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Effetti del pensiero positivo e negativo – seconda parte

pensiero_positivo300_0Nel precedente articolo, abbiamo visto gli effetti deleteri del pensiero negativo. Un esempio molto concreto che riguarda me stesso, è proprio lo scrivere questo articolo. Io pensavo di non esserne capace, ne ero convinto, e infatti, quando ho provato, ho constatato la mia difficoltà nello scrivere più di 2 righe di seguito su un argomento. Eppure, lo stesso argomento affrontato, per esempio in una conferenza, non avrebbe ottenuto il solito risultato, anzi, sarebbe stato un successo! Ma davanti al foglio bianco… niente!
Poi però, mi sono detto che dovevo tentare e così, mi sono messo davanti al computer convinto di fare il mio articolo, e adesso per fermarmi… ci vuole la carabina! Evidentemente il blocco non è mai reale, è solo nella nostra testa.
Compreso questo, non dobbiamo farci prendere dai sensi di colpa per ciò che abbiamo o non abbiamo fatto, i nostri blocchi non sono così banali e superarli è un’impresa che richiede tempo e costanza.
Riprendendo il concetto dell’articolo precedente sui “climi” mentali, molto spesso diamo la colpa ai genitori di averci instillato pensieri di un certo tipo fin da piccoli, ma la “colpa” non è loro, o della società o delle persone che frequentiamo. Dobbiamo capire che abbiamo esattamente i genitori che ci servono per sviluppare le nostre potenzialità, anche quando sembra che ci ostacolino in realtà ci stanno fornendo le difficoltà adeguate che, se affrontate col giusto spirito, ci faranno crescere in forza e consapevolezza.
Perciò dobbiamo sempre ringraziare i genitori che, anche con i loro limiti (che tutti gli esseri umani hanno), ci hanno fornito esattamente ciò di cui avevamo bisogno. Può essere difficile da credere, ma più avanti capiremo come avvengono questi intrecci meravigliosi tra genitori e figli, sposi, fratelli, ecc.

Quindi, i nostri pensieri distorti, che apparentemente derivano da condizionamenti esterni, in realtà dipendono dal nostro karma. Infatti siamo nati in quella famiglia, in quella nazione e in quella regione, proprio per affrontare i “nodi” irrisolti del nostro karma individuale.  Se vogliamo proprio dare la colpa a qualcuno, la dovremmo dare a noi stessi.  “La sfiga non esiste” come dice l’omonimo libro di Massimo Rodolfi. Ognuno è artefice del proprio destino.
Però il karma non è ineluttabile e preso atto dei limiti attuali, senza farsi prendere dallo sconforto o dai sensi di colpa, vediamo cosa possiamo fare oggi, concretamente, per cambiare la nostra vita in meglio. Parliamo del “pensiero positivo”.

Sulla base di ciò che abbiamo detto, l’atteggiamento giusto è di cominciare a smettere di lamentarsi, e di cominciare a pensare veramente a come vogliamo essere.
Analizziamo ciò che non ci piace di noi, e iniziamo a pensare come possiamo essere diversi, cominciando a dire “perché no!?!”. “Aiutati che il ciel ti aiuta “. In effetti è così che funziona, se  cominciamo a modificare il nostro pensiero, ci crediamo e pensiamo positivo, questo si realizzerà, perché semplicemente le leggi della vita funzionano in questo modo: forma pensiero, desiderio di realizzazione e azione conseguente.
Anche in questo caso vale la legge: “come in grande così in piccolo”. Quando Gesù diceva ai suoi apostoli: “Se aveste fede quanto un granellino di senape, potreste dire a questo gelso: sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe…”(Lc 15,56).
Veramente l’uomo ha la potenzialità di creare, i limiti li mettiamo noi stessi, sono dentro di noi. Potremmo dire che il limite è la mancanza di fede in noi stessi e nella vita. Dobbiamo imparare ad affrontare le nostre difficoltà e andare oltre noi stessi per sviluppare le grandi potenzialità della mente umana.

La PNL, i diversi corsi per manager o per venditori, e tutte quelle tecniche che promettono di farvi realizzare i vostri desideri, si basano su questo principio. Se sei convinto che quella cosa la puoi fare e ci credi veramente, alla fine riuscirai a farla. Quindi attenzione a cosa pensate o desiderate, perché si potrebbe realizzare!!!
Per fortuna, normalmente, le menti sono un po’ confuse, hanno problemi a formulare pensieri coerenti o a rimanere concentrate a lungo sul progetto, e quindi alla fine, la forma pensiero perde potenza e non si realizza.
La meditazione aiuta a sviluppare l’attenzione e la concentrazione, ma, cosa molto più importante, aiuta a purificare le proprie motivazioni. Queste fanno la differenza fra il bene e il male. Osservate sempre le vostre motivazioni.
La meditazione eleva i pensieri, eleva i sentimenti, e questo si esplicita in azioni che inevitabilmente saranno più elevate.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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