La conoscenza è settemplice

La coscienza e settempliceSecondo la tradizione induista la nostra attività mentale produce sette stati di coscienza che altro non sono se non le principali modificazioni del principio pensante, quelle modificazioni che bisogna estinguere se vogliamo raggiungere la beatitudine dell’Essere. Infatti la parola “Yoga” indica l’estinzione di qualsiasi increspatura della sostanza mentale, ossia non può esserci Unione senza l’estinzione di qualsiasi principio di separatezza derivante dall’attività della mente.
D’altro canto la conoscenza che ci caratterizza scaturisce da una graduale frequentazione e da una progressiva esperienza nei mondi della materia fino a che non ne avremo esaurito tutte le possibilità e non ne avremo sintetizzato tutti gli insegnamenti. Ancora insoddisfatti cercheremo poi di superare le ormai note modalità del pensiero in vista di nuove vie di consapevolezza capaci di placare la nostra sete di Vita.

Quali sono dunque i sette stati di coscienza mentale di cui parlano gli Indù? Eccoli:

  • Desiderio di conoscere vero incipit dell’opera umana e divina
  • Desiderio di libertà motivato dall’aspirazione a trascendere i propri limiti
  • Desiderio di felicità che nasce dal discernimento e dalla facoltà di scelta
  • Desiderio di fare il proprio dovere che è espansione della coscienza di sé nel gruppo e conduce alla via del servizio
  • Dolore come reazione all’elevato senso dei valori e all’accresciuta sensibilità dei corpi affinati dall’esperienza
  • Paura che deriva dalla rapidità di una mente sviluppata e capace di ricordare, immaginare, presagire
  • Dubbio che nasce da una mente diffidente e incredula che vuole spiegare tutto attraverso se stessa

Su queste modalità si innestano altrettanti conseguimenti che attendono chi vuole affrancarsi dalla Ruota del karma, che attendono chi cerca quella pace profonda e inestinguibile che nessuna esperienza fisica, emotiva e mentale può dare.

  • Il desiderio di conoscere diventa conoscenza del proprio posto e del proprio compito nella scala evolutiva.
  • Il desiderio di libertà conduce alla liberazione da ogni vincolo
  • Il desiderio di felicità realizza infine la coscienza dell’Anima che supera i confini della personalità nella ricerca dell’appagamento anelato
  • Il desiderio di compiere il proprio dovere porta all’adempimento del dharma , colui che osserva la Legge si libera dalle catene del karma
  • Il dolore si dissolve nella calma perfetta della mente in contemplazione, nel samadhi si sperimenta la gloria dell’illuminazione e la visione suprema estingue ogni sofferenza
  • La paura viene eliminata quando più nulla viene attratto dal male, causa di malattia e morte. La vera natura divina viene riconosciuta e realizzata
  • Il dubbio scompare nella piena luce dell’Essere che risplende in unità con tutte le cose

Così i sette stati di coscienza divengono i sette stadi del Sentiero che il discepolo percorre affrontando se stesso e svelando di volta in volta i misteri di iniziazioni sempre più grandi, fino al compimento perfetto. *

Facile fare scrivere tutto questo e fare un elenco di fatti che necessitano invece di eoni per realizzarsi … interessante è sapere che il tempo della fioritura umana ha radici molto profonde e lontane che si immergono nella materia e nei suoi limiti, di cui non possono fare a meno per svelare lo slancio illimitato dello Spirito.

  • Sutra 27 libro II de “La luce dell’Anima”, sutra di Patanjali commentati da A.A. Bailey- ed. Nuova Era

Ti potrebbe interessare

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.