Il meccanismo dello “zerbino”. Quando l’ho visto “da fuori”…

il-meccanismo-dello-zerbinoProseguiamo con l’analisi delle immagini karmiche nei rapporti di coppia: il meccanismo dello “zerbino”.
Non parlo di luoghi comuni, ma di esperienze dirette, che ho vissuto e compreso. Grazie alla meditazione, nel tempo ho preso coscienza di alcuni miei meccanismi, li ho superati e la mia vita è cambiata; altri sono ancora inconsci e ci dovrò lavorare, ma intanto può essere utile condividere con voi le esperienze che ho vissuto.
Per parlare del meccanismo dello “zerbino” vi racconto una esperienza molto particolare. Un giorno ero in un giardino a parlare con una ragazza che mi piaceva, le stavo raccontando “le solite cose” quando a un certo punto… la mia coscienza è uscita dal corpo! Improvvisamente mi sono ritrovato di fronte alla panchina e vedevo me stesso che parlava con lei.
Vedendomi da fuori ho riconosciuto il modo in cui le parlavo, che era lo stesso di chissà quante altre volte… è stato bruttissimo. Ricordo il mio stupore misto a scoramento: “Noooo, ancora queste cose?”, “ma basta!!!!”… mi facevo venire il latte alle ginocchia da solo.
L’incredibile è che nel mio “film”, cioè fino a quando non l’ho visto così chiaramente, ero convinto di conquistarla proprio con quegli argomenti e con quel tono di voce. E mi stupivo se lei si allontanava invece che sentirsi attratta.
Ma va!!! Che strano!?! Ma come mai? Forse non ha capito le mie “vere” intenzioni???
No no, ha capito benissimo, o meglio razionalmente potrebbe anche non avere capito, ma istintivamente ha sicuramente percepito l’energia irritante del meccanismo, ed è fuggita.

Nello specifico ho visto in me il meccanismo dello “zerbino”. Più o meno il senso delle mie parole era: “che bello tutto quello che dici e tutto quello che fai…”, “se ti serve qualcosa io ci sono… ” , “facciamo quello che vuoi…”, ecc.
A quel tempo mi sembrava una bella cosa, la ascoltavo ed ero disponibile, cosa si può volere di più? Il problema è che forse ero troppo disponibile, c’era qualcosa di distorto. Mi sono reso conto dopo che l’energia di questo meccanismo è “bisogno di attrarre per legare a sé”, che è opprimente e soffocante.
Parlando per luoghi comuni, succede poi che magari lei si allontana da te per andare col solito “stronzo“, che non la considera neanche!?! In genere avviene così, ma vi siete mai chiesti perché? Perché quello che chiamiamo lo “stronzo” in realtà semplicemente è più centrato in sé stesso, non si aggrappa all’altro, che così non si sente oppresso.
Non è che lo “stronzo” sia libero da meccanismi, probabilmente ha proprio il meccanismo dello “stronzo”, che avrà altre cause e altri effetti rispetto a quello dello zerbino. Esistono diversi tipi di meccanismo e ognuno elabora il suo in base al karma che deve affrontare. Scoprirete che nei rapporti di coppia ci si attrae anche per i propri meccanismi, ma di questo parlerò in un prossimo articolo dal titolo: “Cosa ci unisce? Cosa ci divide?” .
Il funzionamento dei meccanismi è semplice: dall’immagine karmica sorge un pensiero distorto, ammantato di nebbia, che fa credere che quel tipo di atteggiamento darà i risultati desiderati; mentre l’immagine già sa che condurrà proprio alla sofferenza e alla solitudine che “lei” desidera!!! Questo circolo vizioso va avanti fino a quando non lo si vede, perché non si può cambiare quello che non si conosce.
Per vederlo bisogna riuscire ad andare oltre le nebbie della personalità, avere una visione distaccata di sé, come io l’ho avuta “casualmente” quel giorno nel parco. Ma guardate che quello è stato un episodio eclatante, normalmente la presa di coscienza avviene naturalmente man mano che ci si libera dalle proprie illusioni.
Per capire chi siamo e da cosa dobbiamo liberarci, la scienza esoterica ci spiega che l’uomo è suddiviso in 3 strati principali: il Sé superiore (nucleo), ricoperto dalla personalità con i suoi attaccamenti, il sé inferiore, e allo strato esterno c’è la maschera che serve per coprire l’egoismo del sé inferiore e mostrare agli altri un’immagine più accettabile.
La meditazione aiuta ad andare in profondità, oltre la maschera, oltre il sé inferiore, fino a riconoscersi nel vero Sé: “yoga citta vritti niroda”. Qui la visione è pura e distaccata.
È stato il Sé superiore che mi ha mostrato la maschera (la disponibilità esagerata), che copriva le vere motivazioni del sé inferiore(attrarre a sé la persona per legarla).

Quando si parla di espansione di coscienza, di consapevolezza di sé, in realtà è proprio questo, avere una visione non annebbiata e distaccata che ti permette di vedere queste dinamiche con obbiettività.
Coltivate la meditazione, fate cadere i chitta vritti, e vedrete le maschere e tutto quello che c’è dietro. È questo che vi fa soffrire, non gli altri. Gli altri agiscono semplicemente in conseguenza ai vostri meccanismi.
La consapevolezza di ciò non è così diffusa e questo è il motivo per cui i rapporti tra gli esseri umani sono così incasinati e spesso producono sofferenza… come vedete non sono luoghi comuni.

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.