Cosa ci unisce e cosa ci divide?

Sapete perché cerchiamo la vita di coppia?
Voi direte “perché la natura ci ha fatto così, allo scopo di procreare per continuare la specie”. Oppure “perché Dio ci ha fatti così, uomo e donna che si uniranno in una carne sola”.
Sicuramente è così, ma dal punto di vista esoterico la ricerca di una relazione di coppia parte dal fatto che siamo nostalgici dell’unità perduta e la vogliamo riconquistare.

Siamo scintille divine emanate dal Padre, monadi entrate in manifestazione seguendo il percorso che porta dal reale all’irreale, dall’unità della trascendenza alla dualità dell’immanenza. E’ vero che la dualità è illusoria, ma fino a quando siamo immersi nella Maya, la viviamo come estremamente reale.

In realtà tutto è uno, e la consapevolezza di ciò produce una condizione definita Sat Chit Ananda, che vuol dire essenza, consapevolezza e beatitudine. Sono consapevole di essere uno col tutto e quindi non posso che essere beato.
Invece da quando siamo entrati in manifestazione sentiamo che non siamo completi, che ci manca qualcosa, e come sempre quando agisce il sé inferiore, lo cerchiamo al di fuori di noi.

Questo avviene a diversi livelli, da colui che cerca solo sesso senza alcun coinvolgimento, a quello che cerca l’amore eterno… sono diverse gradazioni della legge di attrazione, che è una delle leggi fondamentali della vita. Tutto la creazione si muove verso l’unità perduta, che coinciderà con quello che le filosofie orientali definiscono il Pralaya e gli scienziati moderni chiamano Big Crunch, dove tutto ritornerà Uno.

Nel nostro piccolo noi siamo attratti da una persona che ci completi, che abbia le qualità che sentiamo mancarci. Per questo motivo gli opposti si attraggono, ed è per questo che i rapporti tra persone complementari normalmente funzionano meglio, perché tu mi dai qualcosa che io non ho e viceversa, insieme realizziamo una unità che è molto di più della somma delle nostre dualità.

Se invece due persone hanno le stesse qualità e magari gli stessi difetti non si completano, anzi amplificano queste energie in modo esponenziale, e questo può generare conflitto.
Attenzione però che non è sempre così, sto esprimendo concetti generali. In realtà siamo attratti dalla dolce metà da cause che dipendono dal nostro grado di libertà dal karma.

Abbiamo visto negli articoli precedenti che se rispetto alla vita sentimentale abbiamo ancora un karma “pesante” da subire, saremo attratti da una persona (agente del karma) che ci porterà a sperimentare esattamente quel tipo di sofferenza. Se invece il nostro karma è “leggero”, saremo liberi da condizionamenti e troveremo l’anima gemella che avrà effettivamente le qualità che ci servono per realizzarci al meglio in questa vita.

Nei secoli avremo sperimentato relazioni di ogni tipo, dalle più egoistiche e brutali a quelle più elevate, ma sempre allo scopo di trovare l’altra metà della mela. Questa però è ancora una fase intermedia, perché la vera unione la dobbiamo trovare dentro di noi, e lo yoga ci fornisce gli strumenti.

La parola Yoga deriva dal sanscrito Yug che vuol dire unione, realizzare lo yoga vuol dire realizzare l’unità dentro di sé. E’ la composizione delle polarità maschile e femminile, Shiva e Shakti, che si uniscono nel matrimonio celeste. E questo avviene in noi.

Quando realizzi lo yoga sei libero da karma e a quel punto puoi vivere le relazioni non più spinto dalla ricerca dell’unità, che hai già, ma per libera scelta. Se vorrai stare da solo lo farai senza che questo produca sofferenza, e allo stesso modo se vorrai vivere una relazione la vivrai… senza che questa produca sofferenza. Sat Chit Ananda!

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.