adesione, con totale presenza. Questa attitudine ci apre gli occhi, squarcia il velo dell’ignoranza, dell’illusione e, ridestandoci, ci libera dalle gabbie mentali e dai  rigidi schemi che noi stessi abbiamo creato e che ci allontanano dalla vita. Ci consente di scorgere la luna al di là del dito del saggio che ce la sta indicando; di accorgerci che siamo maestose aquile e non semplici polli o che siamo bellissimi cigni e non brutti anatroccoli.

Questo ci fa comprendere perché Socrate ritenesse che una vita inconsapevole non sia degna di essere vissuta. In effetti il concetto di consapevolezza si associa naturalmente all’idea della dignità, nel senso che essa aiutandoci a comprendere, ci dà la possibilità di discriminare e quindi di liberarci dei nostri comportamenti automatici e coercitivi. L’inconsapevolezza ci lascia in balia delle nostre piccolezze, dei nostri limiti, non ci permette di agire con cognizione di causa. Se siamo inconsapevoli, subiamo le forze della vita, sopravviviamo, tiriamo avanti “passando” il tempo senza viverlo pienamente, intenti a rimpiangere il passato o a inseguire il futuro. La capacità di procedere con consapevolezza nella propria vita ci sintonizza col presente, ci inserisce nell’incessante fluire dell’eterno presente, nel “qui e ora”: il giusto punto di partenza per porre nuove basi al nostro futuro, liberandoci del passato. Tale facoltà è definita “arte di vivere”.

Per chi ha deciso di vivere una vita degna, in stato di benessere e in armonia, la consapevolezza è ciò che fa la differenza. Di cosa, allora, dobbiamo sforzarci di essere costantemente consapevoli?

a) Tanto per cominciare, la nostra prospettiva, secondo cui siamo continuamente osteggiati dalla sfiga e che siamo vittime delle insidie altrui e della vita, è illusoria. Accettare la possibilità di avere parte attiva in tutto ciò che ci capita, può essere un buon punto di partenza per cambiare in meglio le cose.

b) I nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti sono forze vive e potenti, vere e proprie creature nostre, che sui piani sottili agiscono e producono effetti coerenti alla loro qualità, con cui influenziamo gli altri. La nostra presenza nella vita è caratterizzata dalle qualità che albergano dentro di noi, sotto forma di pensieri ed emozioni: odio, rabbia, rancore, tristezza, sono come veleno che mina la nostra salute e inquina la vita attorno a noi con il loro potenziale distruttivo. Praticare la consapevolezza vuol dire impegnarsi a riconoscere costantemente la qualità di ciò che ci anima, di ciò che si muove nella nostra coscienza, con l’intento di “correggere” il negativo in positivo e il distruttivo in costruttivo.

c) Abbiamo infinite potenzialità creative e, se vogliamo, possiamo dirigere sempre più le nostre vite verso la bellezza e la gioia, imparando a scegliere come comportarci, come è più giusto e non come è più semplice per noi.

d) La cosa più importante di cui essere sempre consapevoli è che noi siamo essenzialmente di origine spirituale e che abbiamo la possibilità di agire come anime, identificandoci con il meglio di noi, orientando il nostro comportamento, il nostro pensiero, il nostro sentire verso l’innocuità. Tutta l’attenzione, la dedizione e la premura che rivolgiamo a questo lavoro determinano la forza del cambiamento in noi, che gradatamente si traduce in pace interiore e in stabile e gioiosa armonia.

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Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.