È Natale, si può dare di più

Anche quest’anno è Natale, con tutti i suoi annessi e connessi, una festività che nel tempo ha perso molto della sua umanità ma che rimane in ogni caso una grande occasione per coltivare ciò che durante l’anno tendiamo a trascurare, come per esempio la famiglia e gli affetti più cari. Il problema è che il tempo che abbiamo a disposizione è sempre meno, un po’ perché le nostre energie vengono disperse in mille rivoli, un po’ perché tutto sta divenendo faticoso da compiere ritrovandoci a correre di qua e di là per cercare di ottemperare a ciò che la vita ci pone davanti. In ogni caso qualcosa deve essere successo visto che sempre più persone percepiscono che il tempo è divenuto più celere e insufficiente. Hai voglia quindi a rallentare le lancette dell’orologio che corrono inesorabilmente, prova ne è il fatto che anche quest’anno il Natale è “volato” sino a noi a velocità supersonica.

In ogni caso è Natale, rappresentando sempre una grande occasione per stare con se stessi e con il prossimo con un pizzico più di amore, accoglienza e tolleranza. Lo so è stato un anno difficile e malgrado non vediamo l’ora che giunga questo momento, nello stesso tempo possiamo anche temerlo, perché è come rallentare un treno in corsa, un treno pieno di tensioni accumulate durante l’anno che non potranno sciogliersi all’istante. Poi ci sono le tensioni degli altri che in un momento come il Natale, dovendo stare insieme “forzatamente”, possono anche deflagrare perché ognuno ha la sua idea dell’armonia, intrisa di aspettative e illusioni, dove il dover condividere può fare emergere tutte le tensioni accumulate. Ma che bello in ogni caso poter stare insieme e cogliere la bellezza insita in tutto questo.

La famiglia rappresenta un legame karmico molto stretto dal quale è difficile affrancarsi, perché ti mostra quello che sei, nel bene e nel male. I nostri famigliari ci fanno da specchio rappresentando le radici da cui proveniamo, inutile quindi fare finta di niente o cercare di respingere a tutti i costi ciò che percepiamo irritante, bisogna fare i conti con l’oggettività e deporre le armi della personalità così da portare in auge la saggezza dell’anima. Si narra che la nascita a Betlemme di Gesù rappresenti la possibilità da parte di ognuno di noi di far nascere un po’ di più l’anima nella nostra coscienza, può sembrare qualcosa di favolistico ma io ci credo perché ho sperimentato che ciò è possibile.

Che ci crediate o no non importa, quello che conta veramente è che facciate del vostro meglio per rendere questa festività un’occasione nella quale abbandonare qualcosa di voi che è ancora in grado di dividere in luogo di una capacità di unire. Lasciate perdere le vostre ragioni che sono il frutto di qualcosa di separativo e di una natura emotiva che nulla vuole cedere, affidatevi invece al vostro sentire più profondo che in maniera “irrazionale” vi porterà a compiere ciò che è meglio portandovi a condividere il bello. C’è tanto di bello negli altri e molto spesso non lo vediamo, perché saremmo costretti a vederlo anche in noi… ma quanta paura di stare bene possiede l’essere umano?

Niente paura dunque, perché guardandoci negli occhi troveremo sempre qualcosa   che potremo condividere in armonia, ed è a questa armonia che dobbiamo mirare, perché si può sempre dare di più soprattutto come qualità cedendo qualcosa di sé, che sia un modo di pensare, un modo di sentire o di agire, perché è cedendo che si riceve e questo è il più bel regalo che ci possiamo fare condividendolo con le nostre famiglie e non solo.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.