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Garuda

GarudaLa storia della nascita di Garuda è narrata nel primo libro (“Adi Parva”, cap. 23) del Mahabharata, il monumentale poema epico che riassume le antiche vicende e la saggezza dell’India antica, dove si afferma che il divino pennuto era figlio del saggio Kasyapa e di Vinata.

Essi ebbero due figli: Garuda e Aruna, l’auriga del Sole. La sorella di Vinata, chiamata Kadru, era invece divenuta madre dei Naga, esseri semidivini di aspetto serpentiforme legati alle acque, i quali, pur essendo suoi cugini, erano acerrimi nemici di Garuda.

Garuda è una divinità induista minore, descritto con la testa, le ali, gli artigli, il becco di un’aquila, con piume d’oro, faccia bianca, ali rosse e con corpo e membra umane. Indossa una corona sulla testa come Vishnu, enorme, al punto da oscurare il Sole.

Essendo considerato il re degli uccelli, spesso serve come messaggero fra gli dei e gli uomini. Garuda è il nome indù per la costellazione dell’Aquila. Altri suoi appellativi sono: Amartaharana, Garutman, Tarksya. I suoi attributi: la conchiglia, il bastone, il loto e il nettare, ma può anche portare le qualità di Vishnu, di cui divenne la cavalcatura.

C’è una leggenda che descrive come il Garuda divenne la cavalcatura di Vishnu. Il Garuda aveva una grande forza e questa lo aiutò a sopportare molti pericoli. Un giorno egli prese la luna e la nascose sotto le sue ali. Questo fece arrabbiare tutti gli Dei del Paradiso che sotto la guida di Indra, attaccarono il Garuda. Egli li sconfisse tutti ma non poté sconfiggere Vishnu e quando il Garuda si arrese a Vishnu, divenne immortale e il Dio gli conferì l’onore di diventare la sua cavalcatura.

In Thailandia è chiamato Krut ed è il simbolo dei reali e la sua esposizione viene concessa a imprese e società che si sono dimostrate importanti per la nazione.

Un altro racconto tradizionale tailandese, sostiene che quando il Garuda uscì dal suo uovo il suo corpo si espanse talmente tanto che arrivò a toccare il cielo, i suoi occhi divennero enormi fari e le montagne tremavano quando sbatteva le ali.

In termini simbolici, Garuda rappresenta l’ascesa dal piano materiale alla più elevata consapevolezza spirituale. I serpenti che cerca di distruggere (che sono, nel racconto mitico, i suoi stessi cugini) simboleggiano la consapevolezza spirituale in un contesto terreno. Nella credenza popolare, Garuda protegge dai serpenti e divora ogni cosa malvagia. Raffigura quindi il conflitto tra intelletto e materia, ovvero l’aquila che si libra al di sopra della terra e dalle tentazioni del serpente.

Il suo mantra:

Om Thathpurushava Vidhmahe,

Suvarna Pakshava Dheemahe,

Thanno Garuda Prachodayath.”

Om, Fammi meditare su quel grande essere vivente,
Oh, Uccello con ali dorate, dammi intelletto superiore
E lasciare che il Dio Garuda illumini la mia mente.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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