Il bene, il bello e il vero – prima parte

Pensando a questi tre termini il bene, il bello ed il vero,  mi sono fatta una domanda: cosa vogliono enunciare veramente? Da un punto di vista generico, col termine bene si indica tutto ciò che agli individui appare attraente e tale che possa essere considerato come fine ultimo da raggiungere nella propria esistenza. Questo è l’aspetto “morale” del concetto di bene; ma nella storia della filosofia è stato avanzato anche un significato “ontologico” con Platone e i suoi successori che stabilivano un’ assimilazione tra Buono, Bello e Vero. ( Kalokagathia) L’espressione kalokagathìa indica nella cultura greca del V secolo a.C. l’ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo.

Alice Bailey nel Trattato dei sette raggi vol. 4 le esprime con la legge IV che dice:

Legge IV : “La malattia, sia fisica che psicologica, è radicata nel bene, nel bello e nel vero. È la distorsione di possibilità divine. L’anima, quando cerca di esprimere in pienezza un aspetto divino o una realtà spirituale interiore, e ne è impedita, determina nella sostanza dei suoi veicoli un punto di attrito. Qui si affigge lo sguardo della personalità, e ne consegue la malattia.

L’arte del guaritore sta nell’elevarne gli sguardi, prima volti in basso, a contemplare l’anima, il Guaritore entro la forma. Il terzo occhio, spirituale, dirige allora l’energia, e tutto procede bene.”

Nel gergo comune essi significano tutto ciò che è armonioso, gentile, veritiero e autentico. Quando vediamo un bellissimo paesaggio, un lavoro fatto in modo corretto e quando esprimiamo un concetto veritiero, stiamo scoprendo, il bene, il bello ed il vero.

Entrando più in profondità di queste tre definizioni ci accorgiamo che non sono solo termini, ma esprimono qualcosa di molto più importante, di più profondo, stiamo agendo attraverso i tre attributi Divini per eccellenza,essi sono, così intrecciati fra loro da diventare inseparabili. Bene, bello e vero sono i componenti primi di quella che si definisce coscienza, e come tali diventano le chiavi di volta da cui partire, le basi  della percezione di sé e del mondo.

Cercando di capire al meglio la Legge IV vediamo che: la malattia sia fisica che psicologica è radicata sia nel bene, nel bello e nel vero. Cosa sono il bene, il bello e il vero? Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Ogni essere umano è mescolato con queste tre potenze, che sono le tre forze  fondamentali. Nel trattato dei sette raggi la Bailey ne fa una descrizione accurata.

Il bene corrisponde all’anima, al Padre, al settimo chakra il quale trova corrispondenza alchemica con il primo chakra.  Cos’è il bene? Non è forse l’espressione della volontà-di-bene? E questa volontà di-bene non dovrebbe attuarsi sul piano fisico come buona volontà fra gli uomini?

Non è probabilmente possibile che l’anima, nella sua costante ricerca di conformarsi sul piano Causale (il suo mondo), al Piano che promuove la divina volontà-di-bene, spinga sulla sua triplice espressione, la personalità, affinché esprima buona volontà, quando sia attiva e funzionante e al giusto stadio evolutivo? Tuttavia la forma, ancora inadeguata ad esprimere il desiderio divino, oppone resistenza e così si genera immediatamente attrito e ne consegue la malattia. L ‘attrito produce poi una reazione secondaria, portando a condizioni psicologiche cui diamo il nome di depressione, complesso d’inferiorità e senso di frustrazione. Il Bene, inteso quale particolare fonte di malattia, agisce specialmente su chi è di natura mentale.

Da quanto sopra esposto sembra evidente che il Bene nella filosofia esoterica voglia esprimere un concetto molto elevato, quale quello che stiamo manifestando l’energia o forza del Padre cioè la Volontà per eccellenza quella pura, quella che trasforma la determinazione egoistica, in buona volontà fra gli uomini. L’insegnamento occulto ci dice che il Padre ha come caratteristica qualitativa Volontà- Potere, quindi giochiamo nella vita queste due attributi divini, e oggi li manifestiamo ancora egocentricamente; sarà solo eliminando le parti oscure all’interno della coscienza che potremo veramente esprimere il Bene, così da diventare bello perché il bene non può che trasformarsi in bello e vero.

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.