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In amore vince chi fugge! Una spiegazione esoterica

vince-chi-fuggeProseguiamo con l’analisi delle immagini karmiche nei rapporti di coppia: è vero che in amore vince chi fugge?
Il meccanismo del “tirarsela” è l’opposto di quello dello “zerbino” , ed è anche questa una maschera.
Tutto è energia, e l’energia è coscienza. Ci fermiamo troppo spesso all’apparenza, pensiamo che se uno dice: “voglio trovare l’anima gemella”… lo voglia veramente. Mentre abbiamo visto che una parte della sua coscienza esprime l’energia opposta, che allontana eventuali partner.

Chi fugge applica il meccanismo opposto, basato su pensieri del tipo “non ci sono”, “lasciatemi in pace”, “voglio stare per conto mio…”. Anche questa è una maschera, che copre una grande quanto inconscia richiesta di attenzione.
Quindi pur affermando di volere stare da solo, in realtà esprime richiesta di attenzione, e così attira persone… ovviamente compatibili col suo meccanismo.

Per esempio attira chi ha pensieri tipo : “questa persona, che non mi dimostra affetto, la associo al mio genitore che mi ha amato meno”. L’illusione è: “con il mio genitore non sono riuscito a ricevere l’amore che desideravo, magari con lui ci riuscirò”.
Si vorrebbe cambiare la persona amata per sanare vecchie ferite, e quando ci si accorge che la persona non cambierà, o meglio non come si pretendeva, nascono i problemi…

Oppure attira chi ha il meccanismo della competizione: una persona che sembra irraggiungibile può innescare una competizione del tipo: ”vedrai che io gli faccio cambiare idea”, oppure “come mai tutti mi desiderano e invece lui è indifferente???”.
Quando una persona è irraggiungibile diventa improvvisamente desiderabile, viene apprezzata di più, mentre chi è troppo disponibile diventa scontato.
Non so se avete notato i termini: scontato=in saldo, la disponibilità supera la richiesta; apprezzato= il prezzo aumenta in quanto prezioso, difficile da ottenere.
Il problema è che se hai questo spirito competitivo, una volta raggiunta la meta, potresti essere portato a cercare un altro “obiettivo” irraggiungibile.

In mezzo tra lo “zerbino” e “colui che fugge” ci sono quelli che hanno trovato la pace interiore e non hanno più bisogno dei meccanismi.
Sono radianti e non reclamano attenzione, semplicemente la loro radianza li rende magnetici. Attirano le persone grazie a quello che sono e i loro rapporti sono armonici… sono abbastanza rari.

Questa carrellata di meccanismi serviva solo a farvi notare alcune cause che stanno alla base dei problemi di coppia, ma non intendevo certo scoraggiarvi in merito ai rapporti, anzi. In realtà vi è un grande aspetto costruttivo in tutto questo film: l’estinzione del karma.
Introduciamo alcuni concetti su come agisce il karma.

Abbiamo visto come i meccanismi che agiamo per conquistare o allontanare il partner siano la vera causa della nostra sofferenza. Questa di per sé è già un modo per estinguere il karma.
Vi ricordo che il karma si può o subire o trasformare. Attraverso questa sofferenza lo stiamo subendo, e visto che il karma non è mai infinito, la quantità che c’è dietro prima o poi finirà. Si chiama “sentiero del dolore”, ed è la via di minore resistenza per l’umanità media.
Tutto questo non è ineluttabile, perché il karma non è una punizione, ma il modo che ha la vita di mostrarci quello che stiamo agendo. Se la situazione mi rimanda sofferenza, vuol dire che dietro c’è una immagine karmica in azione, che mi fa agire inconsciamente in modo distorto.
Il partner non è il nemico, il partner o l’assenza di partner, mi stanno indicando dove è l’immagine karmica, siamo anime che si stanno aiutando sul sentiero.
Questi segnali possono e devono essere colti, se vogliamo smettere di subire il karma. Il Raja Yoga in questo senso ci fornisce uno strumento indispensabile, che è “l’ascolto di sé”.

Di questo parlerò nel prossimo articolo “Anime gemelle, cosa sono?”, dove approfondirò l’aspetto costruttivo, la grande funzione, del rapporto di coppia.
To be continued…

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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