Disorientamento e proposito

disorientamento_300_0Uno degli ostacoli più perfidi che ci separano dal contatto con la nostra vera natura, e perciò ci distolgono dal raggiungimento dell’unione (yoga), è senz’altro il  dubbio. Con la scusa del “si…ma” e del “si…però” i dubbi trattengono dal percorrere la propria strada, insinuando ogni sorta di incertezze.
I demoni del dubbio, come a volte vengono chiamati, turbano la mente, confondono e offuscano l‘orientamento; spingono da una parte e dall’altra, in direzioni differenti. L’effetto del dubbio è simile a un diserbante che secca e inaridisce la coscienza oppure la brucia tra i flutti dell’emotività. Il dubbio ti costringe a indietreggiare e quando senti la paralisi della tua capacità d’azione sei già fregato dallo smarrimento che il dubbio produce.

Patanjali(1) ne parla come di un ostacolo alla conoscenza dell’Anima, dovuto al fatto che l’uomo a un certo stadio del suo sviluppo si identifica illusoriamente con il corpo mentale e da questo punto di vista  transitorio mette in discussione “le verità eterne e le realtà fondamentali”. Ma il minore non può contenere il maggiore cioè la mente nella sua espressione inferiore non può comprendere le certezze superiori e nella sua ignoranza ne dubita.                                                                                                                                                                     Esistono anche sani dubbi e sono quelli che ti spingono a interrogarti cercando interiormente certe risposte che difficilmente ricevi dall’esterno. Anche Gesù invitava a  chiedere per ottenere. Bisogna imparare a fare le domande giuste per ricevere le giuste risposte. Ecco quindi che l’ostacolo può essere utilizzato per una crescita ulteriore, per una ricerca intima che può avvicinare al vero, visto che il dubbio solitamente falsifica la nostra prospettiva.

La ricerca intelligente di una soluzione al nostro smarrimento (attraverso la costruzione di opportune domande) può diventare infatti,  un mezzo per rimuovere l’ostacolo e seguire le tracce di quel magnetico filo di Luce o Sutratma, che ci unisce alla nostra Monade, lo Spirito in noi.  Ciò consente di risvegliare forze latenti e di partecipare sempre meglio al lavoro creativo e al proposito che fa convergere le nostre energie verso la stella polare dell’Anima.

Superare l’ostacolo del dubbio e ritrovare la pace negata dal disorientamento è possibile educando la mente alla concentrazione e alla stabilità, come lo yoga regale (Raja yoga) insegna. La concentrazione implica un atto volitivo che ferma la nostra attenzione su un oggetto, ritraendola dalle distrazioni sensoriali. In questo modo, prolungando la concentrazione, abbiamo l’opportunità di conoscere le qualità che stanno oltre ciò che appare e quindi, anche oltre i nostri dubbi: possiamo così riconoscere quali sono le forze che motivano  il disorientamento e  utilizzare questa scoperta per ricondurre quelle stesse forze  ad  una funzione evolutiva. Come? Coordinando la nostra esperienza con unicità di proposito ed intento puro, sì da orientarla verso la visione superiore che rappresenta il prossimo passo da compiere.

(1) “La luce dell’Anima” , scienza ed effetti. A.Bailey (sutra 30-32 del primo libro)

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.