Il Karma, si estingue con la compassione – seconda parte

il karma si estingue 2parteIl Karma è più semplice di quello che sembra. Ci eravamo lasciati nella prima parte con questa affermazione e ripartiamo da qui, infatti non serve rintanarsi nella propria ignoranza per farlo recedere dai suoi intenti… è uno “sporco” lavoro e qualcuno lo deve fare. Capisco anche la sofferenza di coloro che, bisognosi di dare un senso alla propria vita, sono alla continua ricerca di un alibi rispetto a ciò che stanno vivendo, magari facendosi predire il Karma delle vite precedenti che, guarda caso, sono ricche di Re e Regine mentre, anche in questo ambito, si fa molta fatica a trovare valenti artigiani, come per esempio gli idraulici.

Spero che non sia il vostro caso, perché non vi occorre nessuno che vi dica chi siete stati e che cosa dovete fare, chi conosce il Karma non ve lo dirà, proprio perché è a conoscenza dell’importanza della responsabilità personale, mentre invece sono proprio quelli che non lo conoscono che hanno bisogno di fare del Karma una modalità per fare proseliti.

Se doveste incontrare qualcuno/a con queste caratteristiche lasciate perdere perché vi stanno depredando della fatica necessaria per comprendere la vostra vita, probabilmente perché qualcuno/a se ne vuole impossessare… anche questo è Karma, ma è meglio rimanere vigili cercando di cogliere il fatto che nulla ci è precluso e che possediamo in ogni momento quanto necessario per affrontare ciò che la vita ci offre come esperienza.

L’ignoranza è pregna di aspettative e illusioni, lo verifichiamo costantemente nelle nostre vite, le cose non vanno mai completamente come noi desideriamo, per poi sentirci delusi e frustrati. Tutto questo perché ci manca qualche pezzo del puzzle e il disegno incompleto non renderà chiaro che cosa stiamo percependo. Il Karma ci rimanda anche al fatto che ciò che si semina si raccoglie, semplice no? A parole siamo quasi tutti d’accordo ma nei fatti?

Nei fatti pensiamo di seminare, per esempio, delle fragole, mentre nella realtà si trattava di cetrioli e, udite udite, al momento del raccolto ci siamo trovati davanti a dei bei cetrioli… pensate a questo punto come è crudele la vita a comportarsi in questa maniera. L’esempio può apparire banale ma ben rappresenta la tragedia umana, e a me il Karma piace raccontarlo anche in questa maniera.

Quindi raccoglieremo cetrioli, esattamente ciò che abbiamo seminato, ma l’essere umano non ce la fa a starci “dentro”, cominciando a prendersela con una vita che non gli consente di dimostrare quanto vale, negandogli soprattutto le ambite fragole, per il cui conseguimento si è fatto poco o nulla, perché se semineremo aspettative e illusioni raccoglieremo di conseguenza, e anche questo è Karma.

Che dire a questo punto se non ribadire il fatto che la vita è oggettiva e che bisogna fare sempre con quel che c’è (rappresentando una modalità intelligente per affrontare la vita)? A fare con quello che non c’è, alimentatati dalle nostre illusioni, produrremo sofferenza e ulteriore Karma, semplice no? Cerchiamo di accoglierla questa vita, la quale possiede solamente il “torto” di mostrarci dove possiamo migliorare… e poi con i cetrioli si possono fare tante ricette gustose, e la creatività che potrà emergere nell’inventarsi nuovi piatti dove la mettiamo? Al servizio dell’anima naturalmente, dove anche questo è Karma.

Ma se volessimo veramente le fragole? Siamo disposti a fare noi ciò che vorremmo facessero gli altri? La vita è sempre a disposizione per dispensare doni e diminuire il Karma, perché il Karma non è né positivo né negativo, semplicemente è ciò che dobbiamo vivere come “subìto”, perché in precedenza lo abbiamo agito, dovendo vivere su di noi gli effetti, perché non si può cambiare ciò che non si conosce.

Il Karma si esaurisce mettendosi nei panni degli altri così da maturare compassione… che eravamo sempre noi, in un altro palcoscenico con abiti e ruoli diversi, ma la sostanza non cambia, e se volete saperne di più vi rimando alle conferenze di Energheia, prima scuola italiana di formazione per Terapeuti Esoterici, presente in Italia con 8 sedi:

http://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs

Per consultare la prima parte dell’articolo clicca qui

Ti potrebbe interessare

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.