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Evoluzione – quarta parte

La buona educazione torna di modaCi eravamo lasciati con una citazione di Zichichi: “ciò che distingue la nostra specie oggigiorno è in realtà l’evoluzione culturale, non più biologica”. Sarà una deformazione professionale, un’inutile pignoleria da correttore bozze, ma amo definire i termini di un discorso, permette di fare chiarezza. In questa frase grassettata, il termine cardine è “cultura”, vediamo quindi che cos’è la cultura secondo il dizionario online Treccani:“L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo […]”. (1)

Questa è solo la prima delle definizioni attribuite al termine cultura, non ho neanche dovuto penar molto per poter leggere le bellissime parole che andavo cercando; e già ridimensionano un tantino il senso che solitamente attribuiamo al termine in questione; innanzitutto viene operata una netta distinzione tra erudizione e cultura, di mezzo c’è l’esperienza dettata dalla messa in pratica di ciò che si è studiato o in qualche modo appreso: cultura non è sterile nozionismo. La cultura pone inoltre radici ben più profonde che vanno a costituire la morale, il senso artistico e la spiritualitàdella persona, la consapevolezza di sé e del proprio mondo; “…uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli Dei” recitava l’antica esortazione alle porte del tempio di Delphi. Qualcuno troverà dissonante il termine spiritualità nella definizione di cultura, ma esso poco ha a che fare con dogmi e crismi di vario genere ai quali la nostra mente ricorre quando sentiamo pronunciare questa parola; la spiritualità altro non è che la scienza del conoscere se stessi trovando il coraggio di calarsi nei meandri della propria coscienza, con un’onestà sempre maggiore e dipanante delle nebbie che la avvolgono.

Che cos’è quindi l’evoluzione culturale della quale stiamo parlando se non un invito ad una ritrovata coerenza dello Spirito e quindi della propriaUmanità? Che cos’è se non quella attrazione magnetica che ci protende verso l’archetipo evolutivo incarnato dalla nostra Anima (ciò che siamo in potenza) per essere ogni giorno persone un po’ migliori di ieri, e un pochino peggiori di quanto saremo domani? Pensiamo davvero che agli abitanti di questa Terra serva maggiore erudizione? Se sapessimo sublimare la conoscenza, anche scientifica, della quale già disponiamo, rendendola quindi disponibile e fruibile a tutti, allora non verteremmo in queste mortifere condizioni, dando sfogo ad un’insaziabile avidità fagocitante la Vita stessa, con l’80% delle risorse del pianeta in mano al 20% della popolazione mondiale; eh sì, perché se non lo sapevate, queste sono purtroppo le reali proporzioni di quello che, pigramente, ci siamo abituati a vivere, e forse sto ancora calcolando per difetto. Purtroppo, allo stadio attuale, l’immobilità e la mancata presa di posizione su questi temi, sono parificate alla connivenza verso chi lo scempio di questa Terra lo compie in maniera attiva; ben inteso, non lo dico per puntare il dito verso nessuno, è che semplicemente questo non è il tempo per timidi e indecisi, l’umanità è chiamata alla prova del Fuoco se vuole evolvere, ed ognuno dovrà assumersi la propria responsabilità, anche e innanzitutto civica, del benessere dei propri Fratelli: non è più tempo per coltivare orticelli separati. L’alternativa è ascoltare i nostri politici che si riempiono la bocca di “welfare”, illudendoci per l’ennesima volta che qualcosa cambierà, prima o poi, o forse mai… “ma tanto Io, che posso mai fare?”: e perdonate la breve, e volutamente generalista, deriva politica, ma sta proprio qui il senso dell’evoluzione, nel passaggio concettuale prima, e pratico poi, dall’Io al Noi; insieme possiamo avere quella forza che smuove le montagne, ma serve volontà, unione di intenti e l’umiltà di cedere una parte del proprio (tempo, forza, sapere… metteteci quello che più vi aggrada) per il bene della comunità tutta. Questo significherebbe Essere veramente Umani e coesi in un intento unico e coerente chiamato bene comune. Utopia? Forse; ma se non altro, oggi provarci è quanto mai un dovere!

Se davvero in un qualche modo ci sta a cuore la nostra evoluzione, dovremmo innanzitutto chiarificare al nostro interno chi siamo, cosa vogliamo ed agire di conseguenza, o non vi sarà Meraviglia all’esterno che avremo occhi per vedere. Concludo quindi rifacendomi alla completa esortazione iscritta all’entrata del tempio di Delphi, un vero inno all’Evoluzione, orbitale, culturale o spirituale che sia… non so per voi, ma per me il senso è davvero unico e polivalente:

Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,

se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi

non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa,

come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh! Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei.

 

Fonte:

(1) http://www.treccani.it/vocabolario/cultura/

 

Luca Sbrigata

Luca Sbrigata

Sono nato in Svizzera nel 1983, Italiano da genitori Italiani; risiedo tuttora in questo paese, in Ticino per l’esattezza, sebbene non ne abbia mai acquisito la nazionalità, non perché non lo ami, ma perché ne ho sempre fatto una questione di sangue e costumi piuttosto che di convenienza. Di formazione perito informatico, mi occupo oramai da un decennio di infrastrutture di rete e negli ultimi 7 anni ho avuto modo di lavorare come network administrator per due importanti realtà internazionali. La mia formazione, prettamente scientifica, non ha mai posto freni o messo paletti alla ricerca interiore verso lo Spirito, e dopo un lungo peregrinare e varie esperienze nelle più disparate discipline del settore, molte delle quali mi avevano lasciato l’amaro in bocca, nel 2008 incontro la Scuola Energheia, che subito si caratterizza per grande praticità e approccio empirico alla questione dello Spirito e della conoscenza di sé. Del resto è facile volare con la mente verso mete non troppo definite e in larga parte illusorie, ma fare il processo inverso, e cioè radicare lo Spirito nella materia della tua quotidianità, ritengo essere una strada lungo la quale in pochi ti sanno realmente guidare, proprio perché efficace sì, ma al contempo faticosa e quindi impopolare. Dopo il primo anno di corso, accetto quindi la sfida (mia interiore), e decido di cominciare attivamente la pratica di insegnante di Meditazione e Raja Yoga contiguamente a quella di Terapista Esoterico col fine di provare ad essere di aiuto sia a me che al mio prossimo. Da inizio 2013 sono vice capo redattore del blog www.riprendiamociilpianeta.it, fratello minore del portale che state navigando, nel quale mi occupo della correzione dei testi e della pubblicazione ed impaginazione degli articoli. Oltre che mia moglie e la musica, va sicuramente menzionato che amo anche leggere e scrivere, e tempo permettendo, tra lavoro, insegnamento e blog, ogni tanto qualche articolo di prima mano riesco a pubblicarlo anch’io.
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