Il Karma, si srotola come un tappeto davanti a noi – prima parte

KarmaIl Karma è la Legge di Causa e Effetto semplice no? Basterebbe citare il secondo principio della dinamica di Newton dove la forza risultante applicata a un corpo è uguale al prodotto tra la massa del corpo e la sua accelerazione, oppure la Legge di Archimede per il quale un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto uguale al peso del liquido spostato… basterebbe, ma si vede che non basta, perché l’essere umano non desidera prendersi la responsabilità della propria vita e di conseguenza avvicinare, perché unire mi sembra veramente troppo, la Causa con l’Effetto… proprio non ce la fa, anche perché non è neanche nella condizione di sentirne l’esigenza.

Il Karma è l’impulso ad agire, semplice no? Anche in questo caso l’essere umano troverà le sue belle difficoltà, perché rendersi conto che il proprio agire si basa su quanto vissuto in precedenza non è così scontato anzi, tutto questo appare come una impresa titanica, uno sforzo sovrumano al di là di ogni umana comprensione… l’essere umano, per sua natura, deve rendere tutto più difficile cercando soluzioni fantasiose e arzigogolate pur di dimostrare il contrario, soluzioni che lo porteranno a faticare maggiormente pur di essere confermato nella propria ignoranza.

Negare l’evidenza del Karma è uno sport di dimensioni planetarie, d’altra parte, l’ignoranza umana, la non conoscenza delle Leggi della Vita, giustifica tutto questo, risultando a volte imprendibile e difficile da riportare a miti consigli, visto che potrebbe vincere un Gran Premio ippico tanto è in grado di galoppare. L’anima, in tutto questo, possiede una pazienza infinita cercando costantemente di limitare i “danni” dati dal Karma, in modo tale che i veli dell’ignoranza si squarcino, riportando il tutto nel recinto della consapevolezza e del buon senso.

Il Karma non può non essere compreso se non per prove ed “errori”, le nostre vite ne sono una testimonianza visto che non si può cambiare ciò che non si conosce, quindi che cosa ce ne facciamo dell’ignoranza, di questo inutile orpello nel quale incespichiamo continuamente per poi dare sempre la colpa ad altri? Meglio che si spenga come si è accesa, anche se togliere all’essere umano questo paravento non è così semplice, un paravento che rappresenta la causa della propria sofferenza. Tutto nella norma in ogni caso, perché, in fin dei conti, rappresenta ciò che si conosce maggiormente, un “tesoro” da custodire gelosamente, vedi mai che lo si perda per strada.

Il Karma è in ogni caso indimostrabile, potremmo citare tutte le leggi possibili, ma se a queste non faremo seguire l’esperienza sul campo le parole resteranno tali, sospese nell’aria senza avere la possibilità di penetrare nella materia, impedite nel dare luogo ad un vissuto in grado di orientare adeguatamente le nostre vite. Si parlerà in questo caso di “sfiga”, perché tutto quello che l’essere umano non conosce viene liquidato con questa parolina, una specie di supercalifragilistichespiralidoso valido per tutte le occasioni, da tirare fuori come un passepartout per aprire tutte quelle porte che ci consentiranno, almeno nelle nostre illusioni, di sfuggire da noi stessi.

Il Karma è più semplice di quello che sembra… ma ci vuole “Karma” come direbbero i miei allievi romani ma per il momento mi fermo qui rimandandovi alla seconda parte di questo articolo che verrà pubblicato a breve su questo portale e alle conferenze di presentazione di Energheia prima scuola italiana di formazione per Terapeuti Esoterici presente in 8 sedi italiane http://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.