Il bene,il bello ed il vero – seconda parte

Nel precedente articolo abbiamo cercato di comprendere cos’era il bene, adesso cerchiamo di capire un pochino meglio il bello.

Il bello direi che è soggettivo, infatti quello che può essere bello per noi, per un’altro individuo può sembrare brutto: esso è oggetto solo dei sensi o anche del pensiero? Il bello sembra riguardare tutti i piani dell’esistenza, quello degli oggetti come quello del pensiero: il bello è nell’espressione di oggetti concreti, come un quadro o una scultura, e nell’aspetto ideale in quanto un’opera d’arte è tanto più bella quanto più riesce a risvegliare le emozioni ad essa legate. Guardare un paesaggio naturale e la sua magnificenza, stimola in noi pensieri ed emozioni a volte travolgenti, portandoci in anfratti della nostra coscienza che magari non sappiamo di avere; lì sono sepolti dei ricordi che immancabilmente riaffiorano, come pensieri ed emozioni.

Nell’ epoca passata, per Aristotele gli elementi del bello sono “l’ordine, la proporzione, il limite. La fonte del bello è nel senso innato del ritmo e dell’armonia e nell’istinto d’imitazione, raffinato da due facoltà:vedere le cose con chiarezza e rappresentarsele con perfetta obiettività”.

In tempi più moderni per Benedetto Croce: “Il bello non è un fatto fisico, non ha nulla a vedere con l’utile, col piacere, col dolore, con la morale, non è oggetto di conoscenza concettuale; è dunque ciò che produce uno stato d’animo libero da ogni interesse pratico o logico, un’impressione che si esprime in una pura immagine, oggetto di intuizione, che è conoscenza immediata e fantastica d’un momento di vita dello spirito”.

Nella Sapienza antica il bello corrisponde al Figlio, al quarto chakra che ha una sua corrispondenza nel terzo. Qui per bello intende la qualità della vita che conduciamo o che ci permettiamo di condurre. E’ sempre un altro attributo divino, ma nello specifico riguarda proprio la qualità della vita, per cui la qualità dell’energia che l’anima manifesta. “La Vita è l’energia che esprime la volontà-di-bene divina; la Qualità è l’energia che manifesta l’anima, oggi attiva soprattutto nel desiderio e nella determinazione di tutti gli uomini, di qualsiasi livello evolutivo, di godere di ciò che ritengono bello. Ma il ‘bello’, così come i desideri umani, varia moltissimo: tutto però dipende dal modo di considerare la vita di chi desidera, e dal suo grado di sviluppo. L’incapacità di conseguire ciò che si ritiene bello’ determina per ciascuno una predisposizione alla malattia, dovuta all’attrito interiore che così si produce. La maggioranza degli uomini, dato l’attuale stadio evolutivo, si ammala a causa dell’attrito provocato dal loro correre verso il ‘bello’ — che pure è un impulso evolutivo cui sono costretti in quanto sono anime e soggetti all’influsso qualitativo del secondo attributo divino”.

L’umanità media, offre attrito all’aspetto divino del bello e rimane polarizzata sull’apparenza e non sulla qualità, per cui si ferma su ciò che appare che è comunque ingannevole. Continuando a desiderare nella vita qualcosa che è fittizio, bello magari sì, si rimane comunque all’interno di ciò che è illusorio: la forma. Devo poter aspirare a qualcosa che va oltre la forma, che mi metta in contatto con la qualità (Anima), affinché possa poi manifestarla. Come fare, se impedisco a questa qualità di manifestarsi?

Il bello agisce sull’uomo tramite il centro del cuore, e l’attrito è causato dall’inefficace reazione del centro del plesso solare. Lo si elimina e si evoca la giusta rispondenza, quando le forze di Manipura salgono a unirsi all’energia del centro del cuore Anatha. Dando la possibilità alla mia anima di manifestare la sua qualità, attraverso una manifestazione creativa, l’anima tenderà a poter progettare e creare delle cose inerenti alla sua frequenza. Realizzando i tre aspetti divini di vita-qualità – apparenza, con il “bene-Vita”, “il bello-Qualità” arriviamo ad esprimere “il vero-Apparenza”.

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.