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Indra

IndraDi Indra ora proclamo le prodezze, quelle che l’armato di fulmine ha compiuto per prime. Ha fatto scorrere le acque. Ha trapassato il ventre delle montagne.
Rg Veda I, 32

Con l’ingresso del popolo Arii nell’India settentrionale, e con i consequenziali scontri militari con le popolazioni autoctone, acquisì rilievo religioso l’eroico dio guerriero Indra, dio dell’atmosfera e della pioggia, signore del cattivo tempo e guerriero celeste. Tra gli dei vedici è il più celebrato (oltre 250 inni dei Veda sono a lui dedicati), Indra rappresenta l’avversario più temibile di diverse forze demoniache che impediscono alla pioggia e alla rugiada di fare fruttificare la terra.

Dopo aver ucciso il padre Dyaus, diventa il dio supremo dell’universo. Divinità tutelare degli Arii, è il dio della forza ed il protettore dei guerrieri e dominatori. E’ anche chiamato Vritrahan, in sanscrito “L’uccisore di Vritra”. Vritra era un demone malvagio in forma di immenso serpente, che impediva alle acque dei fiumi, dei torrenti e anche a quelle dei cieli di scorrere liberamente. Indra lo uccise e liberò i corsi d’acqua, che riportarono la vita sulla terra. Indra rappresenta l’ordine cosmico che sconfigge il disordine universale configurato da Vritra. Indra è un grande bevitore di soma, bevanda tipica del sacrificio vedico, che beve in grandi quantità prima dei combattimenti.

Il mito di Indra, riflette altresì l’evento delle piogge monsoniche che pone fine ai periodi di siccità. Indra, nell’antica fase vedica dell’Induismo, occupava il primo posto, accanto a Mitra e Varuna nel pantheon degli dei; in seguito la sua importanza era destinata a diminuire rispetto agli dei emergenti Vishnu e Shiva.

Diventò con il passare del tempo un semplice suddito di Vishnu e, conosciuti la paura e il desiderio, rischiò addirittura di perdere l’immortalità. I suoi difetti principali, secondo i Purana, erano l’indulgenza verso i propri appetiti sensuali e l’abuso di una bevanda divina allucinogena, il soma. Alcune leggende antiche narrano che Indra governava Svarga, una zona del paradiso indiano che divideva con la sua sposa Indrani; da qui talvolta inviava alcune “apsara”, ninfe paradisiache, a danzare seducentemente dinanzi a chi riteneva troppo ascetico.

Nell’arte indù, Indra è raffigurato nei colori oro o rossiccio, scortato da numerosi servitori divini e, talvolta, dal suo cane, Sarma. Spesso monta il suo elefante celeste Airavata o un cavallo bianco; raffigurato frequentemente con quattro braccia, con una mano regge una saetta (la sua arma), con un’altra maneggia una lancia; con la terza regge una faretra; con la quarta reca una rete di illusioni e un uncino, per ingannare e sorprendere i nemici. L’arco di Indra è l’arcobaleno.

Il carattere bellicoso di Indra permane, ed egli è il nemico naturale degli Asura (demoni), identificati con il caos e disordine, con i quali è in continua guerra, riuscendo per lo più vincitore.

Quel dio che appena nato, per primo, provvisto di saggezza protesse gli dei con il suo potere, di fronte alla forza del quale i due mondi ebbero paura per la grandezza del suo valore questo, o genti, è Indra. Quello che consolidò la terra che vacillava, che arrestò le montagne che si muovevano, che puntellò il cielo e creò quindi spazio all’atmosfera, questo, o genti, è Indra.
Rg Veda II, 12

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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