La complessità della materia e la semplicità dello Spirito

Ho sempre più spesso la sensazione che la vita di cui facciamo parte come esseri umani non sia altro che l’ordito, quell’insieme di fili, che insieme a quelli della trama, concorrono nel formare un tessuto nel quale siamo e ci muoviamo come diceva San Paolo. Possibile infatti, che l’esistenza sia una serie di eventi casuali, spesso percepiti senza né capo né coda, che sorgono e tramontano senza cogliere in essi un disegno, una trama, lo scorrere di un film che narra una storia alla cui sceneggiatura collaboriamo con le nostre esistenze?

Non può essere vero che la casualità regni sovrana su questo pianeta e non solo, dai, non possiamo fare dell’ignoranza un vanto, ben coperta da maschere che, pur non comprendendo una “beata fava” di come vanno le cose, si arrogano il diritto di dire che le cose stanno in questo modo o nell’altro, solo per il fatto che si debba mettere una pezza a ciò che non possiamo comprendere, e soprattutto per il fatto che proprio non si riesce a star dentro a quella beata ignoranza tanto decantata come la mancata responsabilità del proprio agire.

Fa molto comodo pensare che non ci sia un disegno ordito dalla nostra anima dietro tutto questo, fa molto comodo ritenere di potersi ritrarre alla bisogna quando si è posti davanti alla propria responsabilità, fa molto comodo di fronte a ciò che non riusciamo a spiegare con il raziocinio, affermare a vanvera postulati di come la vita è e di come dovrebbe andare secondo la nostra percezione, naturalmente a discapito di quella altrui. Eh sì, fa molto comodo, eppure nella mia piccola esperienza, sto sentendo sempre meno il desiderio di questa “comodità” e vi spiego il perché.

Perché la vita è semplice, perché quello di cui non puoi comprendere il significato vuol dire che non l’hai ancora vissuto completamente, e proprio per questo ti genera sofferenza. Lascia stare il fatto che non te ne rendi conto, ma cosa credi che generino recriminazione e lamento nelle nostre esistenze se non la sofferenza di cui sopra, sofferenza dovuta al fatto che cose non vanno secondo i nostri desideri, cioè avvalorando le nostre parti distorte che, non confermate nella loro distruttività, scalciano continuamente per avere attenzione indebita?

Qualcosa ho capito negli ultimi anni, semplicemente il fatto che quando mi succedevano cose casuali stavo male; questo perché non si può controllare un evento casuale, siamo sempre in balia di eventi posti sulle nostre teste che possono precipitare improvvisamente e indipendentemente dal nostro agire. Invece cominciando a dare un senso alle cose che accadono, riuscendo a mettere in relazione gli effetti con il mondo delle cause, tutto cambia, non si è più in balia degli eventi, i quali succedono comunque sulla base di forze che non possono essere comprese immediatamente, ma che il contatto con l’anima rendono “dolci” perché riconosciute necessarie e in accordo con la vita di cui facciamo parte.

Ritornando all’inizio di questo articolo, ho sempre più spesso la sensazione che l’agire di ognuno sia in accordo con tutto ciò che compone la coscienza di questo pianeta, e che in fondo la vita sia semplice, perché invece di ritenere la vita casuale non avremo più il bisogno di anticipare le sue mosse con un dispendio energetico enorme perdendo di vista l’oggettivo presente, ma conserveremo quelle forze per ottemperare a ciò che la vita ci pone davanti come esperienza. Non so se ho reso l’idea, solo per dirvi che senza il principio animico non riusciremmo a cogliere nell’esistenza che complessità e semplicità non sono altro che un modo diverso di raccontare materia e Spirito.

Beh, a questo punto un po’ di reclame ci può stare, quindi vi invito ad un corso base o avanzato di meditazione a cura dell’associazione Atman che ho conosciuto nel 1995 http://www.yogavitaesalute.it/i-nostri-corsi-yoga-meditazione/ e ad Energheia prima scuola italiana di formazione per Terapeuti esoterici http://www.yogavitaesalute.it/scuola-energheia/ che ho frequentata nel 1996 divenendone poi insegnante dieci anni dopo… potrebbe essere l’inizio di un bellissimo viaggio alla scoperta della propria anima e dell’unicità della vita.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.