I presupposti della conoscenza

i presupposti della conoscenzaI presupposti della conoscenza, come dice la parola, prevedono anzitutto un desiderio (o aspirazione) e una capacità di conoscere che non si comprano a peso al mercato, ma si acquisiscono col tempo attraverso una precisa disciplina e una coscienza forgiata al calore del cuore. È proprio così che riusciamo infatti a distillare il frutto delle nostre esperienze alla luce di una realizzazione che si estende nello spazio dal micro al macro cosmo, in una perfetta unità in divenire. All’interno di questa unità lo yoga si compie nel gioco continuo dei tre aspetti alla base della manifestazione: vita, qualità, apparenza. In ogni campo dell’esperienza si attua incessantemente questa relazione alchemica che passo dopo passo conduce sempre di più all’interno della vita stessa.

Nell’ambito microcosmico, nel mio mondo personale, se sono in grado di distinguere le forme e l’aggregato di forze che con la loro natura, attività e ritmo, determinano il mio apparire e il mio agire nei mondi della materia, vuol dire che sono cresciuto abbastanza, che ho molto cercato, studiato e sperimentato, fino a scoprire la qualità delle energie che operano in me e attraverso di me, attraverso la mia espressione personale e i colori della mia coscienza. So quel che faccio, perché lo faccio e che effetto produco. Raggiungere un conseguimento di questo tipo è possibile solo grazie a una forte motivazione, un ascolto costante e una osservazione protratta nel tempo: requisiti inscindibili dalla pratica di una meditazione che aiuti ad allenare e disciplinare la mente e consenta un buon dominio psichico. L’attenzione consapevole va applicata ad ogni atto del conoscere per individuare e dissolvere tutto ciò che offusca la visione, distorce le energie e oscura le risorse della vita.

In ognuno di noi tante sono le possibilità latenti o in atto nella coscienza: fili colorati sono variamente intrecciati dal tessitore nel suo continuo e personale rapporto con il telaio. Saper riconoscere il colore non basta. Per intrecciare i fili e comporre il disegno della trama, occorre una concentrazione che tenga conto non solo della forma finale, ma anche di ciò che si vuole esprimere, del risultato che si vuole raggiungere. E quanto più impariamo tutto questo, tanto più e meglio comprenderemo il tessuto della vita e riconosceremo gli altri come nostri fratelli alle prese con la propria coscienza, che in nulla differisce dalla nostra se non nel rapporto e nella proporzione di quei tre aspetti che giocano in tutta la creazione a diversi livelli evolutivi.

Per giungere a conoscere l’aspetto più intimo però dobbiamo oltrepassare forma e coscienza spingendoci ancora più in profondità, fino a penetrare nella causa da cui scaturiscono questa e quella, fino a toccare l’idea “che origina il suono e produce la forma1.Vuol dire finalmente identificarsi con la vita stessa, con l’Energia che è il motore primo di ogni esperienza e di ogni espressione. E qui approdiamo alla consapevolezza di quella unità che è allo stesso tempo presupposto, fondamento e meta di ogni conoscenza. Separatezza e frammentazione riguardano solo l’aspetto superficiale, non la realtà essenziale. Perché nulla di ciò che viviamo nel bene e nel male sarebbe possibile se non vi fosse alla base quell’unità fondamentale su cui costruiamo ogni rapporto per esplorare la Vita in ogni sua parte e scoprire alla fine che infinite parti non costituiscono altro che un meraviglioso intero in cui le possibilità di conoscere si espandono all’infinito.

 


  • 1 Sutra 40, 41 e 42 del primo libro de “La luce dell’anima” di A.A. Bailey ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.