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Il superamento degli ostacoli

Il superamento degli ostacoliEvitare gli ostacoli è evitare di partecipare al gioco della Vita.
Superare gli ostacoli è dunque una cosa che riguarda i vivi e tempra chi affronta consapevolmente  l’avventura di esistere. Allora  perché ci rattristiamo davanti a un ostacolo, invece di rallegrarci per l’utilità e tutte le risorse che possiamo ricavarne ? Se evitiamo… di evitare la Vita… e impariamo a valutare con saggezza le circostanze, possiamo riconoscere piccole e grandi opportunità anche nelle situazioni più difficili e ricavare prezioso grano dal setaccio della crusca.

Quindi nessun timore davanti ad un ostacolo, anche perché siamo proprio noi a creare gli ostacoli col nostro stesso impeto nell’azione. Attraversando la Vita  muoviamo le onde della materia che ci offre la resistenza adeguata a sviluppare l’energia per proseguire.

Lo sa bene chi va incontro alla conquista di una parete rocciosa cercando spuntoni per meglio arrampicarsi! “Se le montagne fossero perfettamente lisce non potremmo raggiungere la vetta” (M. Morya) Meno male allora che ci sono gli ostacoli per appigliarsi lungo l’ascesa!
Il superamento degli ostacoli presuppone innanzitutto una direzione da seguire, una visione sufficientemente chiara della meta che si vuole raggiungere e la consapevolezza del suo valore; poi una salda perseveranza nell’azione volta a conseguirla e contemporaneamente tutta la forza necessaria ad affrontare gli impedimenti e le difficoltà che si presentano lungo la via.
Una sintetica indagine circa il proprio itinerario esistenziale  sarebbe opportuna, come  pure la consapevolezza  di ciò che ha valore e che vale la pena raggiungere; quanto più la meta è elevata e ardita, tanto più sarà necessario equipaggiarsi delle doti richieste, la cui acquisizione del resto avviene in itinere, passo dopo passo.

Si capisce che il superamento degli ostacoli non è immaginabile all’inizio di un percorso e tuttavia richiede una strumentazione adeguata per non smarrire l’orientamento. Cioè non possiamo partire con la presunzione di aver già superato ciò che ancora non conosciamo, ma possiamo vagliare attentamente tutto quel che potrà tornarci utile per affrontarlo. Senza contare le sorprese possibili!

È anche vero che tutto quello che per lungo tempo abbiamo cercato, a cui abbiamo aspirato e infine raggiunto diventa alla fine un ostacolo se vogliamo procedere oltre, verso una maggiore acquisizione. È importante quindi munirsi di una buona dose di discernimento che ci consentirà di muovere i nostri passi con l’intelligenza necessaria, rinunciando a sterili rimpianti.
Supponiamo che la meta sia la soddisfazione di un desiderio di pace,  la risoluzione di un’antica inquietudine, il raggiungimento del tanto sospirato equilibrio e …perché no?… l’unione con quel me stesso da troppo tempo così distante e che ora comincia a far sentire la sua voce.

E chiamiamo questo più vero  e profondo me stesso…. come vogliamo! C’è una distanza da colmare, due estremi da avvicinare: di qua la situazione attuale inappagante e di làla situazione ideale attraente. C’è qualcosa da conoscere  interiormente, da unificare. Ci sono due sponde da unire. C’è un ponte da costruire e da attraversare. C’è un arcobaleno da dipingere con tutti i suoi colori. Un ponte – arcobaleno, che si estende nella mia coscienza rendendo percorribile una via nuova che potrà elevarmi, un ostacolo dopo l’altro, dalla densità della materia  fino al cielo della mia Essenza.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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