Disponibilità è voglia di esserci

Voglia di esserci, manifestando una disponibilità vera e non mascherata da tutta una serie di orpelli che limitano l’espressione naturale ed incontaminata dell’anima. Questo articolo parte così, meglio del previsto devo dire, in ogni caso sono consapevole del fatto che far si che tutto ciò avvenga bisognerà fare un po’ di strada, ma nel frattempo non bisogna neanche fasciarsi la testa con lamenti e recriminazioni varie, godiamoci dunque questo viaggio, cogliendo nei paesaggi che incontreremo il piacere di confrontarci con noi stessi nella maniera più sincera possibile.

Ciò che mi “frega” è la ricerca dell’innocuità, che volete farci, avendo percepito che è possibile è divenuta un “chiodo fisso, facendomi portare l’attenzione sull’aspetto della disponibilità, quanto questo atteggiamento sia armonioso oppure nasconda secondi o terzi fini di cui sono più o meno consapevole. Sì perché non comprendendo questa dinamica hai voglia di pensare di essere innocuo e di agire nell’interesse comune percependosi in un atteggiamento disinteressato. Ah, beata illusione con la sua beneamata sorella la ben nota ignoranza.

A parole sono sempre stato molto ma molto disponibile, un po’ come il personaggio di un cartone animato della mia infanzia, quel Lupo de Lupis che, in questo caso mi faccio aiutare da Wikipedia, a differenza dei suoi simili, è animato da buoni sentimenti e da un irresistibile desiderio di proteggere un maldestro e distratto agnellino da tutti i guai in cui questi si va a cacciare. Un Lupo tanto buonino a suo dire, frase che è divenuta famosa nella versione italiana, e io volevo essere diverso riconoscendo nella bontà la possibilità di amare, ma soprattutto di essere amato… più la seconda direi.

Anche io come Lupo de Lupis volevo elevarmi dai comportamenti maleducati dei miei simili, in parte ci sono anche riuscito, ma quante maschere ho dovuto indossare per non assumermene la responsabilità mostrando molte facciate e pochissimi “interni”. Allora sono diventato buono, quello che mi dicevano di fare lo facevo anche se molte volte facevo finta fingendo anche a me stesso, sempre nell’ansia di aver ottemperato a quanto richiesto, sempre all’erta per non perdere un’occasione attraverso la quale poter dare prova della mia bontà.

Va bene così comunque, non si diventa “imparati” dall’oggi al domani, le stagioni della vita possiedono un loro ritmo che dobbiamo accettare malgrado il continuo tentativo di imporre il nostro di ritmo. Si parte con una percezione limitata del nostro obiettivo, ma non importa, l’importante è averlo percepito dando la stura ad una propulsione che con il “tempo e la paglia” maturerà a puntino facendoci conseguire quanto desiderato. In mezzo a tutto questo la presunta bontà e disponibilità, con l’incapacità di cogliere le reali motivazioni del nostro agire, con frasi ad effetto che rimandano a quanto abbiamo fatto noi mentre gli altri… beh lasciamo stare.

Essere veramente disponibili secondo me, significa cogliere appieno il fatto che ognuno fa quello che vuole, e che il nostro agire sottende la sottile, ma neanche tanto, aspirazione che gli altri si adeguino ai nostri bisogni solo per il fatto che debba essere acquietata l’ansia da prestazione che ci pone a contatto con i buchi neri della nostra coscienza. Un po’ di ansia la sento ancora, qualche volta mi manca la terra sotto i piedi, ma non importa, riconoscendo in questo mio atteggiamento tanto di buono, devo solo accettare che immettendo acqua pulita in una tinozza con l’acqua sporca, l’acqua che tracimerà non sarà pulitissima.

Per dire che cosa? Che ci vuole tenacia e pazienza verificando che l’acqua tracimata sarà sempre meno sporca, e che gli altri non debbono essere a tua disposizione per essere disponibili quando lo si desidera, semplicemente si può essere presi semplicemente all’improvviso, comprendendo un po’ di più la reale disponibilità, dicendo anche qualche no, accettando anche la possibilità di sentirsi non amati. L’argomento è certamente vasto, l’ho solo abbozzato e magari in futuro lo riprenderò, intanto scrivere queste parole mi è servito molto per comprendere ancora meglio ciò che oggi si è palesato come intuizione.

Lo yoga passa anche da qui, le parole non bastano ci vogliono anche i fatti, quindi chiediamo la prossima volta che ci sentiremo defraudati della possibilità di essere buoni e disponibili, quali erano le nostre reali intenzioni. Un mondo si apre a questo punto e se avrete voglia di andare a vedere farete un passo in avanti verso la possibilità di essere innocui e sinceramente disponibili.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.