Evoluzione – terza parte

Evoluzione 3 parteNel primo articolo abbiamo per lo più approcciato la questione dal punto di vista scientifico, nel secondo invece abbiamo aperto una parentesi relativa alla psiche e al nostro mondo interiore, in questo terzo appuntamento (e a seguire nel quarto ed ultimo) vorrei provare a trovare un punto d’incontro, un fil rouge, tra scienza e spiritualità, che in definitiva potrebbero non essere tanto distanti tra loro quanto invece si usi pensare.

L’annoso tema dell’evoluzione, è da tempo campo di battaglia tra evoluzionisti ed antievoluzionisti, quest’ultimi si suddividono in sostenitori di teorie di vario stampo, anche molto differenti fra loro, la più quotata delle quali è il creazionismo, che assume posizioni diverse anche a dipendenza del credo religioso. Per semplicità espositiva potremmo quindi ridurre e trattare la questione prendendo in considerazione i due macro ‘contendenti’, gli evoluzionisti e i creazionisti, senza però addentrarci nei meandri e nelle forme proprie di uno specifico credo.

Il creazionismo non sarebbe di per sé detrattore del concetto di evoluzione, viene però etichettato come antievoluzionista per il semplice motivo che non tutti gli argomenti che porta a suo favore sembrano essere di chiaro stampo scientifico, e pertanto considerati pseudoscientifici o in ogni caso antitetici alla scienza. Per completezza andrebbe menzionato che anche alla scienza così detta ‘ortodossa’ mancano svariati tasselli, non per nulla si parla di‘teoria’ dell’evoluzione di stampo (neo-)Darwiniano, e non di ‘modello’ evoluzionista universalmente accettato e plurimamente comprovato.

Un’interessante mediazione tra le due parti ha provato a farla Antonino Zichichi (fisico e divulgatore scientifico italiano) nelle sue ultime pubblicazioni editoriali, il quale critica la posizione Darwinista in quanto maggiormente fondata su un atto di ‘fede’ nella non esistenza di Dio che su reali prove scientifiche di stampo galileiano; da un punto di vista biologico e paleontologico infatti, la teoria evoluzionistica sembrerebbe essere carente di prove e abbondante di anelli mancanti e passaggi ‘miracolosi’. Egli biasima inoltre i creazionisti che tendono invece a non tener conto delle reali rilevanze scientifiche.

Dice Zichichi: “Sappiamo con certezza che l’evoluzione biologica della specie umana è ferma da almeno diecimila anni (dall’alba della civiltà), […] momento dal quale siamo in grado di studiare con certezza le proprietà di questa forma di materia vivente detta uomo. Durante diecimila anni questa forma di materia vivente è rimasta esattamente identica a sé stessa. Evoluzione biologica: zero. […]”.

Parte della comunità scientifica si è subito scagliata contro Zichichi dopo queste affermazioni, sostenendo che 10’000 anni sono un’inezia su scala geologica e quindi evoluzionistica, inoltre l’Homo Sapiens è presente sulla Terra da circa 200’000 anni e determinate mutazioni richiedono centinaia di migliaia di anni per potersi manifestare. Questa querelle è a mio avviso l’esatta dimostrazione di come talvolta sia maggiore l’amore per le proprie personali convinzioni che quello per la verità; le affermazioni scientifiche di cui sopra sembrano infatti autorevoli, verosimili e ponderate, se non fosse che perdono totalmente di vista qualsivoglia aspetto paleoantropologico (essenziale in una materia interdisciplinare quale è l’evoluzione): Zichichi pone infatti l’accento sull’alba della civiltà, che per l’Homo Sapiens è un periodo ampiamente diverso, oserei direi rivoluzionario, se comparato ai 190’000 anni che l’hanno preceduto. Inoltre, giusto per non essere autoreferenziale e rimandarvi all’incipit del primo articolo di questa serie, se andiamo a spulciare su Wikipedia, alla voce “Evoluzione”, nel paragrafo denominato “Corretto uso del termine evoluzione”, troviamo la seguente affermazione:“[…] Ciò che in realtà mutazione e selezione producono è adattamento all’habitat […]”. (1)

La domanda sorge quindi spontanea; se mutazione e selezione naturale producono adattamento all’habitat, e questa è una delle poche e concrete certezze in materia di evoluzione che la scienza oggi può fornirci, allora perché mai mutazione e selezione naturale avrebbero dovuto (o dovrebbero) sopraggiungere in un periodo (da 10’000 anni a questa parte) nel quale abbiamo fatto l’esatto contrario, e cioè adattato l’habitat a noi stessi? Del resto, la così detta ‘civiltà’ è proprio su questo che pone le sue fondamenta, sull’adattamento di un habitat ai bisogni delle comunità che ivi risiedono.

Per dirla in maniera più spicciola e semplicistica; se 200’000 anni fa sarebbe potuto servire (si fa per dire) un terzo braccio per meglio percuotere una preda o difenderci da un predatore, ora non possiamo aspettarci che l’eterno dilemma di quale mercato o supermercato scegliere per procurarci il cibo, produca una mutazione di questo genere o di qualsivoglia altro tipo. (OGM a parte… ben inteso!)

Per concludere quindi questo terzo e penultimo appuntamento, torno a citare Zichichi quando dice che ciò che distingue la nostra specie oggigiorno, è in realtà l’evoluzione culturale, non più biologica.

 

Fonte:

(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione#Corretto_uso_del_termine_evoluzione

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Luca Sbrigata

Luca Sbrigata

Sono nato in Svizzera nel 1983, Italiano da genitori Italiani; risiedo tuttora in questo paese, in Ticino per l’esattezza, sebbene non ne abbia mai acquisito la nazionalità, non perché non lo ami, ma perché ne ho sempre fatto una questione di sangue e costumi piuttosto che di convenienza. Di formazione perito informatico, mi occupo oramai da un decennio di infrastrutture di rete e negli ultimi 7 anni ho avuto modo di lavorare come network administrator per due importanti realtà internazionali. La mia formazione, prettamente scientifica, non ha mai posto freni o messo paletti alla ricerca interiore verso lo Spirito, e dopo un lungo peregrinare e varie esperienze nelle più disparate discipline del settore, molte delle quali mi avevano lasciato l’amaro in bocca, nel 2008 incontro la Scuola Energheia, che subito si caratterizza per grande praticità e approccio empirico alla questione dello Spirito e della conoscenza di sé. Del resto è facile volare con la mente verso mete non troppo definite e in larga parte illusorie, ma fare il processo inverso, e cioè radicare lo Spirito nella materia della tua quotidianità, ritengo essere una strada lungo la quale in pochi ti sanno realmente guidare, proprio perché efficace sì, ma al contempo faticosa e quindi impopolare. Dopo il primo anno di corso, accetto quindi la sfida (mia interiore), e decido di cominciare attivamente la pratica di insegnante di Meditazione e Raja Yoga contiguamente a quella di Terapista Esoterico col fine di provare ad essere di aiuto sia a me che al mio prossimo. Da inizio 2013 sono vice capo redattore del blog www.riprendiamociilpianeta.it, fratello minore del portale che state navigando, nel quale mi occupo della correzione dei testi e della pubblicazione ed impaginazione degli articoli. Oltre che mia moglie e la musica, va sicuramente menzionato che amo anche leggere e scrivere, e tempo permettendo, tra lavoro, insegnamento e blog, ogni tanto qualche articolo di prima mano riesco a pubblicarlo anch’io.