Il bello esiste

il bello esisteIl bello esiste e va ricercato continuamente senza mai arrendersi a ciò che sembra non cambiare mai, semplicemente perché non viene osservato con la leggerezza di un cuore provato da molte esperienze. Bisogna possedere un vissuto pregno di alti e bassi, attraverso le vicissitudini di una Vita che non ci ha mai fatto mancare quanto necessario, ponendoci a contatto con la possibilità di toccare il cielo con un dito, per poi cadere rovinosamente a terra e, doloranti, rinfocolare l’aspirazione a quel cielo che, solo poco tempo prima, sembrava non ci potesse mai sfuggire.

Ma quanto è difficile, al di là delle parole, rimanere saldi in una condizione d’ignoranza, non perdendo mai di vista quel bello che abbiamo vissuto nelle nostre vite, senza però mai abbracciarlo completamente, avendo la sensazione di perderlo continuamente. Ci si sente smarriti e abbandonati, ma queste sono le condizioni necessarie così che i nostri cuori possano trovare l’amore che li compone, un amore che, con il suo calore, è in grado di diradare le nebbie illusorie di una personalità che tende a vedere solo ciò che le fa comodo.

Il bello, per essere colto, deve essere vissuto in prima persona nelle nostre vite, altrimenti, pur essendo costantemente presente, non potrà essere riconosciuto, il tutto condito da tutta una serie di lamenti e recriminazioni su come le cose dovrebbero andare. Facile lamentarsi, a volte impossibile non farlo, ma nonostante tutto, dentro e fuori di noi, il bello è presente comunicandoci costantemente la bellezza di un creato che, solo un cuore miope non è in grado di cogliere.

Non aspettiamoci il miracolo della caduta della manna dal cielo, visto che finora pare sia caduta solo una volta tanti anni fa, meglio fare con quello che c’è, perché l’illusione umana vorrebbe attrarre molto di più rispetto a ciò che può integrare. Il rischio è quello di “disperdere” le benedizioni, non avendo costruito nel frattempo il recipiente adeguato in grado di raccogliere i doni che la Vita non vede l’ora di dispensare. Bisogna guardare a terra, dove si poggiano i piedi, altrimenti guardare sempre in alto ci farà calpestare proprio quei doni che ci sentiamo di meritare.

Qualche giorno fa, parlando con una persona che mi chiedeva un consiglio, le facevo presente la necessità di vivere nella bellezza, come soluzione ideale per il superamento dei propri problemi. Il bello nutre la parte più elevata della nostra coscienza, ne amplifica le capacità terapeutiche aumentando la radianza dell’aura, sulla quale si potranno infrangere le energie più basse che non possiedono la frequenza adeguata per superare quella barriera. Il bello è presente ovunque, bisogna affinare una frequenza che sia in grado di riconoscerlo nel tumulto della vita quotidiana.

La Vita è adesso e bisogna averne cura, solo in questo modo potrà crescere e fortificarsi. Il bello nasce da cure costanti, nel tendere continuamente verso di esso malgrado le malie del male. Patanjali, codificatore del Raja yoga, disse che quando sorge un pensiero contrario allo yoga bisogna esprimere il pensiero opposto. Niente di più vero, perché questa pratica è in grado di schiudere il Sentiero Spirituale, quello vero, quello che ci rimanda alla nostra responsabilità, quello che non ci dà scampo, perché l’amore è chiarezza e non tutti la desiderano.

Il bello, per quanto auspicato, è molto temuto, rappresentando ciò che conosciamo meno, per questo lo viviamo più nelle parole che nei fatti. Forza e coraggio, questa sì che è una prova ardimentosa, un viaggio all’interno della nostra coscienza durante il quale stanare il brutto così che non possa più inquinare le nostre vite. Non possiamo assuefarci al brutto, avvoltolati su di esso, aderiamo al bello con tutto quello che comporta, senza avere il timore di abbandonare chissà che cosa, perché c’è solo da guadagnare, visto che il bello è il miglior investimento che potessimo fare.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.