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Kama

kamaKama, l’iconografia lo rappresenta come un giovane dal volto luminoso ma dallo sguardo febbricitante. Cavalca un pappagallo e sullo stendardo rosso acceso issa quello strano animale, miscuglio di coccodrillo e di delfino. Ha un paradiso suo proprio, il “mondo del desiderio”, che nel buddhismo è quello in cui noi trascorriamo questa vita. Nel mondo umano, il desiderio (kama) è uno dei tre scopi dell’esistenza e appartiene alla giovinezza. Alla maturità appartiene il dovere sociale (artha) e alla vecchiaia lo studio e la pratica della legge universale (dharma).

Nei Veda, il desiderio simboleggiato da Kama viene paragonato al desiderio d’acqua di un vitello assetato e al pungolo con cui il dio stimola gli amanti, prendendo così l’appellativo di madana, “colui che fa ubriacare”, ovviamente di passione.

Kama, chiamato anche Kandarpa, Kanideo e Manmadin, è presentato a volte come il figlio di Brahma, altre come il figlio di Visnù e altre volte ancora gli viene attribuito come padre Shiva; sua madre è Maya, il potere d’attrazione. E’ la divinità che presiede all’Amore, per questo è spesso paragonato al Dio Greco Cupido. E’ il Dio Indù dell’Amore che con il suo arco e le sue cinque frecce di fiori invia desideri che illanguidiscono il cuore.

Motivo per cui Kama viene anche chiamato pañca- bana, “cinque-frecce”, ogni freccia provoca una specifica emozione legata all’amore. Una lista classica elenca ebbrezza, bruciore, paralisi, torpore e stupefazione; ma le liste variano e ognuno può sostituirvi le proprie esperienze

E’ l’incarnazione del Desiderio e come tale è il Signore e Padrone della Terra così come delle Sfere Inferiori. Ha un’incantevole compagna, Rati, colei che rappresenta il piacere sessuale, la Lussuria.

Kama fu il primogenito tra gli Dei, non era ancora nato quando suo padre Brahma gli disse che con le sue frecce sarebbe stato il vincitore dei Tre Mondi, e che l’Universo sarebbe stato popolato da lui, perchè l’Universo è conseguenza della volontà divina e del desiderio, Kama.

Il suo Mantra:

Om Kama devaya Vidhmahe Om fammi meditare il Dio dell’amore

Pushpa vanaya Dheemahe oh, Dio, che è la foresta di fiori, dammi l’intelletto superiore,

Thanno Kama Prachodayat e lascia che il Dio d’Amore illumini la mia mante.

 

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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