Evoluzione – prima parte

Evoluzione 1parteDal punto di vista scientifico, come anche nel senso comune, con evoluzione viene intesa la risultante mutazione genetica che segue nel tempo il progressivo adattamento di una vita biologica al suo habitat naturale. L’evoluzione porta ad un miglioramento, ma a riguardo esistono pareri discordanti sicché il processo di adattamento può risultare non solo nell’acquisto, ma anche nella perdita di funzionalità e caratteristiche ben specifiche.

Volendo fare un esempio concreto, sebbene non si abbia oggigiorno l’assoluta certezza che l’essere umano abbia in qualche tempo mai avuto una coda, si dice che il coccige sia quanto rimane di quella che fu la coda nei nostri antenati. Non è certo di nostro interesse riuscire ad accertare o smentire tale eventualità quest’oggi, ma ipotizziamo per un attimo che questa corrisponda al vero, avremmo allora probabilmente perso la coda in corrispondenza del passaggio da quadrupedi a bipedi; la coda è infatti per i primi un vantaggio e per i secondi un impedimento: se per qualsivoglia motivo il fine di questo passaggio evolutivo era arrivare alla completa posizione eretta, allora la presenza della coda, che spostava il baricentro e portava a piegare in avanti il tronco, era un ostacolo da sorpassare, da qui la perdita di questo tratto. Vediamo quindi come anche la perdita di una caratteristica comporti un miglioramento, ciò che fa stato infatti al fine del corretto uso di questo termine (miglioramento, ndr.) è in definitiva non necessariamente l’acquisto di un carattere, bensì l’armonia d’intenti con l’impulso iniziale, ergo, nel nostro caso, il raggiungimento della posizione eretta.

In natura, la semplicità, o ancor meglio l’essenzialità, è infatti una costante distintiva dell’impulso iniziale, è solo più facile denotarla quando c’è di mezzo la perdita di un tratto, ma del resto anche per il pavone la variopinta e lussureggiante coda è essenziale alla manifestazione di quella che è la sua natura, altrimenti, concedetemi l’arguzia, non sarebbe per lui possibile pavoneggiarsi d’innanzi alla signora pavona.

Partendo da quest’ultima nozione riusciamo anche a meglio comprendere il significato del termine archetipo, che spesso vedrete ricorrere in queste pagine; posto un “concetto” quale può essere l’amore, piuttosto che la volontà o la saggezza, esiste una modalità limitata attraverso la quale noi esseri umani riusciamo ad esprimere tali caratteristiche, mentre questi concetti nella loro natura originaria, più pura ed essenziale, vengono definiti come archetipi.

L’evoluzione è in definitiva quel tratto di strada che esiste tra una condizione imperfetta, ma perfettibile, ed il suo archetipo di riferimento: sono come due magneti di carica opposta che nel tempo si attraggono andando a colmare quel divario che li separa, diventando così una cosa sola, integrandosi l’uno nell’altro.

 

Ti potrebbe interessare

Luca Sbrigata

Luca Sbrigata

Sono nato in Svizzera nel 1983, Italiano da genitori Italiani; risiedo tuttora in questo paese, in Ticino per l’esattezza, sebbene non ne abbia mai acquisito la nazionalità, non perché non lo ami, ma perché ne ho sempre fatto una questione di sangue e costumi piuttosto che di convenienza. Di formazione perito informatico, mi occupo oramai da un decennio di infrastrutture di rete e negli ultimi 7 anni ho avuto modo di lavorare come network administrator per due importanti realtà internazionali. La mia formazione, prettamente scientifica, non ha mai posto freni o messo paletti alla ricerca interiore verso lo Spirito, e dopo un lungo peregrinare e varie esperienze nelle più disparate discipline del settore, molte delle quali mi avevano lasciato l’amaro in bocca, nel 2008 incontro la Scuola Energheia, che subito si caratterizza per grande praticità e approccio empirico alla questione dello Spirito e della conoscenza di sé. Del resto è facile volare con la mente verso mete non troppo definite e in larga parte illusorie, ma fare il processo inverso, e cioè radicare lo Spirito nella materia della tua quotidianità, ritengo essere una strada lungo la quale in pochi ti sanno realmente guidare, proprio perché efficace sì, ma al contempo faticosa e quindi impopolare. Dopo il primo anno di corso, accetto quindi la sfida (mia interiore), e decido di cominciare attivamente la pratica di insegnante di Meditazione e Raja Yoga contiguamente a quella di Terapista Esoterico col fine di provare ad essere di aiuto sia a me che al mio prossimo. Da inizio 2013 sono vice capo redattore del blog www.riprendiamociilpianeta.it, fratello minore del portale che state navigando, nel quale mi occupo della correzione dei testi e della pubblicazione ed impaginazione degli articoli. Oltre che mia moglie e la musica, va sicuramente menzionato che amo anche leggere e scrivere, e tempo permettendo, tra lavoro, insegnamento e blog, ogni tanto qualche articolo di prima mano riesco a pubblicarlo anch’io.