Il meglio deve ancora venire

il meglio deve ancora venireIl titolo di questo articolo è una frase che mi ritrovo a ripetere spesso negli ultimi tempi, una frase che mi esce naturalmente, quasi senza sforzo, come se avessi acquisito la consapevolezza che nulla giunge per nuocere, rappresentando, sempre e comunque, una opportunità da cogliere nella propria vita.

Ho detto quasi naturalmente, perché al di là delle “frasi ad effetto” che possiamo esprimere, questa totale fiducia nella vita, per quanto mi riguarda e per il genere umano nel suo complesso, ancora ha da venire quindi, facciamocene una ragione senza lamentarci troppo, magari utilizzando il pensiero positivo che male non fa, visto che è in grado di schiudere orizzonti interessanti.

Il pensiero positivo nutre positivamente la nostra coscienza, plasmandola e forgiandola in modo tale che possa cogliere la bellezza della vita presente in ogni suo istante. Le porte si aprono sempre dal basso e per far sì che ciò accada bisogna creare le condizioni adeguate, partendo sempre dal momento che stiamo vivendo.

Il genere umano è campione di recriminazione e non è in grado di rendersi conto quanto, questo atteggiamento rappresenti un remare contro se stessi. La recriminazione è manifestazione d’impotenza, come se comunicassimo alla Vita di non essere in grado di fare questa o quella cosa, per poi lamentarci dell’esito negativo.

Per quanto mi riguarda aver cominciato a meditare con l’associazione Atman, ormai vent’anni fa, mi ha aiutato ad acquisire maggiore fiducia nella vita, rendendomi conto che il meglio deve ancora venire, perché non si torna mai indietro e quando riteniamo di arretrare stiamo invece avanzando… solo che non ce ne rendiamo conto.

Il meglio deve ancora venire perché siamo destinati a stare bene, e anche se indimostrabile non percepisco altra modalità se non questa. Come detto in precedenza, non posso esserne completamente certo visto che la mia natura umana non me lo consente, ma l’esperienza compiuta sino ad ora mi ha dato una direzione che mi consente di intuire il punto di arrivo avendo sempre più chiaro il punto di partenza.

Quando affermo che il meglio deve ancora venire vedo nei volti di chi ascolta un disorientamento, come se risultassero spiazzati nel loro modo di vedere le cose, vista la loro abitudine a colloquiare in negativo. Gli effetti positivi, nei volti delle persone, non tardano comunque a manifestarsi, poiché questo risuona nel profondo facendo affiorare un po’ più di fiducia nel prossimo.

Non aspettiamoci grandi cose, magari verranno anche e magicamente risolveranno ogni nostro travaglio ma, nell’attesa di questo, non rimaniamo con le mani in mano e cominciamo invece a costruire ponti, perché la vita è una rete e visto che dove questa rete è interrotta vi è malattia e malessere, vale la pena invertire la rotta.

Per far sì che questo accada bisogna coltivare ciò che unisce senza se e senza ma, questi sono i ponti di cui parlo, ponti che siano in grado di farci vedere più lontano, facendoci percepire che il meglio deve ancora venire, ma soprattutto di divenirne consapevoli andando oltre la frase ad effetto.

Non costa nulla affermare che il meglio deve ancora venire, lasciando da parte tutte le paure che innescano circoli viziosi dai quali non se ne esce con il pessimismo. Capisco che l’attaccamento al negativo possa essere difficile da abbandonare, ma le possibilità che può dare una coscienza orientata al bello sono infinite.

Cambiare è faticoso, ma lo è ancora di più perseverare nella cristallizzazione di ciò che, solo in apparenza, non può mutare. Quindi, diamoci da fare, c’è un mondo da scoprire e se saremo sorretti da un po’ di fiducia sarà un bellissimo viaggio, perché l’energia segue il pensiero, se mai qualcuno se lo fosse scordato.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.