Fai risuonare la tua nota

far risuonare la propria notaUn giorno, in un libro di Alessandro Baricco, sono rimasta colpita da un curioso racconto nel quale vi era un “umanofono”, uno strano organo, che al posto delle canne aveva delle persone. Ciascun componente, non doveva fare altro che emanare la propria nota al momento giusto, per dare vita a delle sinfonie stupende:

Pekish diceva…“ Voi non venite qui a cantare una nota qualunque. Voi venite qui a cantare la vostra nota! Non è una cosa da niente: è una cosa bellissima. Avere una nota, una nota tutta per se. Riconoscerla tra mille, portarsela dietro, dentro, addosso. Potete anche non crederci, ma io vi dico che lei respira quando voi respirate, vi aspetta quando dormite, vi segue ovunque andiate e non vi mollerà fino a che non vi deciderete a crepare, e allora, creperà con voi. Potete anche far finta di niente, potete venire qui a dirmi: mi dispiace ma io non credo di avere proprio nessuna nota dentro, e andarvene, semplicemente andarvene. Ma la verità è che quella nota c’ è, c’ è ma voi non la volete ascoltare. E questo è idiota, è un idiozia da rimanere di stucco. Uno ha una nota che è sua… e se la lascia marcire dentro. No! Statemi a sentire. Anche se la vita fa un rumore d’ inferno affilatevi le orecchie fino a quando arriverete a sentirla, e allora tenetevela stretta, non lasciatela scappare più. Portatela con voi, ripetetevela quando lavorate, cantatevela nella testa, lasciate che vi suoni nelle orecchie, e sotto la lingua e nelle punte delle dita.”

Qualche anno dopo, studiando i libri proposti per la scuola di yoga “Energheia”, mi sono piacevolmente stupita nel ritrovare lo stesso concetto, in un libro della Bailey. Il tibetano afferma che, ciascuno di noi viene al mondo con “una nota” da esprimere (in verità più che una nota è un “accordo”, ma non sto a complicare le cose), delle qualità da sviluppare, affinare e far risuonare. Mi piace pensare che ciascuno abbia un proprio ruolo unico nella sinfonia della vita, una nota insostituibile. Ogni volta che ascoltiamo la nostra nota, la nostra anima, non facciamo altro che ricordarci chi siamo davvero e cosa vogliamo lasciare nel mondo. Il mio augurio è che ciascuno di voi possa, nel rumore della vita, riuscire a sentire la propria nota e riesca a cantarla con tutta l’intensità del cuore che gli è possibile.

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Mara Ghislandi

Mara Ghislandi

Nata ad Alzano Lombardo il 4 Luglio 1986, consegue la laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli studi di Bergamo. Dopo diverse esperienze in ambito educativo- laboratoriale, è dal 2010, insegnante di sezione primavera in una Scuola dell’Infanzia. Adora cantare, ascoltare musica, disegnare, scattare fotografie, leggere, scrivere poesie e viaggiare. Dal 2013, dopo varie ricerche personali in ambito psicologico ed umanistico, si è avvicinata alla meditazione e allo studio del Raja Yoga, trovando in esso un armonico ampliamento e approfondimento della propria fede cattolica. Dopo un anno di meditazione presso l’associazione Atman, si iscrive alla Scuola Energheia per terapisti esoterici, attualmente è al terzo anno.