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Ignoranza e Sapienza

Ignoranza_e_Sapienza_300_0Ignoranza e sapienza rappresentano l’insipido e il sapido, due diversi momenti sulla linea in divenire di un apprendimento inizialmente forzato e in seguito sempre più intelligente che può giungere fino alla saggezza, quando la conoscenza si apre a tutte le note del cuore. È come ritrovare la via di casa dopo aver perso per un po’ l’orientamento, grazie alla luce dell’Intelletto che illumina e infine unifica le strade della materia. Se ci identifichiamo con tutto ciò che è transeunte, che ha solo una funzione temporanea, siamo veramente ignoranti, ben distanti dalla consapevolezza della nostra vera natura, proprio come i prigionieri nella caverna del mito di Platone.

Quando cominciamo a discriminare il diverso fruscìo del vento tra le foglie degli alberi nel giardino della nostra coscienza, cominciamo a sapere qualcosa in più di ciò che attiene alla conoscenza di una mente stabile e usata correttamente. Quando il sole dell’Anima dissipa tutta “la foresta delle nostre illusioni” e svela la visione del cuore, allora sorge la saggezza che custodisce i veri tesori della conoscenza. Nello YOGA l’ignoranza è “avidya”, quello stato di confusione e cecità mentale, causa di ogni impedimento e di ogni sofferenza.  È dovuta alla limitazione dello Spirito nella forma: la particella di energia divina è nascosta dai veli della materia, è immemore di Sé e solo attraverso una moltitudine di esperienze potrà acquisire quella conoscenza che le consentirà di aprirsi un varco verso la libertà.

Il desiderio di conoscenza spinge quindi, da un’esperienza all’altra e alla fine conduce al riconoscimento di a-sat (falsa esistenza) e allo svelamento della vera Esistenza, Sat, che è Consapevolezza suprema (Chit) e Beatitudine – compiutezza assoluta (Ananda).
È la ricerca della Verità, capace di affrancare dalla necessità del dolore, che dunque porta l’ignoranza a dissolversi nel “gran gioiello della discriminazione”: la sapienza arricchisce così il sapore delle nostre esperienze, è la giusta misura per ogni cosa in cui il “sapere” viene utilizzato per esaltare il gusto dell’esistenza e renderla migliore. Orientare i nostri pensieri e i nostri desideri verso il suo conseguimento è il modo migliore per realizzarla.

“Splendida e incorruttibile è la Sapienza,
facilmente è conosciuta da quanti l’amano
e si lascia trovare da quanti la cercano.
Per farsi riconoscere previene quanti la desiderano.
Chi si leva per essa di buon mattino non dovrà faticare,
perché la troverà seduta alla sua porta.
Pensare ad essa è suprema intelligenza,
e chi veglia per lei sarà presto senza pena;
perché essa va in cerca di quanti sono degni di lei,
nelle strade appare loro con benevolenza
e in ogni progetto va loro incontro.
Suo principio è un sincero desiderio di educazione;
la cura dell’educazione è amore;
l’amore è osservanza delle sue leggi;
il rispetto delle sue leggi è garanzia di incorruttibilità,
e l’incorruttibilità ci fa stare vicini a Dio;
così il desiderio di sapienza conduce al regno.
Se dunque, principi dei popoli,
vi dilettate di troni e di scettri,
onorate la sapienza, perché possiate regnare in eterno.” (Antico Testamento, Sap.6,12)

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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