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Il Nutrimento del Corpo Mentale

il nutrimento del corpo mentaleContinua il viaggio nelle verità esoteriche prendendo spunto dal decalogo di Papa Giovanni XXIII. Quinto punto: Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.”.

La vita è fantastica, perché partendo da una frase si può scoprire un mondo. Mi dispiace ma per fare capire il concetto che voglio esprimere devo spiegare come siamo fatti… potrebbe essere un po’ difficile, ma penso sia interessante. Dovrò essere per forza sintetico, potrete approfondire questi temi su libri o ai corsi Atman.

Esistono 7 piani della creazione: Fisico, Astrale, Mentale, Buddhico, Atmico, Anupadaca e Adi. L’uomo normale partecipa solo dei primi 3: ha un corpo fisico per sperimentare il piano fisico, un corpo astrale per sperimentare emozioni e sentimenti, e un corpo mentale per sperimentare il pensiero… l’aura è la radianza dei corpi.

Questi corpi non sono uguali in tutti gli uomini. Come mai qualcuno prova solo emozioni dense e oscure e qualcuno leggere e luminose? E i pensieri, perché tanta differenza tra le persone?

Perché in realtà i 7 piani della creazione sono suddivisi a loro volta in 7 sottopiani, così le emozioni non sono tutte uguali, ma esistono 7 gradazioni fondamentali che vanno dalle più dense (odio) alle più elevate (amore), e i pensieri sono di 7 frequenze, dai più egoistici e ottusi a quelli più raffinati.

Gli uomini che provano solo sentimenti bassi hanno un corpo astrale poco sviluppato. Se il loro corpo astrale è composto da materia dei 2 sottopiani inferiori potranno vivere solo quel tipo di sentimenti. Con ciò non li voglio giustificare, però è un dato di fatto che non possono provare altro che quello, perché il corpo astrale non è ancora strutturato per partecipare dei sottopiani più elevati, quindi sentimenti come l’amicizia, l’amore e la compassione non riescono a comprenderli. Non dobbiamo giudicarli, perché ci siamo passati tutti, fa parte del percorso umano.

E’ come costruire un palazzo di 7 piani, non si può partire subito dal palazzo bello e finito. Prima si costruiscono le fondamenta, poi l’impalcatura che serve a costruire i piani uno dopo l’altro, e solo alla fine avremo il palazzo finito. La perfezione finale non è possibile se prima non si passa per tutte le altre fasi, sicuramente meno belle, ma assolutamente necessarie.

Per lunghe ere i nostri corpi saranno stati poco espansi, accentrati solo sui bisogni personali, poi, grazie al karma subìto a causa dell’egoismo, abbiamo imparato che “il male fa male” e siamo andati alla ricerca del bene. L’aspirazione a uscire dalla sofferenza è una grande molla per espandere la coscienza e diventare persone migliori.

Ora veniamo alla lettura: una buona lettura ha proprio l’effetto di espandere i corpi. Se per esempio parla di amore, stimola in noi sentimenti con quella qualità, e questo nutre il corpo astrale. All’inizio non capiremo bene l’amore, però provarlo e pensarlo attira materia di quel sottopiano che va a costruire il nostro corpo, e una volta che è costituito di quella materia diventerà naturale provare amore. Così si espandono i corpi e di conseguenza la coscienza, perché con corpi adeguati possiamo percepire e comprendere aree sempre più ampie della vita. Conoscendo cosa producono le diverse qualità di sentimenti, aspirerò sempre di più all’amore e abbandonerò per strada l’odio, l’egoismo e l’avidità.

Lo stesso identico discorso vale per la mente, se penso solo a me stesso agirò sempre in modo egoistico, ma la vita è perfetta e mi tornerà esattamente quello che esprimo, e allora non mi dovrò lamentare se gli altri saranno “inspiegabilmente” egoisti nei miei confronti (vedi articoli sul karma).

Quindi una buona lettura mi apre alle emozioni più raffinate e ai pensieri più elevati del piano mentale. E qui viene la parte interessante, il piano mentale in realtà è diviso in inferiore e superiore, i 4 sottopiani inferiori sono la mente razionale e fanno parte del sé inferiore (con il corpo fisico e astrale), mentre i 3 sottopiani superiori sono chiamati “piano causale”. Se la mia aura si espande fino a questi 3 sottopiani costruisco il corpo causale, il corpo dell’anima e divento un “iniziato”. I corpi Causale, Buddhico e Atmico formano la triade spirituale, il Sé superiore, il vero Sé. Non sono sviluppati nell’uomo comune e sono la meta anelata dagli aspiranti sul sentiero.

La preghiera e la meditazione sono potenti strumenti che ci aiutano ad “alzare gli occhi al cielo”, la mente si rivolge verso l’alto, si nutre di quelle frequenze e raggiunge vette che sono al di la della mente stessa. Ma anche la buona lettura ha questo effetto, nutre il corpo mentale il quale si espande… e abbiamo visto dove può arrivare. Non è a livello della meditazione, però è uno strumento senz’altro utile.

Sembra tutto facile e bello, eppure si fa fatica a dedicarsi a buone letture, perché? Dai corsi di Raja Yoga e soprattutto dalla scuola Energheia ho visto che lo studio dei testi fa sorgere parecchie resistenze: “sono troppi libri” oppure ”sono troppo difficili”, ecc.

I testi proposti sono bellissimi, e nutrono veramente il cuore e la mente, eppure la reazione degli allievi è di rifiuto. Perché? Proprio perché le buone letture elevano la coscienza, e come sempre avviene, questo va in conflitto con i limiti della personalità che non vuole cambiare e si oppone alla conoscenza che farà morire i limiti ai quali è così attaccata.

Ma chi è sul sentiero ha proprio questo obiettivo, liberarsi dai vecchi attaccamenti e dalle vecchie illusioni per aprirsi alla vita, e la buona lettura aiuta in questa direzione. Allora se lo studio vi spaventa, o meglio spaventa le le vostre immagini karmiche, potete iniziare a leggere un po’ alla volta, seguendo questo utile suggerimento di Papa Giovanni XXIII: Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.” . “Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.”

“Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Mt. 6,34)

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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