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Il Sentiero Iniziatico – seconda parte

sentiero_iniziatico_2parteTornando al Sentiero Iniziatico, viene definito anche con la metafora del Tempio in cima a una montagna, raggiungibile attraverso un sentiero che sale a spirale intorno alla montagna stessa, dove gli uomini salgono molto lentamente. Per lungo tempo, gli uomini avanzano deviando a destra e a sinistra, attratti da qualsiasi distrazione incontrino sul cammino. Poi, verso la vetta, qualcuno comincia a vedere dei bagliori che provengono dalla cima, sono come lampi sporadici che attirano l’attenzione del pellegrino il quale, attratto da qualcosa che percepisce come meraviglioso, alza finalmente gli occhi al cielo. Vedendoli, intuisce che lassù c’è qualcosa d’importante e accelera il suo cammino verso la vetta. Non sa cosa vi troverà, ma sente che è importante, e l’aspirazione a raggiungere la meta gli dà la forza per affrontare la salita in modo sempre più spedito.
Arrivato in cima alla montagna, l’aspirante vede il Tempio, “vede” (notate la differenza) l’obiettivo  del suo lungo peregrinare, desidera ardentemente avere accesso al Tempio, ma per ora può solo stazionare nel cortile antistante. Questa è la condizione del discepolo: colui che da aspirante ha lavorato tanto per arrivare a raggiungere una vetta che non sapeva neanche se esistesse veramente, mentre ora il Tempio è lì davanti e la determinazione e la direzione diventano la sua caratteristica. Il simbolo del discepolo è la freccia scoccata, la direzione è presa.
Però per un certo periodo può stare solo nel cortile interno, non può avere accesso al Tempio perché la materia che lo compone è ancora troppo densa, ancora troppe attrazioni provengono dal sé inferiore, questi attaccamenti devono essere deposti davanti al Tempio prima di potere entrare. Dobbiamo essere disposti a depositare la nostra personalità ai piedi dell’Anima, questo per avere accesso al Regno dei Cieli.

Il discepolo dovrà percorrere un sentiero di purificazione in 10 passi, chiamato “Sentiero della prova”, dove verrà appunto messo alla prova nelle sue tentazioni, e dove allo stesso tempo maturerà un maggiore distacco da sé, che lo porterà ad aprirsi ai piani superiori, fino a costruire il proprio corpo causale e a nascere definitivamente su quel piano, ottenendo così l’Iniziazione, l’ingresso nel Tempio. Qui finisce il Sentiero della prova e inizia il Sentiero iniziatico.
Per la descrizione più accurata di come avviene l’Iniziazione, vi rimando agli articoli specifici della sezione “Energheia” di AGNIHOTRI. In questa sezione l’intenzione è di raccontarvi il Sentiero Iniziatico come se fosse una bella storia.
La prima Iniziazione sancisce la “nascita” nel regno dello Spirito, l’uomo ha costruito il suo corpo causale. Cioè ha espanso la sua coscienza oltre la personalità e si è costruito quello che è il primo corpo spirituale, la nostra Anima.  L’Anima l’abbiamo sempre avuta, ma ora abbiamo anche un corpo di manifestazione per vivere consapevolmente su quel piano; siamo consapevoli e attivi anche su tutti gli altri piani: del pensiero (attraverso il corpo mentale), su ciò che sentiamo e proviamo (corpo astrale), e sulle nostre azioni (corpo fisico).
In realtà, alla prima Iniziazione, l’uomo è un neonato nel “Regno dei Cieli” e ha la stessa consapevolezza che può avere un neonato nel regno umano. Ci vorrà un po’ di tempo prima che possa diventare veramente attivo su quel piano.

Il libro di A. Bailey “Da Betlemme al Calvario”, fa un paragone tra il Sentiero Iniziatico e il percorso che il Maestro Gesù ci ha mostrato con la sua vita, il percorso che ogni essere umano dovrà fare per avere accesso al “Regno”. Il libro mette in relazione gli eventi più significativi della vita di Gesù con le cinque grandi Iniziazioni che costituiscono il Sentiero Iniziatico.
Per esempio la prima Iniziazione viene paragonata alla “Nascita a Betlemme”. Anche Gesù, pur essendo il Figlio di Dio, nel periodo della fanciullezza non ha fatto praticamente niente, si sa solo che “cresceva e si fortificava nello Spirito” (Luca 1,80)…
Così anche il neo Iniziato cresce e si fortifica ma ancora non può essere attivo, per lui è un mondo nuovo, deve imparare a conoscerlo prima di padroneggiarlo.
Quando il corpo causale è sufficientemente formato, l’Iniziato può iniziare la sua attività, questo in genere avviene alla seconda Iniziazione, che nel paragone con la vita di Gesù viene identificata con il “Battesimo nel Giordano”, e può avere come significato “l’entrata nella corrente (dell’attività)”. In quell’occasione il Signore stesso affermò: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Adesso l’uomo è abbastanza forte e puro da potere agire sul piano delle cause. Il suo livello di purificazione è molto elevato, ma ancora non si è completamente liberato della propria personalità, ancora non è completamente libero dal male, anche se rispetto all’uomo normale è praticamente un santo. Dopo il Battesimo nel Giordano lo stesso Gesù fu tentato nel deserto, l’ultimo grande tentativo del male di fermare la crescita spirituale e la  conseguente liberazione di ogni uomo. A questo stadio è ancora possibile cadere, possiamo essere attratti dal male e deviare dal Sentiero evolutivo che porta alla liberazione. Diverso sarà alla terza Iniziazione, la “Trasfigurazione sul monte”, dove infatti il Signore dirà: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. Questa parola è la grande differenza: alla terza Iniziazione tutti e tre i corpi della personalità sono purificati, diventano trasparenti e la luce dell’Anima può finalmente irradiare senza incontrare deviazioni e resistenze che sono tipiche della personalità, non ci sono più veli, l’Iniziato adesso è affidabile… ascoltatelo!
Comunque già dalla seconda Iniziazione, si hanno un’aura e una coscienza che consentono di essere di grande aiuto ai piani della Gerarchia Planetaria (*); infatti si ha un corpo causale attraverso il quale si è in contatto con i Maestri e i regni Spirituali (“…dove il volere di Dio è conosciuto”), e allo stesso tempo si ha ancora una personalità che consente di muoversi tra gli uomini in modo ravvicinato.

Come potete notare, da quando siamo entrati nel Tempio, l’attività dell’uomo non è più rivolta a se stesso, ma è sempre radiante, mirata alla costruzione di qualcosa di più ampio che riguarda tutti.  Questo è il grande cambiamento che avviene tra chi è ancora accentrato sulla propria personalità e chi invece è entrato nel Regno dei Cieli e vive come Anima.
Nel prossimo articolo ripartiremo dalla terza Iniziazione.

Per consultare la prima parte dell’articolo clicca qui

(*) anche questo argomento lo trovate maggiormente approfondito negli articoli della sezione “Energheia” di AGNIHOTRI.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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