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I sette vizi capitali… ovvero le virtù nascoste

I 7 vizi capitaliA volte le provocazioni possono indurci a una sana riflessione e aiutarci a comprendere meglio il nostro tribolare quotidiano. Infatti, non voglio vedere i sette vizi capitali come sette mannaie pronte ad abbattersi sull’incauto vizioso, vorrei riuscire invece a restituire ad ognuno dei sette vizi il germe educativo che contiene, affinché si possa utilizzare la nostra imperfezione come una interessante chiave di lettura, piuttosto che restare intrappolati in definizioni cristallizzate che ci rendono incapaci di redimerci e di svincolarci da inutili sensi di colpa.

Perché sette? Perché vizi? E perché capitali? Numero, nome e aggettivo nascondono una conoscenza che va al di là delle apparenze e che tocca le strutture più profonde della Vita, così come è, come evolve e si manifesta.

Perché sette? Il settenario è la norma che indica la percorribilità dell’esistenza dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, rappresenta la totalità dello spazio e la totalità del tempo; comporta uno stato di tensione in quanto indica un passaggio dal noto all’ignoto, attraverso sette stati di coscienza che tendono alla realizzazione finale della volontà di Dio. Dunque il numero sette indica allo stesso tempo il movimento e il compimento, la differenziazione e l’unità, la tensione del conflitto e la pace che scaturisce dalla sua soluzione.

Perché vizi? Perché indicano delle deviazioni, delle storture che disturbano le inclinazioni dell’Anima e vi si oppongono. Etimologicamente la parola “vizio” deriva da “vece” e questo ci fa comprendere meglio il senso: il male si presenta vestendosi da bene, facendone le veci, indossando una maschera, e invertendo la tensione ascendente in un precipitare senza scampo verso l’annientamento di ogni felice creazione… divenendo distruzione! Da qui lo scatenarsi dei conflitti che caratterizzano le nostre esistenze… quel briccone di Satana si è inventato tante insidie quanti sono i gradini fondamentali della scala della vita!

Perché capitali? Perché da questi sette vizi traggono origine tutti gli altri mali. Così come dalle virtù corrispondenti trae origine ogni sorta di grazia e di benedizione. Insomma, la prostituzione delle energie spirituali a fini materiali genera l’inversione della corrente divina operata dal male per il suo personale tornaconto: questa corrente continua ad attraversare comunque tutta la nostra vita benché spinga in senso contrario a quello originale. Ecco perché gli effetti dei sette vizi capitali non rimangono affatto ai margini della nostra esistenza e invece ne interessano pienamente ogni aspetto.

Secondo me i sette vizi capitali sono riconducibili a tre errori basilari, la prospettiva cambia quando la trinità suprema viene intesa alla rovescia. Quando l’energia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo viene illusoriamente privata della sua universalità ed è costretta a scorrere, ridotta e diminuita, nelle strettoie della personalità.

La SUPERBIA, l’ACCIDIA e la LUSSURIA riflettono bene questa realtà, cui si possono conformare gli altri quattro vizi, come specificazioni minori dello stesso sbaglio fondamentale.

La SUPERBIA, secondo me, è l’energia del Padre capovolta, paragonabile al desiderio frustrato del potere e della volontà divina che ancora non siamo in grado di comprendere, accettare e realizzare. Per fortuna… perché il potere del Padre nei nostri cuori ancora impuri sarebbe pericoloso come un ordigno esplosivo nelle mani di un bambino sprovveduto. Alla superbia assocerei l’invidia e l’ira, per la frustrazione e la rabbia che scaturiscono dal sentirsi incapaci di un volere autenticamente amorevole. Con tutto quel che segue. Quale antidoto migliore per la superbia che le parole del Padre Nostro che ci accompagnano in una dimensione fraterna in cui si condivide la necessità di essere liberati dal male?!

La LUSSURIA, secondo me, è la perversione estrema dell’energia del Figlio, che è Amore. Non sappiamo amare, non sappiamo ancora cosa sia veramente l’amore. Lo cerchiamo spasmodicamente. La fame di amore cerca di essere saziata nel soddisfacimento del desiderio e passa da un’esperienza all’altra nell’illusione di un nutrimento spirituale che non potrà mai essere elargito fino a quando continueremo a cercarlo senza saperlo riconoscere. E alla lussuria si associa la GOLA. Brama di cibo. Quando il desiderio diventerà aspirazione, finalmente si potrà tornare a casa, alla casa del Padre, cui si accede dalle porte del cuore. Lì troveremo il vero nutrimento. E finalmente non avremo più fame e non avremo più sete.

L’ACCIDIA, sempre secondo me, è lo svilimento più dannoso, la più grave dispersione delle energie della Madre, dello Spirito Santo. Il fuoco dell’attività intelligente e creativa si spegne, si avvita su se stesso, nel fango e nelle sabbie mobili di un atteggiamento remissivo, passivo, falso. Le ricchezze ricevute in dono per il nostro nutrimento in questa esistenza vengono prostituite e invece di servire la vita vengono utilizzate per assecondare le nostre paure, la nostra avidità. All’accidia ben si collega perciò l’avarizia. La via che questi due ultimi vizi capitali ci indicano è quella della generosità e dell’abbondanza, delle infinite risorse della vita, che non trattiene nulla per se stessa ma dona e si dona incessantemente senza paura di impoverirsi, anzi, rigenerando e rinnovando costantemente le sue ricchezze.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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