Il bosco lussureggiante della vita

Bosco_lussureggiante_ArtC’era una volta un bellissimo bosco incastonato in una vallata meravigliosa ove l’azzurro del cielo, il verde della vegetazione e i colori vividi dei fiori sembravano comporre una struggente sinfonia in cui il sole, con le sua luce, dipingeva varie  e cangianti sfumature cromatiche nel corso della giornata. Il cinguettio degli uccelli, lo stormire delle fronde e lo scorrere delle acque limpide e trasparenti dei ruscelli arricchivano poi e completavano in modo mirabile l’intera scena.

Un grosso elicottero, con a bordo un’intera scolaresca di bambini, volteggiava sulla valle.
I bambini erano compresi della bellezza del paesaggio e immersi in quella visione, senza avere contezza d’altro. Il pilota era atterrato in un pianoro in mezzo al bosco e aveva fatto sbarcare i bambini insieme al loro Maestro, ripartendo subito dopo. Il Maestro accompagnatore si era seduto in mezzo al pianoro, sotto la fresca ombra di un albero, e aveva invitato i bambini a disperdersi e  ad esplorare il bosco circostante. Quando lo avessero voluto, i bambini sarebbero potuti tornare alla base, ma avrebbero dovuto trovare la strada da soli. In ogni momento tuttavia i piccoli avrebbero potuto, volendolo fortemente, mettersi in contatto con il Maestro con una tecnica particolare che era stata loro insegnata.
I bambini correndo e saltando penetrano nel bosco e si immergono  nel fitto della vegetazione. La penombra iniziale si trasforma in una oscurità crescente, il buio incombe, la gioia muta in curiosa attenzione e in una ansiosa attesa degli eventi. Poi il loro centro di consapevolezza si rimpicciolisce sempre più e si ritrovano nella stessa dimensione ove vagano i parassiti e i saprofiti del sottobosco.

Ovunque sopra e attorno a loro  strati di foglie secche in decomposizione, cumuli di materia morta e putrescente, fetore, umido in cui si aggirano esseri striscianti, molli e rivoltanti che si nutrono di morte. Ora  è buio totale, paura, disperazione, mera lotta per sopravvivere nello sfacelo che li circonda. Ogni ricordo della luce e della gioia passata è ormai lontano, e non si rammentano nemmeno più del Maestro che li attende e della tecnica per mettersi in contatto con lui. Si chiedono quale sia il senso della loro vita e non riescono a trovarlo. Passano così diversi eoni di tempo durante i quali fanno diverse esperienze nei vari strati del sottobosco, ma sempre immersi nel dolore e nelle varie sfumature della putredine.

Ogni tanto però un raggio di luce penetra attraverso il buio e li rischiara. Un attimo di trasalimento, un lampo, la nostalgia di una passata grandezza e di una dimenticata bellezza li assale, poi si rituffano nella solita melma, che per loro è ormai ben nota e quindi rassicurante. Trascorrono altri eoni di tempo, ormai si sono impadroniti di quella realtà dimensionale e dei suoi meccanismi, ma non si avvedono che il loro centro di consapevolezza si sta accrescendo e che la loro altezza da terra sta aumentando. C’è ancora molta oscurità, ma c’è meno odore di morte intorno, e soprattutto i raggi del sole penetrano sempre più attraverso il fogliame per rischiarare la scena. Cominciano così a  ricordare qualcosa, a pensare che il loro penoso peregrinare attraverso le pieghe della materia possa avere un senso ad essi ancora ignoto, a cercare come mettersi in contatto con quel Maestro che li attende pazientemente e di cui avvertono ora il richiamo.

Il tempo passa ancora, adesso si aggirano con sempre maggiore sicurezza nei meandri del bosco, che diventa sempre più rassicurante per loro e talora anche bello, con quel sole che si intravede tra il fogliame, anche se stranamente le prove e i pericoli non diminuiscono, anzi sembrano aumentare. Ma ora si trovano con una bussola infallibile in mano che li dirige e li fa sentire inseriti in un contesto: è la bussola di chi non si sente solo e abbandonato a se stesso, ma sa per certo di essere considerato e amato, di chi sa che il suo cammino ha un significato, anche se ancora non ne intravede  finalità e punto d’arrivo. E allora si volge indietro a dare una mano  e ad offrire una testimonianza a chi non ha ancora capito, a chi ancora si aggira più in basso nelle pieghe del male a procurare e ricevere dolore. Adesso nella vita del bosco è tutto chiaro, il passo è sicuro, il richiamo più forte, sino a quando si ritrovano tutti di nuovo sul pianoro, anche se in momenti diversi, ognuno coi suoi tempi! E la voce del Maestro si ode forte e chiara:  “Finalmente, Figlio mio, era ora!! “

L’elicottero è venuto a riprenderli. Adesso sono risaliti in alto e dall’alto rivedono la scena iniziale.

Sono felici e gioiosi come lo erano prima della discesa nel bosco, ma ora la loro gioia si è fatta matura e consapevole, non più ingenua e infantile come in precedenza. E improvvisamente un lampo attraversa la loro mente: il bosco non potrebbe esistere senza il sottobosco, la Luce senza le Tenebre, il Bene senza il Male, che non ha realtà ontologica, ma è per l’appunto funzionale al Bene!!  Resta ancora una domanda, che è la chiave di volta di tutta la nostra storia, e che i passeggeri  rivolgono al Cielo:
“Qual è, o Padre, il senso dell’umano errare nelle pieghe del Creato attraverso i tempi? “
La risposta non si fa attendere: “ Attraverso di voi, figliuoli, che siete parte di me, e che da me siete partiti, piccole scintille del mio grande Corpo di Luce, io  ho esplorato la mia stessa creazione, penetrando nei suoi più reconditi anfratti, ed espandendo così la mia Coscienza. Io vi ho amati senza limite per questo, e voi da minuscole faville quali eravate siete ora simili a me, mari di fuoco in grado di creare Universi. Siate benedetti per sempre, la mia Gloria è anche la Vostra!!”

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Giorgio Minardo

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo nasce a Modica il 26-02-1951. Sin dall’infanzia rivela una grande curiosità e voglia di conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e si appassiona allo studio della Geografia, della Storia, della Lingua e Letteratura italiana, della Filosofia, delle Scienze Biologiche. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1977 a Bologna, ove consegue anche la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Comincia a interessarsi alla filosofia esoterica sin dai primi anni '80, prima attingendo all’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze '77, poi estendendo la sua ricerca sia alla Tradizione sia Orientale che Occidentale, specialmente “rosacrociana”. Si diploma in Omeopatia nel '99, cercando di coniugare le sue conoscenze con la professione di medico e nasce così l’interesse per la Medicina Olistica. Consegue il 2° livello di Reiki nel 2003, in seguito approfondisce la conoscenza del Raja Yoga diplomandosi nel 2010 alla Scuola Energheia di Terapia Esoterica, creata dal Maestro Massimo Rodolfi, fondatore dell’Associazione Atman e della Draco Edizioni. Ha frequentato e frequenta tuttora i corsi di Agnihotri. Si occupa anche per diletto di estetica letteraria e musicale.