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Il divino in noi

La divinità è pensabile in ogni essere umano, ogni religione ha presupposto il principio della nostra eternità, ma chi siamo noi in realtà? La Saggezza Antica con i suoi trattati illuminanti ci indica che siamo Anime che stanno sperimentando la materia. Non solo stiamo verificando la sostanza materiale, ma la stiamo rendendo sacra. Formati da corpi con atomi di sostanza a gradazione diversa, ognuno più sottile del precedente, agiamo nel mondo attraverso la nostra energia. È attraverso la vita quotidiana che possiamo esprimere il divino in noi, in ogni piccolo gesto fatto con amore disinteressato, manifestiamo la scintilla divina che risiede al centro del nostro petto, Atman, come la definiscono i testi sacri . La scintilla divina ha una vibrazione così raffinata da non potersi manifestare direttamente sul piano fisico. Pertanto riflette sé stessa in un’anima umana individualizzata. L’anima, a sua volta, si riflette nella personalità umana con i suoi corpi fisico-eterico, emotivo e mentale. Attraverso la personalità l’anima prosegue il suo processo di reincarnazione fino al punto in cui l’individuo riesce a manifestare perfettamente la qualità dell’anima sul piano fisico, la qualità divina della scintilla di Dio.

Noi esseri umani dimentichiamo, o per meglio dire, non siamo consapevoli di essere divini, infatti ci identifichiamo con il nostro corpo fisico, perché è quello che riconosciamo, lo sentiamo e lo percepiamo, come l’unico corpo che abbiamo. Il corpo Causale che è la sede del nostro Angelo Solare è qualcosa che sta da qualche parte e attualmente la maggioranza dell’umanità non lo sente, non lo riconosce come la parte più elevata di sé stesso. Ed è questa mancanza di conoscenza che ci impedisce di esprimere la nostra divinità. Allo stato attuale proprio per la forte resistenza del piano fisico denso, che è una limitazione alla nostra natura divina, si manifesta nella maggior parte degli uomini una grande forma di egoismo. Ed è attraverso il nostro agire egoistico che oggi il nostro bellissimo Mondo non è un’espressione molto evidente di divinità. Attraverso il processo evolutivo, dobbiamo svolgere il nostro proposito che consiste nella spiritualizzazione della materia. Noi siamo spirito nella materia, spirito in incarnazione ad uno stadio piuttosto basso, ed è proprio il processo evolutivo che ci permette di spiritualizzare la materia dei nostri corpi e in questo modo la materia stessa. E per questo motivo siamo sulla Terra: per imprimere nella materia dei nostri tre corpi (fisico-eterico, astrale e mentale) le qualità dell’anima, che è perfetta; perfetto riflesso, della scintilla di Dio. Questi corpi sono i veicoli che permettono allo spirito di esprimere se stesso a questo livello mediante l’Anima.

E’ l’Insegnamento dell’Eterna Saggezza, vecchia quanto l’umanità, proviene da un gruppo di uomini che hanno superato lo stadio umano e sono passati nel regno successivo, il regno spirituale. Sono i Maestri di Saggezza e i Signori della Compassione. Sono esseri umani come noi che hanno però sviluppato la loro coscienza fino ad includere i piani spirituali. Sul nostro pianeta vi è un numero di questi Esseri Illuminati che da migliaia d’anni vivono in silenzio, appartati ma nel mondo, vigilando attenti che l’evoluzione sulla Terra faccia i progressi necessari. Di tanto in tanto diffondono certi aspetti dei Loro insegnamenti che sappiamo assimilare e usare. Quello che la nostra mente bambina riesce a capire e il nostro corpo emotivo sentire e di conseguenza a mettere nel concreto delle nostre azioni quotidiane. Niente di quanto l’umanità è in grado di utilizzare con sicurezza ci è negato. Dipende perciò da noi in che misura queste istruzioni ci vengono trasmesse, in un determinato momento. Certo è che nel tempo presente la Vita ci sta spingendo ad una consapevolezza sempre più attenta, non solo ai bisogni del singolo, ma del gruppo umano a cui facciamo parte. Possiamo dire che per poter esprimere la nostra divinità dobbiamo per forza pensare, sentire ed agire in modo innocuo. È facile scriverlo e anche pronunciare la parola innocuità, non è così altrettanto semplice metterla in pratica, ma questa è la via, se vogliamo arrivare come disse qualcuno << Là dove osano le Aquile>>, magnifico uccello che rappresenta a livello simbolico la divinità dentro di noi, la nostra Monade, la scintilla di Luce Divina che siamo. Cerchiamo il Regno di Dio fuori da noi, in realtà questo Regno è sempre stato qui, ma dietro al velo; è composto da uomini e donne che, mediante l’espansione della propria coscienza e mostrando perciò la propria divinità, si sono predisposti per poter far parte del Regno di Dio, il Regno Spirituale.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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